Bellezze del Portogallo

Questa pandemia ha cambiato i piani di noi viaggiatori. Per ora non è possibile viaggiare liberamente dove si desidera ma bisogna “accontentarsi” scegliendo tra un numero limitatissimo di paesi.

Visto questo delicato periodo scelgo di visitare il Portogallo, un paese che da sempre mi affascina per la sua vasta costa oceanica nonché ultimo punto di terraferma dell’Europa prima del continente americano.

LISBONA

Inizio la mia avventura in terra lusitana dalla capitale Lisbona. Cerco un ostello nel quartiere più centrale e importante della città, La Baixa.

Mi trovo vicinissimo alla Praça dos Restauradores, piazza costruita per commemorare la liberazione del Portogallo dal dominio spagnolo ottenuta nel 1640. Da un lato, grazie alla Avenida da Liberdade, raggiungo Praça Marques da Pombal in cui inizia la zona moderna di Lisbona; dall’altro lato, invece, finisco nella bella Praça do Rossio.

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Praça do Rossio

Da qui proseguo diritto e passo di fianco all’Elevador de Santa Justa, ascensore verticale che permette di vedere Lisbona dall’alto grazie alla sua piattaforma panoramica.

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Elevador de Santa Justa

Percorro poi la Rua Augusta fino a raggiungere l’Arco da Rua Augusta, arco trionfale che rappresenta l’ingresso monumentale alla città. Oltrepassato l’arco giungo infine alla piazza più bella e famosa di Lisbona che si affaccia sul fiume Tago: Praça do Comércio.

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Arco da Rua Augusta e Praça do Comércio

Da Praça do Comércio prendo il tram con destinazione il quartiere Santa Maria de Belém. In questo quartiere si trovano diverse attrazioni tutte vicinissime tra loro.

Visito per prima cosa il Museu Nacional dos Coches che accoglie le carrozze reali usate tra il XVII e il XIX secolo dalla Corte portoghese e da altre Corti europee.

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Museu Nacional dos Coches

Poi è la volta del Mosteiro dos Jeronimos, un importante monastero dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO che contiene una chiesa e un bellissimo chiostro.

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Mosteiro dos Jeronimos

Uscendo dal monastero, cammino per qualche minuto e mi trovo di fronte al Padrao dos Descombrimentos ovvero il Monumento alle Scoperte costruito per celebrare l’era delle scoperte dei navigatori portoghesi fra il XV e il XVI secolo.

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Padrao dos Descombrimentos

Arrivo infine al monumento più importante del quartiere ed anche di tutta Lisbona: la Torre de Belém, una torre sul fiume Tago che serviva da difesa alla città. Anche questa torre è stata inserita tra i beni protetti dall’UNESCO.

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Torre de Belém

Ritorno col tram verso Praça do Comercio e scendo proprio sotto al Ponte 25 de Abril, sospeso sul fiume Tago che collega Lisbona con la città di Almada. Si tratta di un ponte ispirato al Golden Gate Bridge di San Francisco e per capirne di più su quest’opera vi consiglio di visitare lo spazio interattivo chiamato Experiencia Pilar 7 che vi concederà una visita inedita al pilastro fondamentale della struttura e di un incredibile panorama sulla città e sul fiume Tago.

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Ponte 25 de Abril

Il modo più economico per raggiungere la città di Almada è utilizzando il traghetto che parte dalla stazione di Cais do Sodré con destinazione Cacilhas. Scelgo questa opzione e una volta arrivato a Cacilhas prendo il bus 101 che ferma proprio ai piedi del Santuario de Cristo Rei.

Questa statua assomiglia a quella presente a Rio de Janeiro, è alta 28m ed è posata su un piedistallo alto 75m composto da 4 pilastri che simboleggiano i punti cardinali. All’interno dei pilastri si trova la Cappella Nossa Senhora da Paz.

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Santuario de Cristo Rei

Ritorno a Lisbona e raggiungo la collina più alta della città. Qui si trova il Castelo de Sao Jorge (Castello di San Giorgio) che permette di godere del migliore panorama di tutta la capitale portoghese. Sinceramente mi aspettavo qualcosa in più dal castello ma il panorama che offre vale il prezzo del biglietto.

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Castelo de Sao Jorge
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Terminata la visita al castello torno giù dalla collina per raggiungere la Sé de Lisboa o Igreja de Santa Maria Maior (Cattedrale di Lisbona). Situata nel quartiere Alfama. Mi trovo di fronte alla chiesa più antica della città, costruita con un mix di stili avente un imponente facciata dal rosone romanico.

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Sé de Lisboa

Prima di lasciare la città è d’obbligo salire sull’Elétrico 28, ovvero il primo tram di Lisbona che prese servizio nel 1873. Il giro parte da Praça Martim Moniz e attraversa le principali zone della città tra cui l’Alfama, il Bairro Alto e il Chiado per terminare la sua corsa al Campo Ourique.

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Elétrico 28

Ultimo ma non meno importante il Convento do Carmo, ex convento in stile gotico situato tra la piazza del Rossio ed il Castello. La mancanza del soffitto è dovuta al terremoto che rase al suolo la città nel 1755.

SINTRA

Ad appena una ventina di chilometri da Lisbona si trova questa bellissima cittadina inserita tra i Patrimoni dell’Umanità dall’Unesco. Questa località è facilmente raggiungibile con un treno in appena 40’ e con una spesa davvero irrisoria (2,25 € per tratta).

Arrivato alla stazione di Sintra mi avvio a piedi verso il Palacio Nacional de Sintra. Questo palazzo reale è facilmente riconoscibile da lontano grazie ai suoi due grandi camini conici.

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Palacio Nacional de Sintra

Dalla piazza di fronte a questo palazzo, parte il mio trekking per raggiungere l’attrazione principale della città; il Palacio Nacional da Pena. Una camminata che dura poco più di un’ora e che a mio avviso è alla portata di tutti.

Mi inoltro in un lussureggiante parco che si trova di fianco al Parque das Merendas. Seguo le indicazioni per Vila Sassetti per non sbagliare. Inoltre il sentiero è ben indicato grazie a cartelli indicanti la scritta delle varie attrazioni che si possono raggiungere.

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In lontananza si intravede il Castelo dos Mouros (Castello dei Mori). Questo castello venne costruito dai mori nordafricani per proteggere la città di Sintra e successivamente caduto in rovina dopo la conquista del Portogallo da parte dei cristiani.

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Castelo dos Mouros

Un ultimo piccolo sforzo e mi ritrovo all’ingresso dell’incantevole Palacio Nacional da Pena.

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Questo palazzo sembra uscito da una fiaba ed è l’attrazione principale del Portogallo. Costruito con stile romanico possiede spaziose terrazze dipinte con vari colori vivaci principalmente giallo e rosso. Questi colori insieme alla natura che lo circonda contribuiscono a rendere l’atmosfera magica.

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Palacio Nacional da Pena

Tornando poi nel centro storico del paese, raggiungo un enigmatico palazzo associato all’esoterismo, al misticismo e alla massoneria.

Questo palazzo è conosciuto con il nome di Quinta da Regaleira (“quinta” significa tenuta). Costruito in stile gotico con riferimenti egizi, rinascimentali e moreschi. Oltre al palazzo è possibile visitare anche il bellissimo giardino con grotte, fontane e numerose torri.

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Ma tutta l’attenzione da parte dei visitatori si concentra su due luoghi associati alla massoneria al cui interno si dice venissero fatti riti iniziatici segreti. Sto parlando del Poco Imperfeito (Pozzo Incompiuto) e del Poco Iniçiatico (Pozzo Iniziatico). Questi pozzi vengono chiamati anche “Torri Invertite” in quanto consistono in strutture che penetrano nel terreno con un’architettura a chiocciola. Sul fondo del Poco Iniçiatico, inoltre, si trova una bussola con la figura della Croce dei Templari che rende ancora più mistica questa visita.

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Poco Imperfeito
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Poco Iniçiatico

CABO DA ROCA

Come ho detto all’inizio del blog, uno dei principali motivi del mio viaggio in Portogallo era quello di raggiungere il punto più occidentale d’Europa.

Arrivo a Cabo da Roca con un bus che percorre la tratta Sintra – Cascais.

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“Aqui… Onde a terra se acaba e o mar começa”

  “Qui… Dove la terra finisce e il mare comincia”

Questa frase è scritta su una lapide del monumento che celebra il punto più occidentale d’Europa.

Oltre a questo monumento si trovano solamente un faro, un bar/ristorante e un negozio di souvenir. La consiglio come tappa in giornata o intermedia per raggiungere Cascais. Per i più avventurosi è possibile raggiungere due spiagge a piedi: Praia da Ursa e Praia da Adraga. Fate molta attenzione perché il percorso non è per nulla facile.

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CASCAIS

Un tempo villaggio di pescatori, Cascais è oggi una meravigliosa località balneare dove trascorrere le vacanze estive. Grazie alla sua vicinanza a Lisbona, durante i fine settimana viene letteralmente presa d’assalto da giovani e famiglie per trascorrere un po’ di tempo in spiaggia.

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Grazie al consiglio della ragazza che lavora alla reception dell’ostello, noleggio una mountain bike e percorro la ciclabile che affianca l’oceano atlantico. In totale pedalo per una trentina di chilometri scegliendo due itinerari che partono entrambi dalla Boca do Inferno (Bocca dell’Inferno). Una spaccatura sulla scogliera che produce rumori simili a gemiti umani quando l’acqua si infrange al suo interno con forza. Per questo motivo è divenuta una famosa attrazione turistica.

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Boca do Inferno

Un itinerario raggiunge la Praia do Guincho passando anche per la Praia da Arriba (22km tra andata e ritorno)

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Praia do Guincho

Il secondo, invece, mi permette di arrivare alla vicinissima Estoril (10km tra andata e ritorno).

Per gli amanti di surf e windsurf Cascais è la meta giusta sia. Ovunque troverete scuole o negozi che offrono lezioni e attrezzatura a noleggio.

PORTO

Bellissima città del nord del Portogallo ed importante centro industriale del paese. Proprio per questo viene anche chiamata “capitale del nord”. Qui si può gustare il famoso vino liquoroso Porto.

Raggiungo la città con un bus da Cascais dopo poco più di 3 ore di tragitto.

Il luogo migliore per iniziare a visitare la città è la stazione di Sao Bento il cui ingresso è rivestito da azulejos (piastrelle di ceramica con superficie smaltata e decorata).

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Stazione di Sao Bento

Poco distante dalla stazione si trova la (Cattedrale).

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Da qui si intravede il fiume Douro e passeggiando per pochi minuti si raggiunge il celebre ponte Dom Luis I. Si tratta di un ponte ad arco in ferro sospeso sul fiume Douro attualmente percorso solamente dai tram cittadini e dai pedoni. Collega la città di Porto a Vila Nova de Gaia, un comune famoso per le sue cantine vinicole.

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Prenoto poi online un tour nel Palacio da Bolsa (Palazzo della Borsa). Edificio Neoclassico dichiarato Monumento Nazionale. Questa visita permette di visitare bellissime sale come: la Sala Dorata rivestita in oro, la sala Delle Assemblee Generali e la più importante Sala Araba con la sua grandezza di oltre 300 mq.

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Palacio da Bolsa e la Sala Araba

Attaccata al Palazzo della Borsa si trova la Igreja de Sao Francisco (Chiesa di San Francesco) costruita in stile gotico.

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Igreja de Sao Francisco

Un’altra chiesa che merita una visita è la Igreja de Santo Ildefonso rivestita da azulejos.

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Igreja de Santo Ildefonso

Per tutti gli appassionati della saga di Harry Potter non può mancare una visita alla Livraria Lello e Irmao. E’ considerata come una delle librerie più belle al mondo e al suo interno presenta un lungo salone con al centro una scala in legno con gradini rossi che portano al piano superiore. J.K. Rowling frequentava questa libreria durante il periodo in cui viveva e insegnava a Porto e si dice che qui trovò ispirazione per ambientare la sua saga. Viene anche soprannominata “libreria a pagamento” perché sì, si paga per entrare ma il prezzo del biglietto vi verrà scalato se acquisterete qualcosa al suo interno.

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Livraria Lello e Irmao

Infine visito la Torre dos Clerigos (dei Chierici). Si tratta della torre più alta del Portogallo grazie ai suoi 76m di altezza e ai 200 scalini che bisogna percorrere per raggiungere la sua terrazza. Durante la salita si vedono le 49 campane che creano un grande carillon. Questa torre fa parte del complesso dell’ Igreja dos Clerigos.

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Torre dos Clerigos

BRAGA

Avendo una giornata libera a disposizione, scelgo di visitare Braga prendendo un treno che parte dalla stazione Sao Bento di Porto e che impiega circa un’ora per raggiungere la meta.

Nel passato questa città fu un insediamento romano mentre oggi è sede di una delle più grandi università del Portogallo.

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Dalla stazione arrivo a piedi all’Arco da Porta Nova che segna l’inizio del centro storico.

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Arco da Porta Nova

Proseguendo nel centro giungo alla , la Cattedrale di Braga è uno dei monumenti più importanti di questa città. Proseguo poi fino alla Praça da Republica (Piazza della Repubblica). Qui è possibile passeggiare in un bellissimo viale abbellito da un grande parco.

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Praça da Republica

L’attrazione che però porta più visitatori a Braga è la chiesa Bom Jesus do Monte. Bellissima chiesa con un imponente scalinata barocca distante 5 km dalla città. Per raggiungerla consiglio di prendere un bus con destinazione Bom Jesus. La scalinata è composta 577 scalini (se non ho contato male!), suddivisa in 17 pianerottoli arricchiti da bellissime fontane, statue e decorazioni che raffigurano figure bibliche, i 5 sensi, le virtù e eventi religiosi come la via Crucis.

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Bom Jesus do Monte

Anche Braga si è rivelata una piacevole scoperta come tutti i posti visitati in questo tour. Il Portogallo resta un paese molto economico, bello e tranquillo da visitare. Per quanto riguarda il cibo anche qui c’è una scelta ampia. Buon Portogallo a tutti!

Dove ho alloggiato:

Lisbona: GSpot Party Hostel

Sintra: Nice Way Sintra

Cascais: Nice Way & Sur Camp Cascais

Porto: Pilot Design Hotel & Bar

Edimburgo, meraviglia scozzese

Nonostante sia la seconda città per numero di abitanti della Scozia, Edimburgo, è la capitale del paese. Il centro storico fa parte dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO.

Il centro è facilmente raggiungibile dall’aeroporto prendendo l’Airlink Shuttle 100 che in circa 30’ ferma alla Stazione Waverly.

L’attrazione principale della città è il Castello situato in cima ad un vulcano estinto. Costruito nel XI secolo conserva al suo interno appartamenti reali, musei e prigioni antiche. Vista la sua grandezza, per questa visita contate di perderci un paio d’ore.  

Terminata la visita al Castello dirigetevi sulla Royal Mile, la via più famosa di Edimburgo. La Royal Mile è lunga 1814,2m (miglio scozzese) e collega il Castello al Palazzo di Holyroodhouse. Da non perdere a metà strada la Cattedrale di Sant’Egidio (St. Giles) principale luogo di culto della città.

Il Palazzo di Holyroodhouse è la residenza ufficiale in Scozia della regina Elisabetta. Tra queste mura vi abitò Maria Stuarda la quale dovette assistere all’assassinio del suo segretario David Rizzio, commissionato dal suo geloso marito.

Uno dei luoghi più fotografati di Edimburgo è senza dubbio Victoria Street, un’arteria costruita per collegare la Royal Mile a Grassmarket voluta dalla regina Vittoria. È veramente piacevole passeggiare in questa colorata via ricca di negozi di gastronomia e piccoli negozi di souvenir.

Se avete poco tempo potrete visitare alcuni dei principali e numerosi musei presenti. Personalmente ho scelto il Museo degli Scrittori (Writers Museum) dedicato ai tre scrittori scozzesi più importanti: Sir Walter Scott, Robert Burns e Robert Louis Stevenson; la Galleria Nazionale di Scozia (National Gallery of Scotland) e il Museo Nazionale della Scozia (National Museum of Scotland). Tutti questi musei sono gratuiti.

Tre Tahitiani 1899 Paul Gauguin – National Gallery of Scotland

Infine, raggiungete Calton Hill, la collina più famosa della città da cui godere il più bel panorama di Edimburgo. Quassù si trovano il Monumento Nazionale, l’Osservatorio della città e il Monumento a Nelson.

A 40’ di distanza dal centro città, prendendo il bus 37 è possibile raggiungere la Rosslyn Chapel. Si tratta di una cappella gotica diventata celebre anche grazie al film e al libro di Dan Brown : “Il Codice da Vinci”.

Ah dimenticavo… Per gli appassionati di “Harry Potter”, fatevi un giro alla Elephant House, una caffetteria diventata famosa perché, in una stanza sul retro, la scrittrice J.K. Rowling diede vita ad uno dei suoi primi scritti della saga.

Buon weekend in Scozia!

Alla scoperta di Bruxelles

Partito da Bergamo con un volo low cost, atterro all’aeroporto di Charleroi. La soluzione più economica per raggiungere il centro di Bruxelles è il bus della Flibco che parte ogni mezz’ora e raggiunge la stazione Bruxelles-Midi in un’ora.

La visita della città non può non iniziare dal suo punto più fotografato e famoso. La Grand Place è a mio avviso una delle piazze più belle ed affascinanti al mondo. E’ il cuore storico e commerciale della capitale belga e contiene numerosi edifici come:

  • Hotel de Ville, sede del Comune;
  • Maison du Roi, casa del Re al cui interno vi è il museo della città;
  • Maison des Ducs de Brabant;
  • Le Pigeon, casa dove visse Victor Hugo;
  • Le Renard, Le Cornet e Le Roy d’Espagne. Quest’ultimo è il bar più famoso della piazza.

Girovagando per le vie del centro noto che numerose persone fotografano due buffe statue. Si chiamano Manneken Pis e Jeanneke-Pis. La prima è una statua alta 50 cm che raffigura un bambino nudo che urina dall’alto di una fontana. La seconda, invece, è la versione femminile del Manneken Pis.

Tappa successiva è il Quartiere Europeo che raggiungo a piedi passando prima attraverso il Parc de Bruxelles con al suo interno il Palazzo Reale. Breve sosta nel parco per poi incamminarmi verso il Parlamento Europeo.

Lontano dal centro città, invece, si trova il monumento simbolo di Bruxelles: L’Atomium, costruito per l’EXPO del 1958. E’ possibile passeggiare tra i tubi e le sfere della costruzione e visitare al suo interno un’esposizione permanente sulla storia di questa attrazione.

Vicino all’Atomium ci sono anche il parco Mini Europa e lo Stadio Re Baldovino tristemente conosciuto come Stadio Heysel.

Infine per gli appassionati di fumetti è possibile visitare il Centre Belge de la Bande Dessinée in cui si rende omaggio soprattutto a Tintin.

Purtroppo non ho avuto tempo di visitare il Parco del Cinquantenario anch’esso annoverato tra le cose da vedere in città. Sarà sicuramente per la prossima volta!

Weekend tra Skopje e Pristina

01/09 – 04/09 2017

PRISTINA – KOSOVO

Il motivo principale di questo viaggio è la curiosità di scoprire il “neonato” Kosovo. Il 17 febbraio 2008, la Repubblica del Kosovo si è auto dichiarata indipendente ed è stata riconosciuta dalla metà degli Stati aderenti all’ONU.   5000 soldati italiani parteciparono alla missione delle Nazioni Unite denominata KFOR (Kosovo Force) per garantire la sicurezza. Oggi ne sono rimasti circa 500 svolgendo anche funzioni di comando.

01/09

Atterro in serata all’aeroporto Alessandro Magno di Skopje (Macedonia) con un volo WizzAir. Cambio i soldi in Dinari Macedoni (1€ = 60 MKD circa),salgo sul bus della Vardar Express che con poco meno di 3€ porta alla stazione centrale della città. Da qui, in 15’ di camminata raggiungo la piazza principale dove poco distante mi aspetta l’Unity Hostel.

02/09

Sveglia alle 5:00, ritorno alla stazione centrale e prendo il bus delle 6:00 diretto a Pristina (Kosovo). Partito in perfetto orario, dopo mezz’ora di tragitto raggiungo il confine. Il poliziotto si perde a guardare i visti sul mio passaporto e prima di riconsegnarmelo esclama: “Welcome to our beautiful Country”… Sono le 8:00 di una bellissima mattinata e mi trovo già in giro per la città.

La cosa che mi colpisce subito di questa città è la sua multiculturalità, infatti si alternano di continuo chiese ortodosse a moschee e si vedono persone di diversa etnia e religione convivere pacificamente.

Cosa visitare a Pristina?

Comincio a visitare la città dal Bulevardi Nene Tereza (viale pedonale dedicato a Madre Teresa) dove si trovano le statue dedicate alla Santa e all’eroe albanese Skanderbeg. A sud del centro si arriva alla Biblioteka Kombetare e Kosoves “Pjeter Bogdani” (biblioteca nazionale) simbolo dell’epoca jugoslava. Resterete colpiti dalla “bruttezza” dell’edificio che non a caso è stato classificato dal Daily Telegraph come uno degli edifici più brutti del mondo.

Biblioteka Kombetare e Kosoves “Pjeter Bogdani”

Dal lato opposto  del viale pedonale si trova l’ex Hotel Union, un bellissimo edificio ristrutturato dal gruppo italiano Benetton che vi ha poi aperto al suo interno un grande negozio di abbigliamento. Proseguendo oltre si arriva nella zona più antica di Pristina dove si trovano la Moschea della Carshia (Xhamia e Mbretit ), la Sahat Kulla (torre dell’orologio) e il Museo del Kosovo. Poco distante è possibile visitare il Museo Etnografico “Emin Gjiku” e la zona del vecchio Bazaar.

Fuori dal centro restano altri due monumenti da visitare: la Cattedrale di Madre Teresa e il Monumento “NewBorn” dedicato al “neonato” Kosovo.

“NewBorn”

Katedralja e së Holy Nënë Tereza në Prishtinë

Infine, Pristina è l’unica città al mondo ad aver dedicato una statua ed una via al Presidente americano Bill Clinton per ringraziarlo del suo supporto durante la guerra del 1999.

Terminata la visita della città, con la stanchezza che mi assale, raggiungo il Backpackers Hostel per riposarmi un pò.

Non aspettatevi molto da questa città. Se conoscete la storia varrà la pena passare una giornata a Pristina e stare in mezzo a persone che hanno vissuto la guerra non molti anni fa…

“FREEDOM” in un parco di Pristina

SKOPJE – MACEDONIA

La Repubblica di Macedonia è una nazione che conta poco più di 2 milioni di abitanti, di cui oltre un quarto vivono nella capitale Skopje. Qui il 26 agosto 1910 nacque Anjezë Gonxhe Bojaxhiu conosciuta da tutti come Madre Teresa di Calcutta.

La Macedonia inoltre rivendica alla Grecia la paternità di uno dei più celebri conquistatori e strateghi della storia: Alessandro III di Macedonia, noto anche come Alessandro Magno.

03/09

Rientrato dal Kosovo di primo mattina, esco subito a visitare la città.

Cosa visitare a Skopje?

Il giro della città comincia da Piazza Macedonia (Plostad Makedonija), dove mi accoglie l’imponente statua denominata “warrior on a horse” ovvero “guerriero a cavallo”. Si tratta della statua di Alessandro Magno in sella al suo bucefalo, una statua di bronzo di 23m posta su un piedistallo di 10m.

Piazza Macedonia

statua “warrior on a horse”

Vicino alla piazza si raggiunge facilmente la Porta Macedonia e successivamente il Memoriale di Madre Teresa (ingresso gratuito).

Porta Macedonia

Memoriale Madre Teresa

Terminata la visita all’interessante memoriale, torno alla piazza principale per percorrere il Ponte di Pietra che attraversa il fiume Vardar. Superato il ponte si giunge al Museo Archeologico di Macedonia e se si prosegue dritto, come faccio io, si entra nella zona del vecchio Bazaar. Una zona bellissima ed antica che porta visibili i segni della dominazione turca.

Ponte di Pietra

vecchio Bazaar

Dal vecchio Bazaar, salendo “qualche” gradino, si arriva alla Fortezza Kale (Skopsko Kale). Questa fortezza, costruita dai bizantini durante il vi secolo, domina Skopje dall’alto ed è un ottimo punto panoramico per i numerosi turisti che la visitano.

Skopsko Kale

Diciamo che le attrazioni principali sono terminate, ma se siete amanti dell’arte e delle statue, potete perdervi girando a caso per la città ammirando le centinaia di statue presenti ovunque.

Infine, Skopje si è rivelata una piacevole scoperta. Carina, tranquilla e molto low cost. Ottima per passare un bel weekend.

Tramonto a Skopje

Tour della Polonia: Cracovia, Auschwitz, Varsavia, Poznan, Breslavia

15/07 – 23/07 2017

POLONIA

Cracovia

In passato capitale della Polonia, oggi ne rimane come principale centro culturale e meta turistica internazionale del paese. Famosissima per il suo piccolo e curatissimo centro storico tutelato dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Vista della Rynek Glowny dal Krakow Hostel

La mia visita inizia dal Barbacane (Barbakan Krakowski), una fortificazione a difesa della Porta Floriana. Questo bastione ha 7 torri gotiche e mura spesse 3m. Oltrepassando questa porta si accede alla città vecchia e si arriva nell’immensa piazza principale della città: Rynek Glowny. Originariamente costruita per ospitare il mercato cittadino è ad oggi la più grande piazza mediavale d’Europa.    Una piazza quadrangolare che misura circa 200m di lato, divisa a metà dal Palazzo del Tessuto che ospita il mercato dei tessuti (Sukiennice) e la sede della Galleria di pittura del XIX secolo. Il piano terra del palazzo, invece, è occupato da negozi di souvenir ed artigianato.

Porta Floriana

Barbakan Krakowski

In un angolo della piazza si trova la bellissima Basilica di Santa Maria (Bazylika Mariacka) in stile gotico.

Bazylika Mariacka

Dopo aver girato la Rynek Glowny in lungo e in largo, raggiungo la collina del Wawel dove si trovano il Castello Reale del Wawel (Zame Krowlewski na Wawelu) e la Cattedrale del Wawel (Katedra Wawelska) che contiene il museo dedicato a Papa Giovanni Paolo II.

Zamek Krolewski na Wawelu

Katedra Wawelska

Giardino della Collina del Wawel

Procedendo a sud della collina arrivo nel quartiere ebraico, il Kazimierz in nome del suo fondatore, il Re Casimiro il Grande. Questo quartiere è diviso in zona cristiana (ad ovest) e zona ebraica (ad est). Qui vi abitarono circa 65000 ebrei prima che venissero deportati nei campi di sterminio nazisti.

quartiere Kazimierz

Proseguo raggiungendo via Lipowa. Qui si trova la fabbrica Schindler (Fabryka Schindlera) fondata da Oskar Schindler.

Fabryka Schindlera

Oskar Schindler era un imprenditore tedesco che acquistò questa fabbrica di stoviglie in cui vi fece lavorare circa 1200 ebrei. Quando iniziò la deportazione degli ebrei da parte dei nazisti, li salvò dichiarando che erano fondamentali per la produzione di pentole destinate all’esercito tedesco. Questa fabbrica è oggi un museo .

Questa storia venne raccontata nel film del regista Steven Spielberg “Schindler’s List” le cui scene vennero girate nel quartiere Kazimierz.

Il biglietto del museo permette di visitare anche l’Apoteka Pod Orlem (Farmacia Sotto l’Aquila). Qui vi lavorava Tadeusz Pankiewicz che insieme alle sue assistenti Irene, Helena e Aurelia salvò numerosi ebrei dalla persecuzione, curandoli, dandogli rifugio e procurandogli tinte per capelli per mascherare le proprie identità durante le perquisizioni naziste.

Apoteka Pod Orlem

Tadeusz scrisse le sue memorie nel libro “Il Farmacista del Ghetto di Cracovia”.

Per chi fosse interessato all’arte, consiglio di visitare il Museo Nazionale al cui interno potrete visitare ma non fotografare la famosissima opera d’arte”Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci.

CAMPO DI CONCENTRAMENTO E STERMINIO TEDESCO NAZISTA DI AUSCHWITZ BIRKENAU

(1940 – 1945)

Non ci sono parole per descrivere le mie sensazioni e i miei pensieri durante la visita a questo campo di concentramento. Una cosa è certa: ne sono uscito cambiato. Ho deciso di documentare la mia visita solo attraverso le foto…

Varsavia

Arrivo in treno alla stazione centrale di Varsavia, capitale della Polonia. Una città che fu distrutta quasi completamente durante la Seconda Guerra Mondiale. Uscito dalla stazione mi trovo di fronte ad un enorme grattacielo. E’ il Palazzo della Cultura e della Scienza (Palac Kultury i Nauki ), edificio in stile sovietico che fu donato alla Polonia dall’Unione Sovietica. E’ ad oggi l’edificio  più alto del Paese.

Palac Kultury i Nauki

Proseguo in direzione della città vecchia (Stare Miasto) imboccando via Świętokrzyska e svoltando a sinistra nella Nowy Świat (via Nuovo Mondo). Passo di fianco al Monumento Nicolò Copernico (Pomnik Mikolaja Kopernika), a due graziosissime chiese cattoliche ed arrivo al Palazzo Presidenziale (Palac Prezydencki).

Pomnik Mikolaja Kopernika

Infine giungo finalmente nel centro storico della città. Tutto ricostruito dopo il conflitto mondiale. Qui sono raccolti i maggiori monumenti e luoghi di interesse. Partendo dal Castello Reale (Zamek Krolewski), residenza dei monarchi polacchi, passando per la piazza mercato (Rynek Starego Miasta), arrivando al Barbacane (Barbakan Warswawski).

Zamek Krolewski

Rynek Starego Miasta

Barbakan Warszawski

Oltrepassata la città vecchia, visito il Museo Marie-Curie (Muzeum Marii Sklodowskiej-Curie).

Torno indietro fino al Castello Reale per attraversare il ponte sul fiume Wisla (Vistola in italiano) che mi permette di raggiungere il quartiere Praga. Uno dei pochi sopravvissuti ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e quindi uno dei più antichi. Ex area a prevalenza ebraica, ex quartiere operaio, ex zona malfamata. Qui sembra che il tempo si sia fermato. Brutti palazzoni, disoccupazione elevata, sembra di essere completamente in un’altra città. Chi abita qui è costretto a fare il pendolare, diretto dall’altra parte della Vistola.

Quartiere Praga

Proseguo fino ad arrivare allo Stadio Nazionale “PGE Narodowy“.

Stadio Nazionale “PGE Narodowy”

E’ ora di tornare nella sponda principale della città e lo faccio attraversando l’avveniristico ponte Swietokrzyski alla cui fine vengo accolto dalla statua simbolo di Varsavia: una sirena che tiene in mano una spada e sull’altra uno scudo. Come a voler difendere quello che la guerra in precedenza aveva distrutto.

Ponte Swietokrzyski

La sirena di Varsavia

Vicinissimo è possibile visitare il Centrum Nauki Kopernik, un museo della scienza la cui attrazione principale è il planetario “Cielo di Copernico”.

Centrum Nauki Kopernik

Infine visito il museo dedicato al compositore e pianista Fryderik Franciszek Chopin.

“Street Art” davanti al Museo Chopin

Per concludere la mia visita della capitale polacca,mi dirigo al Parco Lazienki, uno dei maggiori parchi pubblici della città. Al suo interno sorge il bellissimo Palazzo sull’acqua.

Palazzo sull’acqua

Poznan

E’ la volta di Poznan, città di mezzo milione di abitanti. Qui ci si trova più vicini a Berlino che a Varsavia. Anche qui, come in ogni altra città della Polonia, le principali attrazioni turistiche sono concentrate intorno alla Stary Rynek (piazza vecchia) e al municipio (Ratusz).

Assolutamente da visitare anche la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo situata sull’isola Ostrow Tumski.

Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo

Consiglio anche di fare un giro al Parco Cytadela che si trova all’interno di una fortificazione del XIX secolo: il Forte Winiary. Questo parco contiene un museo militare, un cimitero militare e i resti della fortificazione.

Museo militare

Come si può vedere non c’è moltissimo da visitare in questa città ma ho potuto constatare che è piena di giovani e di vita a qualsiasi ora essendo una delle più importanti città universitarie. Ciò non toglie il fatto che sia stato piacevole visitarla!

Wrocklaw (Breslavia)

Ultima tappa del mio viaggio in Polonia è la città di Wrocklaw (Breslavia dal tedesco “Breslau”). In passato chiamata la “Venezia del nord” grazie alla sua posizione sul fiume Oder e per i suoi numerosi ponti presenti: ci sono 12 isole collegate da 112 ponti.

Il centro storico è pieno di chiese, tutte ricostruite dopo la guerra. Esiste, vicino alla piazza mercato, un quartiere chiamato “delle Quattro Fedi”. Qui convivono quattro religioni diverse. In meno di 300m ci sono una chiesa cattolica, una protestante, una ortodossa e una sinagoga.

Merita una visita, soprattutto se siete una coppia, il Ponte Verde (detto anche dei Sospiri) dove gli innamorati mettono un lucchetto coi propri nome e gettano la chiave nel fiume Oder.

Balcani: Da Tirana a Dubrovnik via terra

05/01 – 11/01 2017

Diversi colleghi ed amici albanesi, conoscendo la mia passione per i viaggi, mi ripetevano in continuazione: perché non vai nei Balcani? Vedrai ti piacerà…

05/01

Questa volta viaggio con la Blue Panorama Airlines da Bergamo a Tirana. Appena fuori dal terminal degli arrivi dell’aeroporto, salgo sul minibus della Rinas Express che con soli 250 leke ferma in centro città. Scendo di fronte al Kafé Flora e dopo una passeggiata di circa 15′ arrivo al Cosy Hostel. Arrivando in serata, mi concedo un breve giro nel centro.

Kulla e Sahatit (Torre dell’orologio) e Moschea Ethem Bey

06/01

Mi alzo presto. Il bus che oggi mi porterà a Podgorica parte alle h 8:30. Raggiungo la fermata che si trova davanti all’agenzia di viaggi “Osumi Travel” in Bulevardi Zogu I (vicino alla famosa piazza Skenderbej). La compagnia che percorre questa tratta è l’Old Town Travel (da Tirana fino a Kotor). Alle 12:30 il bus effettua una sosta poco prima del confine con il Montenegro. Siamo a Shkoder. Successivamente raggiunge il confine per il controllo dei passaporti.

Superati i controlli, il bus arriva puntualmente a Podgorica alle h 12:30. Deposito i bagagli presso il Podgorica Hostel in cui dormirò solamente questa notte. Dista solo 10′ a piedi dalla stazione centrale dei bus. Inizio a visitare la città dalla Stara Varos (città vecchia) dove si trova la torre dell’orologio risalente al XVIII secolo. Stara Varos è un quartiere che venne costruito durante l’era ottomana e distrutto in larga parte durante la II Guerra Mondiale.

Il clima non è dei migliori, fortissime raffiche di vento rendono quasi impossibile la visita della città. Ma non mi arrendo. E con molta difficoltà cammino in direzione della Cattedrale della Resurrezione. Bellissima Cattedrale Ortodossa consacrata nel 2013. Sperando che il vento diminuisca di intensità, ne approfitto per visitare bene l’interno della Cattedrale ricco di mosaici ed affreschi dorati.

Cattedrale della Resurrezione

07/01

Il 7 gennaio è il Natale delle chiese ortodosse slave ed essendo giorno di festa, le corse dei bus sono ridotte se non addirittura cancellate. Oggi sono diretto a Kotor (Cattaro in italiano) dove mi incontrerò nuovamente con la mia amica Somya conosciuta a Sofia il mese scorso. Un solo bus, quello della Adriatic Travel delle 13:07, è diretto oggi a Kotor. Un paio d’ore dopo arrivo alla stazione dei bus di Kotor, seguo le indicazioni per la città vecchia dove c’è l’Old Town Hostel Kotor in cui dormirò per 3 notti. Per oggi mi limito ad esplorare solamente il centro storico di Kotor, patrimonio dell’UNESCO.

Cattedrale di San Trifone

08/01

Colazione in ostello e mentre discuto con Somya su cosa visitare oggi, si aggiunge a noi Youhyun, un simpaticissimo ragazzo coreano che viaggia portandosi dietro ovunque il suo drone. Decidiamo di raggiungere la sommità delle fortificazioni di Kotor, dove si trovano le rovine del castello di St. John, da cui avremo un’ottima visuale su tutta la città.

Baia di Kotor

Castello di St. John

Arrivati in cima siamo pronti a far decollare il drone

09/01

E’ giunta l’ora di salutare i miei amici, destinati ad andare a Sarajevo in Bosnia, augurandomi di incontrarli nuovamente da qualche altra parte del mondo. Non ci resta che lasciarci con l’ultimo selfie all’ostello!

Oggi la mia destinazione sarà Dubrovnik in Croazia. Parto dalla stazione dei bus di Kotor con il bus della Jadran Ekspres Kotor. Dopo circa 2 ore e mezza di viaggio (si perde tempo al confine Montenegro-Croazia) giungo a destinazione. Dubrovnik, in Italiano Ragusa, è una bellissima città il cui centro storico figura nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Ingresso alla “Città vecchia”

Le attrazioni principali da visitare sono:

  • Fontana di Onofrio di epoca rinascimentale 
  • Cattedrale dell’Assunzione e il Palazzo dei Rettori
    La città venne fondata su un’isola rocciosa e collegata alla terraferma grazie all’interramento di un sottile braccio di mare. Le attuali fortificazioni risalgono al XVI secolo in quanto precedentemente la città venne quasi interamente distrutta da un devastante terremoto.Prima di tornare alla fermata del bus che mi riporterà a Kotor, raggiungo una scalinata che da sul mare per godere di questo panorama…

10/01

Ritorno a Tirana per visitare quello che durante il mio primo giorno ero riuscito a vedere solo di sera e di fretta:

  • Moschea Ethem Bey
  • Kulla e Sahatit (torre dell’orologio)
  • Piazza Skanderbeg (che purtroppo non ho potuto fotografare in quanto totalmente chiusa e coperta causa lavori di ristrutturazione).

Col ritorno a Tirana termine anche questa avventura. Devo dire piena di soddisfazioni con nuove amicizie, nuove culture conosciute e ahimè vedendo coi miei occhi anche molta povertà soprattutto nelle periferie albanesi e montenegrine. Sono partito molto prevenuto nei confronti di questi paesi ed invece questo viaggio ha cambiato di parecchio la mia visione di questi popoli. Poveri, altruisti e curiosi! Se anche voi siete prevenuti, fatevi un bel giretto da quelle parti e vedrete che anche voi cambierete!!!

Bulgaria (3 giorni tra Sofia e il Rilski Manastir)

15/12 – 18/12 2016

Penso che tutti gli appassionati di storia debbano visitare almeno una volta nella propria vita la città di Sofia, capitale della Bulgaria. Terza capitale più antica d’Europa dopo Atene e Roma. Una città che nella sua storia ha subìto numerose conquiste da parte di diverse tribù ed imperi. La tribù tracia dei Serdi fondò Serdica, l’attuale Sofia che venne poi conquistata dall’Impero Romano, distrutta dagli Unni, ricostruita dai Bizantini, passata poi in mano ai Bulgari, all’Impero Ottomano ed infine ai Russi.

15/12

Prenoto un volo con la Wizzair dall’aeroporto di Bergamo che in 1h e 40′ porta a Sofia. All’esterno del Terminal partono i bus per il centro città. Salgo sul bus n°84 che porta alla fermata “Sofia University” dopo un tragitto di una mezz’ora. Scendo di fronte a Starbucks Coffee sulla “General Yosif V. Gourko” (a sinistra Starbucks, a destra il Knyazheska Garden). La città è molto piccola e raggiungo quindi l’Hostel Mostel, situato in “Makedonia Blvd 2a”, a piedi dopo una passeggiata di circa 20′.

Questa prima giornata la concludo nell’area comune dell’ostello facendo conoscenze con ragazzi di diverse nazionalità, formando anche un bel gruppetto per l’escursione del giorno successivo al Monastero di Rila.

16/12

Tramite l’ostello contattiamo due autisti che porteranno me e altri 9 ragazzi al Monastero di Rila, situato a circa 1h 30′ da Sofia. In auto con me ci sono: Tòmas, Caroline, Rebecca, Lei e Somya.

 Il “Rilski Manastir” nel 1983 è stato riconosciuto come bene protetto dall’UNESCO. A primo impatto sembra di trovarsi davanti ad una fortezza in quanto è protetto da mura di cinta con feritoie. Oltrepassate le mura veniamo colpiti dalla bellezza di questo Monastero in stile bizantino e dai suoi bellissimi affreschi posti sulle pareti esterne.

Rilski Manastir

 

L’ingresso al Monastero è gratuito mentre è a pagamento il museo che sinceramente non mi ha colpito particolarmente. Terminata la visita del Monastero restano ancora un paio d’ore prima del ritorno a Sofia. Così d’accordo con gli altri ragazzi decidiamo di rifugiarci dentro all’unico ristorante della zona per scaldarci viste le basse temperature della zona. In serata torniamo a Sofia e soddisfatti della bellissima e ben organizzata escursione, la consigliamo anche agli altri ragazzi presenti in ostello.

17/12

Finalmente inizio a visitare Sofia. La prima tappa è il Ponte delle Aquile (Orlov Most) dedicato agli esiliati, ai condannati ed ai prigionieri della guerra russo-turca del 1878.

Orlov Most

Proseguo poi per “Bulevard Tsar Osvoboditel” (viale dello zar liberatore ovvero lo zar Alessandro II di Russia). Sul lato sinistro del viale scorgo un grande obelisco, monumento all’Armata Rossa.

Arrivato all’altezza dell’ufficio turistico, entro nel parco che affianca la strada trovandomi così di fronte alla cattedrale Aleksandr Nevskij, attrazione principale della città di Sofia. Una maestosa cattedrale ortodossa, seconda più grande dei balcani, che venne costruita in segno di riconoscenza verso la Russia ed in memoria dei caduti della guerra russo-turca.

Cattedrale Aleksandr Nevskij

Tsurkva Sveta Nicolai

Proseguo la camminata raggiungendo la Chiesa Russa di San Nicola (Tsurkva Sveta Nicolai), piccola ma con le caratteristiche cupole a cipolla. Entro all’interno della chiesa ma è in corso la messa ortodossa e decido di togliere subito il disturbo.

Tappa successiva è la zona “Serdica” dove si trova la statua di Santa Sofia, una colonna alta 24m con in cima la statua alta 2m. Da qui, inoltre, si possono ammirare i resti archeologici della vecchia Sofia (allora chiamata Serdika) ed è presente anche il museo archeologico.

 

Statua Santa Sofia

Resti antica Serdica

 

 

 

 

 

 

Altri due luoghi che attirano la mia attenzione sono la Rotonda di San Giorgio e la Cattedrale di Santa Domenica (Sveta Nedelya).

Si fa sera ed è ora di tornare all’ostello, preparare lo zaino, salutare tutti gli amici conosciuti in questo bel viaggio. Domani si torna a casa!

Sofia non ha deluso le mie aspettative. Certo essendo una piccola città non ha molto da visitare. Quel poco che ha è di importante valore storico. Facile da girare a piedi o in alternativa con la metropolitana. Gli altri mezzi di trasporto sono abbastanza regolari. Per quanto riguarda l’ostello… il migliore in cui sia mai stato. Ospitalità, pulizia, organizzazione delle escursioni introvabili in altri ostelli.

Per visitare la città ho utilizzato la guida di Sofia scritta da Simonetta Di Zanutto intitolata: “Sofia e dintorni” pubblicata dalla libreria editrice Odos di Udine. Scritta davvero bene! La consiglio!!!

Le meraviglie della Slovenia

La Slovenia è facilmente raggiungibile in auto dall’Italia e, complice il bel tempo di fine estate, ne approfitto per passare un weekend alla scoperta delle meraviglie offerte da questo piccolo paese.

Superato il confine da una mezz’oretta circa, arrivo al Parco delle Grotte di Postumia (Postojnska Jama) per visitare le affascinanti grotte. 21km di caverne e gallerie formatesi nel corso di migliaia di anni grazie al continuo gocciolamento dal soffitto dell’acqua contenente carbonato di calcio che depositandosi forma le concrezioni. Grazie a questo processo nascono le stalattiti e stalagmiti che fondendosi formano una colonna. La guida mi dice che per formare 1 cm di stalattite o stalagmite occorrono 100 anni.

Si percorrono le grotte con un trenino sotterraneo per poi proseguire con una camminata di qualche km insieme alla guida. Qui la temperatura è costantemente intorno ai 10°C. La stalagmite più bella e conosciuta è il “Brillante

Inoltre è possibile vedere un curioso animale cavernicolo: il Proteo. Anfibio che vive fino a 100 anni, rifugiatosi nelle grotte 200 milioni di anni fa. E’ un animale cieco che si orienta grazie allo sviluppatissimo olfatto. Inoltre può digiunare anche per 10 anni nutrendosi solo di qualche crostaceo.

E’ possibile, come ho fatto io, acquistare il biglietto delle grotte in abbinamento al Castello di Predjama (chiamato anche Castel Lueghi) risparmiando qualche Euro.

Terminata la visita delle grotte, salgo sulla navetta che mi porta davanti all’ingresso del castello.

Si tratta del castello di grotta più grande al mondo, costruito durante il periodo medievale all’interno di una parete verticale di 123m. Dietro al castello c’è una fitta rete di gallerie segrete utilizzate dal cavaliere Erasmo Di Predjama per compiere saccheggi. Per la sua particolarità è stato inserito tra i 10 castelli più affascinanti del mondo.

Torno in macchina e dopo un’altra mezz’ora arrivo nella capitale slovena

LUBIANA

Piccola capitale, ricca di una straordinaria architettura e patrimonio culturale, da scoprire a piedi, in bicicletta o a bordo di un battello che attraversa i canali del fiume Ljubljanica. Inizio la visita della città dal Castello (Ljubljanski Grad), simbolo di Lubiana e punto panoramico per osservare la città dall’alto. E’ possibile raggiungerlo con una camminata in salita di una ventina di minuti oppure con la funicolare.

Finita la passeggiata torno giù nella città per aggregarmi al tour gratuito organizzato da alcuni studenti che si ritrovano nella piazza davanti alla Cattedrale di San Nicola, bellissima chiesa decorata con marmo rosa e stucchi bianchi e dorati.

A breve distanza percorriamo il Ponte Triplo arricchito con terrazze alberate e balaustre di pietra. Poco distante da qui c’è la Piazza Civica chiamata “Mestni Trg” circondata da bellissimi edifici in stile barocco come il Comune, la Galleria Civica e l’obelisco della Fontana dei Fiumi Carniolani.

Successivamente raggiungiamo il famoso Ponte dei Draghi nonché uno dei primi ponti costruiti in cemento armato in Europa nel 1900 per permettere il passaggio in città delle automobili. Questo nome deriva dalle statue di quattro draghi alati inferociti che sorvegliano il ponte. La leggenda narra che l’eroe greco Giasone fondò la città e uccise il drago che viveva in una palude nei pressi del fiume Ljubljanica.

Da non perdere il vicino Mercato Centrale, principale punto commerciale della città ricco di bancarelle a sostegno del commercio locale. Qui è possibile incontrare anche politici o persone famose a fare la spesa.

L’ultima tappa di questo tour a piedi è la Biblioteca nazionale e universitaria della Slovenia. Percorriamo il suo perimetro osservando la sua forma rettangolare, le balaustre, i pilastri, i mattoni a vista e le pietre incastonate. Le finestre rappresentano invece dei libri aperti. Questo edificio ospita una collezione di oltre 1 milione di libri e manoscritti.

BLED

A poco più di mezz’ora di distanza da Lubiana, arrivo a Bled famosa località grazie alla presenza dell’omonimo lago. E’ tra le località di villeggiatura alpine più belle d’Europa. Lago alpino con al centro l’unica isola slovena.

Da non perdere la vista del lago dal Castello sulla scogliera. L’isola è facilmente raggiungibile con la tradizionale imbarcazione: la Pletna.

Se vi avanza tempo percorrete il perimetro del lago a piedi oppure se c’è bel tempo, rilassatevi nelle spiagge a prendere sole e perché no a farvi un bel bagno immersi in questa natura incantata.

Bruges: la città uscita dalle fiabe

Lascio la stazione dei treni incamminandomi verso il centro città distante una ventina di minuti. Mi trovo nelle Fiandre in una città che fortunatamente è restata immutata nel corso della storia, guerre comprese.

Cammino di fianco al Lago dell’amore (Minnewater) immerso nel verde e lontano dal traffico cittadino fino ad arrivare al Beghinaggio di Bruges (Begijnhof). Quest’ultimo è un complesso di edifici fondato nel 1245 e che ospita le monache benedettine.

Tappa successiva è l’Ospedale di San Giovanni con di fronte la chiesa di Nostra Signora in stile gotico. L’ospedale venne utilizzato anche come riparo per i viandanti mentre oggi è un museo.

Finalmente eccomi arrivato nel centro storico di Bruges patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Mi trovo nella Piazza del Mercato (Grote Markt) dominata dal Belfort, una torre civica campanaria con ben 47 campane. E’ possibile ammirare la città dall’alto percorrendo i 366 scalini della torre.

Proseguo fino ad arrivare alla Piazza del Burg dove in passato sorgeva il castello. Ora si possono ammirare il Palazzo della Giustizia, l’Antica Cancelleria del Franc, il Vecchio Municipio e la Basilica del Santissimo Sangue.

Da non perdere anche la zona Spiegelrei o Riva degli Specchi dove ogni cosa circostante viene riflessa dall’acqua del canale. Concedetevi una pausa e godetevi questa bellezza.

Infine dove aver girovagato per ore tra le vie della città, decido di percorrere i canali con un battello. Esperienza di un’ora circa ma che vale assolutamente la pena fare.

Bruges viene soprannominata come la “Venezia del Nord”. Qui però i canali sono molto più puliti e le case intorno creano un’atmosfera a dir poco fiabesca.

Imperdibile!

Riga capitale di stile

Per un weekend all’insegna della tranquillità, visito la più grande delle capitali baltiche: Riga. Questa graziosa capitale delle Lettonia è soprannominata “la Parigi del Baltico” grazie ai suoi numerosi edifici in stile Art-Nouveau ed è conosciuta anche come “la città dei musei” visto che ne ospita oltre 50.

L’aeroporto è collegato al centro città grazie al bus n°22 che, al modico prezzo di 1€, in una ventina di minuti ferma di fronte alla stazione centrale.

Riga è visitabile comodamente a piedi partendo dalla stazione centrale ed entrando nella città vecchia (Vecriga), Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Arrivo subito alla Chiesa di San Pietro (Sveta Petera baznica)in stile gotico e alla Casa delle Teste Nere (Melngalvju Nams). Questo strano nome è dovuto alla Confraternita delle Teste Nere i cui membri indossavano copricapi neri.

Proseguendo nella città vecchia mi compare davanti il Duomo di Riga (Rigas Doms). Edificio costruito nel 1200, dedicato a Santa Maria ed è tuttora la cattedrale medievale più grande dei Paesi Baltici.

Un altro luogo molto visitato dai turisti a Riga è la Casa dei Tre Fratelli (Tris Brali), si tratta di tre edifici molto somiglianti situati al numero 17,19 e 21 di Maza Pils iela.

Sulla sponda del fiume Daugava si trova invece il Castello della città (Rigas Pils) fondato nel 1300 ed oggi residenza della Presidenza della Repubblica.

L’ultima attrazione della città vecchia è la Casa del Gatto (Kaku Nams) bellissimo edificio il stile Art-Nouveau chiamato così per la presenza di un piccolo gatto in bronzo sul tetto dell’edificio. Questo edificio venne fatto costruire da un ricco commerciante che, vedendosi respinta la richiesta di entrare a far parte della Camera del Commercio Maggiore, fece orientare il gatto col posteriore indirizzato alla Camera stessa come segno di protesta. Oggi il senso del gatto è invertito e guarda verso la strada.

Come detto in precedenza, Riga è famosa per le sue opere architettoniche in stile Art-Nouveau. Elizabetes iela è la via principale che ospita gli edifici più famosi in questo stile. Per arrivarci esco dalla città vecchia passando per il Monumento alla Libertà.

Fatevi un giro senza fretta e ammirate la bellezza di questo quartiere apprezzando ogni singolo dettaglio. Lo reputo come uno dei quartieri più belli e meglio conservati che abbia mai visto.

Nelle immediate vicinanze ci sono i parchi Vermanes e il più famoso Esplanade che ospita l’imponente Cattedrale della Natività di Cristo, madre della chiesa ortodossa lettone e il Museo delle Belle Arti di Lettonia.

Un’altra zona che merita particolare interesse è il quartiere sovietico di Riga, Maskavas Forstate che ricorda la recente storia della Lettonia sotto la guida dell’URRS. Questo “sobborgo di Mosca” è abitato in prevalenza da russi. Piccolo quartiere composto da casette in legno che conserva ancora la rete stradale medievale. Per prima cosa visito il mercato centrale di Riga all’interno di 5 enormi hangar che in passato ospitavano dirigibili zeppelin. Ogni hangar vende cose diverse dalla carne, formaggi, pesce e il più colorato e caratteristico le verdure.

Dopo il mercato arrivo al Palazzo dell’Accademia delle Scienze donato dal dittatore comunista Stalin al popolo di Riga. Questo edificio è molto simile al Palazzo della Cultura e della Scienza di Varsavia e con 5€ è possibile salire sulla terrazza per osservare il panorama della città a 360°. Un bellissimo panorama direi.

Panorama dal Palazzo dell’Accademia delle Scienze sulla torre della televisione (368.5m)
Vista degli hangar del Mercato Centrale

Infine mi addentro nel ghetto di Riga. Qui c’è un memoriale con museo dell’Olocausto aperto dal 2010 allo scopo di preservare la memoria della comunità ebraica di Lettonia e della tragedia dell’Olocausto durante la Seconda Guerra Mondiale. Il ghetto ed il museo si trovano entrambi nel quartiere Spikeri.

Vicinissimo a questo triste luogo è possibile visitare il mercatino delle pulci dove a mio avviso non comprereste nulla nemmeno sotto tortura. Prodotti elettronici di dubbia provenienza venduti da anziani signori russi che appena vedono che tiro fuori il cellulare per scattare qualche foto mi fan capire di non fotografare. Meglio tornare in riva al fiume Daugava e approfittare di questa bellissima giornata di sole per sdraiarsi un po’ e riposare dalle fatiche dei numerosi chilometri percorsi a piedi.