Alla scoperta di Bruxelles

Partito da Bergamo con un volo low cost, atterro all’aeroporto di Charleroi. La soluzione più economica per raggiungere il centro di Bruxelles è il bus della Flibco che parte ogni mezz’ora e raggiunge la stazione Bruxelles-Midi in un’ora.

La visita della città non può non iniziare dal suo punto più fotografato e famoso. La Grand Place è a mio avviso una delle piazze più belle ed affascinanti al mondo. E’ il cuore storico e commerciale della capitale belga e contiene numerosi edifici come:

  • Hotel de Ville, sede del Comune;
  • Maison du Roi, casa del Re al cui interno vi è il museo della città;
  • Maison des Ducs de Brabant;
  • Le Pigeon, casa dove visse Victor Hugo;
  • Le Renard, Le Cornet e Le Roy d’Espagne. Quest’ultimo è il bar più famoso della piazza.

Girovagando per le vie del centro noto che numerose persone fotografano due buffe statue. Si chiamano Manneken Pis e Jeanneke-Pis. La prima è una statua alta 50 cm che raffigura un bambino nudo che urina dall’alto di una fontana. La seconda, invece, è la versione femminile del Manneken Pis.

Tappa successiva è il Quartiere Europeo che raggiungo a piedi passando prima attraverso il Parc de Bruxelles con al suo interno il Palazzo Reale. Breve sosta nel parco per poi incamminarmi verso il Parlamento Europeo.

Lontano dal centro città, invece, si trova il monumento simbolo di Bruxelles: L’Atomium, costruito per l’EXPO del 1958. E’ possibile passeggiare tra i tubi e le sfere della costruzione e visitare al suo interno un’esposizione permanente sulla storia di questa attrazione.

Vicino all’Atomium ci sono anche il parco Mini Europa e lo Stadio Re Baldovino tristemente conosciuto come Stadio Heysel.

Infine per gli appassionati di fumetti è possibile visitare il Centre Belge de la Bande Dessinée in cui si rende omaggio soprattutto a Tintin.

Purtroppo non ho avuto tempo di visitare il Parco del Cinquantenario anch’esso annoverato tra le cose da vedere in città. Sarà sicuramente per la prossima volta!

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Weekend tra Skopje e Pristina

01/09 – 04/09 2017

PRISTINA – KOSOVO

Il motivo principale di questo viaggio è la curiosità di scoprire il “neonato” Kosovo. Il 17 febbraio 2008, la Repubblica del Kosovo si è auto dichiarata indipendente ed è stata riconosciuta dalla metà degli Stati aderenti all’ONU.   5000 soldati italiani parteciparono alla missione delle Nazioni Unite denominata KFOR (Kosovo Force) per garantire la sicurezza. Oggi ne sono rimasti circa 500 svolgendo anche funzioni di comando.

01/09

Atterro in serata all’aeroporto Alessandro Magno di Skopje (Macedonia) con un volo WizzAir. Cambio i soldi in Dinari Macedoni (1€ = 60 MKD circa),salgo sul bus della Vardar Express che con poco meno di 3€ porta alla stazione centrale della città. Da qui, in 15’ di camminata raggiungo la piazza principale dove poco distante mi aspetta l’Unity Hostel.

02/09

Sveglia alle 5:00, ritorno alla stazione centrale e prendo il bus delle 6:00 diretto a Pristina (Kosovo). Partito in perfetto orario, dopo mezz’ora di tragitto raggiungo il confine. Il poliziotto si perde a guardare i visti sul mio passaporto e prima di riconsegnarmelo esclama: “Welcome to our beautiful Country”… Sono le 8:00 di una bellissima mattinata e mi trovo già in giro per la città.

La cosa che mi colpisce subito di questa città è la sua multiculturalità, infatti si alternano di continuo chiese ortodosse a moschee e si vedono persone di diversa etnia e religione convivere pacificamente.

Cosa visitare a Pristina?

Comincio a visitare la città dal Bulevardi Nene Tereza (viale pedonale dedicato a Madre Teresa) dove si trovano le statue dedicate alla Santa e all’eroe albanese Skanderbeg. A sud del centro si arriva alla Biblioteka Kombetare e Kosoves “Pjeter Bogdani” (biblioteca nazionale) simbolo dell’epoca jugoslava. Resterete colpiti dalla “bruttezza” dell’edificio che non a caso è stato classificato dal Daily Telegraph come uno degli edifici più brutti del mondo.

Biblioteka Kombetare e Kosoves “Pjeter Bogdani”

Dal lato opposto  del viale pedonale si trova l’ex Hotel Union, un bellissimo edificio ristrutturato dal gruppo italiano Benetton che vi ha poi aperto al suo interno un grande negozio di abbigliamento. Proseguendo oltre si arriva nella zona più antica di Pristina dove si trovano la Moschea della Carshia (Xhamia e Mbretit ), la Sahat Kulla (torre dell’orologio) e il Museo del Kosovo. Poco distante è possibile visitare il Museo Etnografico “Emin Gjiku” e la zona del vecchio Bazaar.

Fuori dal centro restano altri due monumenti da visitare: la Cattedrale di Madre Teresa e il Monumento “NewBorn” dedicato al “neonato” Kosovo.

“NewBorn”

Katedralja e së Holy Nënë Tereza në Prishtinë

Infine, Pristina è l’unica città al mondo ad aver dedicato una statua ed una via al Presidente americano Bill Clinton per ringraziarlo del suo supporto durante la guerra del 1999.

Terminata la visita della città, con la stanchezza che mi assale, raggiungo il Backpackers Hostel per riposarmi un pò.

Non aspettatevi molto da questa città. Se conoscete la storia varrà la pena passare una giornata a Pristina e stare in mezzo a persone che hanno vissuto la guerra non molti anni fa…

“FREEDOM” in un parco di Pristina

SKOPJE – MACEDONIA

La Repubblica di Macedonia è una nazione che conta poco più di 2 milioni di abitanti, di cui oltre un quarto vivono nella capitale Skopje. Qui il 26 agosto 1910 nacque Anjezë Gonxhe Bojaxhiu conosciuta da tutti come Madre Teresa di Calcutta.

La Macedonia inoltre rivendica alla Grecia la paternità di uno dei più celebri conquistatori e strateghi della storia: Alessandro III di Macedonia, noto anche come Alessandro Magno.

03/09

Rientrato dal Kosovo di primo mattina, esco subito a visitare la città.

Cosa visitare a Skopje?

Il giro della città comincia da Piazza Macedonia (Plostad Makedonija), dove mi accoglie l’imponente statua denominata “warrior on a horse” ovvero “guerriero a cavallo”. Si tratta della statua di Alessandro Magno in sella al suo bucefalo, una statua di bronzo di 23m posta su un piedistallo di 10m.

Piazza Macedonia

statua “warrior on a horse”

Vicino alla piazza si raggiunge facilmente la Porta Macedonia e successivamente il Memoriale di Madre Teresa (ingresso gratuito).

Porta Macedonia

Memoriale Madre Teresa

Terminata la visita all’interessante memoriale, torno alla piazza principale per percorrere il Ponte di Pietra che attraversa il fiume Vardar. Superato il ponte si giunge al Museo Archeologico di Macedonia e se si prosegue dritto, come faccio io, si entra nella zona del vecchio Bazaar. Una zona bellissima ed antica che porta visibili i segni della dominazione turca.

Ponte di Pietra

vecchio Bazaar

Dal vecchio Bazaar, salendo “qualche” gradino, si arriva alla Fortezza Kale (Skopsko Kale). Questa fortezza, costruita dai bizantini durante il vi secolo, domina Skopje dall’alto ed è un ottimo punto panoramico per i numerosi turisti che la visitano.

Skopsko Kale

Diciamo che le attrazioni principali sono terminate, ma se siete amanti dell’arte e delle statue, potete perdervi girando a caso per la città ammirando le centinaia di statue presenti ovunque.

Infine, Skopje si è rivelata una piacevole scoperta. Carina, tranquilla e molto low cost. Ottima per passare un bel weekend.

Tramonto a Skopje

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Tour della Polonia: Cracovia, Auschwitz, Varsavia, Poznan, Breslavia

15/07 – 23/07 2017

POLONIA

Cracovia

In passato capitale della Polonia, oggi ne rimane come principale centro culturale e meta turistica internazionale del paese. Famosissima per il suo piccolo e curatissimo centro storico tutelato dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Vista della Rynek Glowny dal Krakow Hostel

La mia visita inizia dal Barbacane (Barbakan Krakowski), una fortificazione a difesa della Porta Floriana. Questo bastione ha 7 torri gotiche e mura spesse 3m. Oltrepassando questa porta si accede alla città vecchia e si arriva nell’immensa piazza principale della città: Rynek Glowny. Originariamente costruita per ospitare il mercato cittadino è ad oggi la più grande piazza mediavale d’Europa.    Una piazza quadrangolare che misura circa 200m di lato, divisa a metà dal Palazzo del Tessuto che ospita il mercato dei tessuti (Sukiennice) e la sede della Galleria di pittura del XIX secolo. Il piano terra del palazzo, invece, è occupato da negozi di souvenir ed artigianato.

Porta Floriana

Barbakan Krakowski

In un angolo della piazza si trova la bellissima Basilica di Santa Maria (Bazylika Mariacka) in stile gotico.

Bazylika Mariacka

Dopo aver girato la Rynek Glowny in lungo e in largo, raggiungo la collina del Wawel dove si trovano il Castello Reale del Wawel (Zame Krowlewski na Wawelu) e la Cattedrale del Wawel (Katedra Wawelska) che contiene il museo dedicato a Papa Giovanni Paolo II.

Zamek Krolewski na Wawelu

Katedra Wawelska

Giardino della Collina del Wawel

Procedendo a sud della collina arrivo nel quartiere ebraico, il Kazimierz in nome del suo fondatore, il Re Casimiro il Grande. Questo quartiere è diviso in zona cristiana (ad ovest) e zona ebraica (ad est). Qui vi abitarono circa 65000 ebrei prima che venissero deportati nei campi di sterminio nazisti.

quartiere Kazimierz

Proseguo raggiungendo via Lipowa. Qui si trova la fabbrica Schindler (Fabryka Schindlera) fondata da Oskar Schindler.

Fabryka Schindlera

Oskar Schindler era un imprenditore tedesco che acquistò questa fabbrica di stoviglie in cui vi fece lavorare circa 1200 ebrei. Quando iniziò la deportazione degli ebrei da parte dei nazisti, li salvò dichiarando che erano fondamentali per la produzione di pentole destinate all’esercito tedesco. Questa fabbrica è oggi un museo .

Questa storia venne raccontata nel film del regista Steven Spielberg “Schindler’s List” le cui scene vennero girate nel quartiere Kazimierz.

Il biglietto del museo permette di visitare anche l’Apoteka Pod Orlem (Farmacia Sotto l’Aquila). Qui vi lavorava Tadeusz Pankiewicz che insieme alle sue assistenti Irene, Helena e Aurelia salvò numerosi ebrei dalla persecuzione, curandoli, dandogli rifugio e procurandogli tinte per capelli per mascherare le proprie identità durante le perquisizioni naziste.

Apoteka Pod Orlem

Tadeusz scrisse le sue memorie nel libro “Il Farmacista del Ghetto di Cracovia”.

Per chi fosse interessato all’arte, consiglio di visitare il Museo Nazionale al cui interno potrete visitare ma non fotografare la famosissima opera d’arte”Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci.

CAMPO DI CONCENTRAMENTO E STERMINIO TEDESCO NAZISTA DI AUSCHWITZ BIRKENAU

(1940 – 1945)

Non ci sono parole per descrivere le mie sensazioni e i miei pensieri durante la visita a questo campo di concentramento. Una cosa è certa: ne sono uscito cambiato. Ho deciso di documentare la mia visita solo attraverso le foto…

Varsavia

Arrivo in treno alla stazione centrale di Varsavia, capitale della Polonia. Una città che fu distrutta quasi completamente durante la Seconda Guerra Mondiale. Uscito dalla stazione mi trovo di fronte ad un enorme grattacielo. E’ il Palazzo della Cultura e della Scienza (Palac Kultury i Nauki ), edificio in stile sovietico che fu donato alla Polonia dall’Unione Sovietica. E’ ad oggi l’edificio  più alto del Paese.

Palac Kultury i Nauki

Proseguo in direzione della città vecchia (Stare Miasto) imboccando via Świętokrzyska e svoltando a sinistra nella Nowy Świat (via Nuovo Mondo). Passo di fianco al Monumento Nicolò Copernico (Pomnik Mikolaja Kopernika), a due graziosissime chiese cattoliche ed arrivo al Palazzo Presidenziale (Palac Prezydencki).

Pomnik Mikolaja Kopernika

Infine giungo finalmente nel centro storico della città. Tutto ricostruito dopo il conflitto mondiale. Qui sono raccolti i maggiori monumenti e luoghi di interesse. Partendo dal Castello Reale (Zamek Krolewski), residenza dei monarchi polacchi, passando per la piazza mercato (Rynek Starego Miasta), arrivando al Barbacane (Barbakan Warswawski).

Zamek Krolewski

Rynek Starego Miasta

Barbakan Warszawski

Oltrepassata la città vecchia, visito il Museo Marie-Curie (Muzeum Marii Sklodowskiej-Curie).

Torno indietro fino al Castello Reale per attraversare il ponte sul fiume Wisla (Vistola in italiano) che mi permette di raggiungere il quartiere Praga. Uno dei pochi sopravvissuti ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e quindi uno dei più antichi. Ex area a prevalenza ebraica, ex quartiere operaio, ex zona malfamata. Qui sembra che il tempo si sia fermato. Brutti palazzoni, disoccupazione elevata, sembra di essere completamente in un’altra città. Chi abita qui è costretto a fare il pendolare, diretto dall’altra parte della Vistola.

Quartiere Praga

Proseguo fino ad arrivare allo Stadio Nazionale “PGE Narodowy“.

Stadio Nazionale “PGE Narodowy”

E’ ora di tornare nella sponda principale della città e lo faccio attraversando l’avveniristico ponte Swietokrzyski alla cui fine vengo accolto dalla statua simbolo di Varsavia: una sirena che tiene in mano una spada e sull’altra uno scudo. Come a voler difendere quello che la guerra in precedenza aveva distrutto.

Ponte Swietokrzyski

La sirena di Varsavia

Vicinissimo è possibile visitare il Centrum Nauki Kopernik, un museo della scienza la cui attrazione principale è il planetario “Cielo di Copernico”.

Centrum Nauki Kopernik

Infine visito il museo dedicato al compositore e pianista Fryderik Franciszek Chopin.

“Street Art” davanti al Museo Chopin

Per concludere la mia visita della capitale polacca,mi dirigo al Parco Lazienki, uno dei maggiori parchi pubblici della città. Al suo interno sorge il bellissimo Palazzo sull’acqua.

Palazzo sull’acqua

Poznan

E’ la volta di Poznan, città di mezzo milione di abitanti. Qui ci si trova più vicini a Berlino che a Varsavia. Anche qui, come in ogni altra città della Polonia, le principali attrazioni turistiche sono concentrate intorno alla Stary Rynek (piazza vecchia) e al municipio (Ratusz).

Assolutamente da visitare anche la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo situata sull’isola Ostrow Tumski.

Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo

Consiglio anche di fare un giro al Parco Cytadela che si trova all’interno di una fortificazione del XIX secolo: il Forte Winiary. Questo parco contiene un museo militare, un cimitero militare e i resti della fortificazione.

Museo militare

Come si può vedere non c’è moltissimo da visitare in questa città ma ho potuto constatare che è piena di giovani e di vita a qualsiasi ora essendo una delle più importanti città universitarie. Ciò non toglie il fatto che sia stato piacevole visitarla!

Wrocklaw (Breslavia)

Ultima tappa del mio viaggio in Polonia è la città di Wrocklaw (Breslavia dal tedesco “Breslau”). In passato chiamata la “Venezia del nord” grazie alla sua posizione sul fiume Oder e per i suoi numerosi ponti presenti: ci sono 12 isole collegate da 112 ponti.

Il centro storico è pieno di chiese, tutte ricostruite dopo la guerra. Esiste, vicino alla piazza mercato, un quartiere chiamato “delle Quattro Fedi”. Qui convivono quattro religioni diverse. In meno di 300m ci sono una chiesa cattolica, una protestante, una ortodossa e una sinagoga.

Merita una visita, soprattutto se siete una coppia, il Ponte Verde (detto anche dei Sospiri) dove gli innamorati mettono un lucchetto coi propri nome e gettano la chiave nel fiume Oder.

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Balcani: Da Tirana a Dubrovnik via terra

05/01 – 11/01 2017

Diversi colleghi ed amici albanesi, conoscendo la mia passione per i viaggi, mi ripetevano in continuazione: perché non vai nei Balcani? Vedrai ti piacerà…

05/01

Questa volta viaggio con la Blue Panorama Airlines da Bergamo a Tirana. Appena fuori dal terminal degli arrivi dell’aeroporto, salgo sul minibus della Rinas Express che con soli 250 leke ferma in centro città. Scendo di fronte al Kafé Flora e dopo una passeggiata di circa 15′ arrivo al Cosy Hostel. Arrivando in serata, mi concedo un breve giro nel centro.

Kulla e Sahatit (Torre dell’orologio) e Moschea Ethem Bey

06/01

Mi alzo presto. Il bus che oggi mi porterà a Podgorica parte alle h 8:30. Raggiungo la fermata che si trova davanti all’agenzia di viaggi “Osumi Travel” in Bulevardi Zogu I (vicino alla famosa piazza Skenderbej). La compagnia che percorre questa tratta è l’Old Town Travel (da Tirana fino a Kotor). Alle 12:30 il bus effettua una sosta poco prima del confine con il Montenegro. Siamo a Shkoder. Successivamente raggiunge il confine per il controllo dei passaporti.

Superati i controlli, il bus arriva puntualmente a Podgorica alle h 12:30. Deposito i bagagli presso il Podgorica Hostel in cui dormirò solamente questa notte. Dista solo 10′ a piedi dalla stazione centrale dei bus. Inizio a visitare la città dalla Stara Varos (città vecchia) dove si trova la torre dell’orologio risalente al XVIII secolo. Stara Varos è un quartiere che venne costruito durante l’era ottomana e distrutto in larga parte durante la II Guerra Mondiale.

Il clima non è dei migliori, fortissime raffiche di vento rendono quasi impossibile la visita della città. Ma non mi arrendo. E con molta difficoltà cammino in direzione della Cattedrale della Resurrezione. Bellissima Cattedrale Ortodossa consacrata nel 2013. Sperando che il vento diminuisca di intensità, ne approfitto per visitare bene l’interno della Cattedrale ricco di mosaici ed affreschi dorati.

Cattedrale della Resurrezione

07/01

Il 7 gennaio è il Natale delle chiese ortodosse slave ed essendo giorno di festa, le corse dei bus sono ridotte se non addirittura cancellate. Oggi sono diretto a Kotor (Cattaro in italiano) dove mi incontrerò nuovamente con la mia amica Somya conosciuta a Sofia il mese scorso. Un solo bus, quello della Adriatic Travel delle 13:07, è diretto oggi a Kotor. Un paio d’ore dopo arrivo alla stazione dei bus di Kotor, seguo le indicazioni per la città vecchia dove c’è l’Old Town Hostel Kotor in cui dormirò per 3 notti. Per oggi mi limito ad esplorare solamente il centro storico di Kotor, patrimonio dell’UNESCO.

Cattedrale di San Trifone

08/01

Colazione in ostello e mentre discuto con Somya su cosa visitare oggi, si aggiunge a noi Youhyun, un simpaticissimo ragazzo coreano che viaggia portandosi dietro ovunque il suo drone. Decidiamo di raggiungere la sommità delle fortificazioni di Kotor, dove si trovano le rovine del castello di St. John, da cui avremo un’ottima visuale su tutta la città.

Baia di Kotor

Castello di St. John

Arrivati in cima siamo pronti a far decollare il drone

09/01

E’ giunta l’ora di salutare i miei amici, destinati ad andare a Sarajevo in Bosnia, augurandomi di incontrarli nuovamente da qualche altra parte del mondo. Non ci resta che lasciarci con l’ultimo selfie all’ostello!

Oggi la mia destinazione sarà Dubrovnik in Croazia. Parto dalla stazione dei bus di Kotor con il bus della Jadran Ekspres Kotor. Dopo circa 2 ore e mezza di viaggio (si perde tempo al confine Montenegro-Croazia) giungo a destinazione. Dubrovnik, in Italiano Ragusa, è una bellissima città il cui centro storico figura nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Ingresso alla “Città vecchia”

Le attrazioni principali da visitare sono:

  • Fontana di Onofrio di epoca rinascimentale 
  • Cattedrale dell’Assunzione e il Palazzo dei Rettori
    La città venne fondata su un’isola rocciosa e collegata alla terraferma grazie all’interramento di un sottile braccio di mare. Le attuali fortificazioni risalgono al XVI secolo in quanto precedentemente la città venne quasi interamente distrutta da un devastante terremoto.Prima di tornare alla fermata del bus che mi riporterà a Kotor, raggiungo una scalinata che da sul mare per godere di questo panorama…

10/01

Ritorno a Tirana per visitare quello che durante il mio primo giorno ero riuscito a vedere solo di sera e di fretta:

  • Moschea Ethem Bey
  • Kulla e Sahatit (torre dell’orologio)
  • Piazza Skanderbeg (che purtroppo non ho potuto fotografare in quanto totalmente chiusa e coperta causa lavori di ristrutturazione).

Col ritorno a Tirana termine anche questa avventura. Devo dire piena di soddisfazioni con nuove amicizie, nuove culture conosciute e ahimè vedendo coi miei occhi anche molta povertà soprattutto nelle periferie albanesi e montenegrine. Sono partito molto prevenuto nei confronti di questi paesi ed invece questo viaggio ha cambiato di parecchio la mia visione di questi popoli. Poveri, altruisti e curiosi! Se anche voi siete prevenuti, fatevi un bel giretto da quelle parti e vedrete che anche voi cambierete!!!

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Bulgaria (3 giorni tra Sofia e il Rilski Manastir)

15/12 – 18/12 2016

Penso che tutti gli appassionati di storia debbano visitare almeno una volta nella propria vita la città di Sofia, capitale della Bulgaria. Terza capitale più antica d’Europa dopo Atene e Roma. Una città che nella sua storia ha subìto numerose conquiste da parte di diverse tribù ed imperi. La tribù tracia dei Serdi fondò Serdica, l’attuale Sofia che venne poi conquistata dall’Impero Romano, distrutta dagli Unni, ricostruita dai Bizantini, passata poi in mano ai Bulgari, all’Impero Ottomano ed infine ai Russi.

15/12

Prenoto un volo con la Wizzair dall’aeroporto di Bergamo che in 1h e 40′ porta a Sofia. All’esterno del Terminal partono i bus per il centro città. Salgo sul bus n°84 che porta alla fermata “Sofia University” dopo un tragitto di una mezz’ora. Scendo di fronte a Starbucks Coffee sulla “General Yosif V. Gourko” (a sinistra Starbucks, a destra il Knyazheska Garden). La città è molto piccola e raggiungo quindi l’Hostel Mostel, situato in “Makedonia Blvd 2a”, a piedi dopo una passeggiata di circa 20′.

Questa prima giornata la concludo nell’area comune dell’ostello facendo conoscenze con ragazzi di diverse nazionalità, formando anche un bel gruppetto per l’escursione del giorno successivo al Monastero di Rila.

16/12

Tramite l’ostello contattiamo due autisti che porteranno me e altri 9 ragazzi al Monastero di Rila, situato a circa 1h 30′ da Sofia. In auto con me ci sono: Tòmas, Caroline, Rebecca, Lei e Somya.

 Il “Rilski Manastir” nel 1983 è stato riconosciuto come bene protetto dall’UNESCO. A primo impatto sembra di trovarsi davanti ad una fortezza in quanto è protetto da mura di cinta con feritoie. Oltrepassate le mura veniamo colpiti dalla bellezza di questo Monastero in stile bizantino e dai suoi bellissimi affreschi posti sulle pareti esterne.

Rilski Manastir

 

L’ingresso al Monastero è gratuito mentre è a pagamento il museo che sinceramente non mi ha colpito particolarmente. Terminata la visita del Monastero restano ancora un paio d’ore prima del ritorno a Sofia. Così d’accordo con gli altri ragazzi decidiamo di rifugiarci dentro all’unico ristorante della zona per scaldarci viste le basse temperature della zona. In serata torniamo a Sofia e soddisfatti della bellissima e ben organizzata escursione, la consigliamo anche agli altri ragazzi presenti in ostello.

17/12

Finalmente inizio a visitare Sofia. La prima tappa è il Ponte delle Aquile (Orlov Most) dedicato agli esiliati, ai condannati ed ai prigionieri della guerra russo-turca del 1878.

Orlov Most

Proseguo poi per “Bulevard Tsar Osvoboditel” (viale dello zar liberatore ovvero lo zar Alessandro II di Russia). Sul lato sinistro del viale scorgo un grande obelisco, monumento all’Armata Rossa.

Arrivato all’altezza dell’ufficio turistico, entro nel parco che affianca la strada trovandomi così di fronte alla cattedrale Aleksandr Nevskij, attrazione principale della città di Sofia. Una maestosa cattedrale ortodossa, seconda più grande dei balcani, che venne costruita in segno di riconoscenza verso la Russia ed in memoria dei caduti della guerra russo-turca.

Cattedrale Aleksandr Nevskij

Tsurkva Sveta Nicolai

Proseguo la camminata raggiungendo la Chiesa Russa di San Nicola (Tsurkva Sveta Nicolai), piccola ma con le caratteristiche cupole a cipolla. Entro all’interno della chiesa ma è in corso la messa ortodossa e decido di togliere subito il disturbo.

Tappa successiva è la zona “Serdica” dove si trova la statua di Santa Sofia, una colonna alta 24m con in cima la statua alta 2m. Da qui, inoltre, si possono ammirare i resti archeologici della vecchia Sofia (allora chiamata Serdika) ed è presente anche il museo archeologico.

 

Statua Santa Sofia

Resti antica Serdica

 

 

 

 

 

 

Altri due luoghi che attirano la mia attenzione sono la Rotonda di San Giorgio e la Cattedrale di Santa Domenica (Sveta Nedelya).

Si fa sera ed è ora di tornare all’ostello, preparare lo zaino, salutare tutti gli amici conosciuti in questo bel viaggio. Domani si torna a casa!

Sofia non ha deluso le mie aspettative. Certo essendo una piccola città non ha molto da visitare. Quel poco che ha è di importante valore storico. Facile da girare a piedi o in alternativa con la metropolitana. Gli altri mezzi di trasporto sono abbastanza regolari. Per quanto riguarda l’ostello… il migliore in cui sia mai stato. Ospitalità, pulizia, organizzazione delle escursioni introvabili in altri ostelli.

Per visitare la città ho utilizzato la guida di Sofia scritta da Simonetta Di Zanutto intitolata: “Sofia e dintorni” pubblicata dalla libreria editrice Odos di Udine. Scritta davvero bene! La consiglio!!!

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Le meraviglie della Slovenia

La Slovenia è facilmente raggiungibile in auto dall’Italia e, complice il bel tempo di fine estate, ne approfitto per passare un weekend alla scoperta delle meraviglie offerte da questo piccolo paese.

Superato il confine da una mezz’oretta circa, arrivo al Parco delle Grotte di Postumia (Postojnska Jama) per visitare le affascinanti grotte. 21km di caverne e gallerie formatesi nel corso di migliaia di anni grazie al continuo gocciolamento dal soffitto dell’acqua contenente carbonato di calcio che depositandosi forma le concrezioni. Grazie a questo processo nascono le stalattiti e stalagmiti che fondendosi formano una colonna. La guida mi dice che per formare 1 cm di stalattite o stalagmite occorrono 100 anni.

Si percorrono le grotte con un trenino sotterraneo per poi proseguire con una camminata di qualche km insieme alla guida. Qui la temperatura è costantemente intorno ai 10°C. La stalagmite più bella e conosciuta è il “Brillante

Inoltre è possibile vedere un curioso animale cavernicolo: il Proteo. Anfibio che vive fino a 100 anni, rifugiatosi nelle grotte 200 milioni di anni fa. E’ un animale cieco che si orienta grazie allo sviluppatissimo olfatto. Inoltre può digiunare anche per 10 anni nutrendosi solo di qualche crostaceo.

E’ possibile, come ho fatto io, acquistare il biglietto delle grotte in abbinamento al Castello di Predjama (chiamato anche Castel Lueghi) risparmiando qualche Euro.

Terminata la visita delle grotte, salgo sulla navetta che mi porta davanti all’ingresso del castello.

Si tratta del castello di grotta più grande al mondo, costruito durante il periodo medievale all’interno di una parete verticale di 123m. Dietro al castello c’è una fitta rete di gallerie segrete utilizzate dal cavaliere Erasmo Di Predjama per compiere saccheggi. Per la sua particolarità è stato inserito tra i 10 castelli più affascinanti del mondo.

Torno in macchina e dopo un’altra mezz’ora arrivo nella capitale slovena

LUBIANA

Piccola capitale, ricca di una straordinaria architettura e patrimonio culturale, da scoprire a piedi, in bicicletta o a bordo di un battello che attraversa i canali del fiume Ljubljanica. Inizio la visita della città dal Castello (Ljubljanski Grad), simbolo di Lubiana e punto panoramico per osservare la città dall’alto. E’ possibile raggiungerlo con una camminata in salita di una ventina di minuti oppure con la funicolare.

Finita la passeggiata torno giù nella città per aggregarmi al tour gratuito organizzato da alcuni studenti che si ritrovano nella piazza davanti alla Cattedrale di San Nicola, bellissima chiesa decorata con marmo rosa e stucchi bianchi e dorati.

A breve distanza percorriamo il Ponte Triplo arricchito con terrazze alberate e balaustre di pietra. Poco distante da qui c’è la Piazza Civica chiamata “Mestni Trg” circondata da bellissimi edifici in stile barocco come il Comune, la Galleria Civica e l’obelisco della Fontana dei Fiumi Carniolani.

Successivamente raggiungiamo il famoso Ponte dei Draghi nonché uno dei primi ponti costruiti in cemento armato in Europa nel 1900 per permettere il passaggio in città delle automobili. Questo nome deriva dalle statue di quattro draghi alati inferociti che sorvegliano il ponte. La leggenda narra che l’eroe greco Giasone fondò la città e uccise il drago che viveva in una palude nei pressi del fiume Ljubljanica.

Da non perdere il vicino Mercato Centrale, principale punto commerciale della città ricco di bancarelle a sostegno del commercio locale. Qui è possibile incontrare anche politici o persone famose a fare la spesa.

L’ultima tappa di questo tour a piedi è la Biblioteca nazionale e universitaria della Slovenia. Percorriamo il suo perimetro osservando la sua forma rettangolare, le balaustre, i pilastri, i mattoni a vista e le pietre incastonate. Le finestre rappresentano invece dei libri aperti. Questo edificio ospita una collezione di oltre 1 milione di libri e manoscritti.

BLED

A poco più di mezz’ora di distanza da Lubiana, arrivo a Bled famosa località grazie alla presenza dell’omonimo lago. E’ tra le località di villeggiatura alpine più belle d’Europa. Lago alpino con al centro l’unica isola slovena.

Da non perdere la vista del lago dal Castello sulla scogliera. L’isola è facilmente raggiungibile con la tradizionale imbarcazione: la Pletna.

Se vi avanza tempo percorrete il perimetro del lago a piedi oppure se c’è bel tempo, rilassatevi nelle spiagge a prendere sole e perché no a farvi un bel bagno immersi in questa natura incantata.

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Bruges: la città uscita dalle fiabe

Lascio la stazione dei treni incamminandomi verso il centro città distante una ventina di minuti. Mi trovo nelle Fiandre in una città che fortunatamente è restata immutata nel corso della storia, guerre comprese.

Cammino di fianco al Lago dell’amore (Minnewater) immerso nel verde e lontano dal traffico cittadino fino ad arrivare al Beghinaggio di Bruges (Begijnhof). Quest’ultimo è un complesso di edifici fondato nel 1245 e che ospita le monache benedettine.

Tappa successiva è l’Ospedale di San Giovanni con di fronte la chiesa di Nostra Signora in stile gotico. L’ospedale venne utilizzato anche come riparo per i viandanti mentre oggi è un museo.

Finalmente eccomi arrivato nel centro storico di Bruges patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Mi trovo nella Piazza del Mercato (Grote Markt) dominata dal Belfort, una torre civica campanaria con ben 47 campane. E’ possibile ammirare la città dall’alto percorrendo i 366 scalini della torre.

Proseguo fino ad arrivare alla Piazza del Burg dove in passato sorgeva il castello. Ora si possono ammirare il Palazzo della Giustizia, l’Antica Cancelleria del Franc, il Vecchio Municipio e la Basilica del Santissimo Sangue.

Da non perdere anche la zona Spiegelrei o Riva degli Specchi dove ogni cosa circostante viene riflessa dall’acqua del canale. Concedetevi una pausa e godetevi questa bellezza.

Infine dove aver girovagato per ore tra le vie della città, decido di percorrere i canali con un battello. Esperienza di un’ora circa ma che vale assolutamente la pena fare.

Bruges viene soprannominata come la “Venezia del Nord”. Qui però i canali sono molto più puliti e le case intorno creano un’atmosfera a dir poco fiabesca.

Imperdibile!

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Riga capitale di stile

Per un weekend all’insegna della tranquillità, visito la più grande delle capitali baltiche: Riga. Questa graziosa capitale delle Lettonia è soprannominata “la Parigi del Baltico” grazie ai suoi numerosi edifici in stile Art-Nouveau ed è conosciuta anche come “la città dei musei” visto che ne ospita oltre 50.

L’aeroporto è collegato al centro città grazie al bus n°22 che, al modico prezzo di 1€, in una ventina di minuti ferma di fronte alla stazione centrale.

Riga è visitabile comodamente a piedi partendo dalla stazione centrale ed entrando nella città vecchia (Vecriga), Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Arrivo subito alla Chiesa di San Pietro (Sveta Petera baznica)in stile gotico e alla Casa delle Teste Nere (Melngalvju Nams). Questo strano nome è dovuto alla Confraternita delle Teste Nere i cui membri indossavano copricapi neri.

Proseguendo nella città vecchia mi compare davanti il Duomo di Riga (Rigas Doms). Edificio costruito nel 1200, dedicato a Santa Maria ed è tuttora la cattedrale medievale più grande dei Paesi Baltici.

Un altro luogo molto visitato dai turisti a Riga è la Casa dei Tre Fratelli (Tris Brali), si tratta di tre edifici molto somiglianti situati al numero 17,19 e 21 di Maza Pils iela.

Sulla sponda del fiume Daugava si trova invece il Castello della città (Rigas Pils) fondato nel 1300 ed oggi residenza della Presidenza della Repubblica.

L’ultima attrazione della città vecchia è la Casa del Gatto (Kaku Nams) bellissimo edificio il stile Art-Nouveau chiamato così per la presenza di un piccolo gatto in bronzo sul tetto dell’edificio. Questo edificio venne fatto costruire da un ricco commerciante che, vedendosi respinta la richiesta di entrare a far parte della Camera del Commercio Maggiore, fece orientare il gatto col posteriore indirizzato alla Camera stessa come segno di protesta. Oggi il senso del gatto è invertito e guarda verso la strada.

Come detto in precedenza, Riga è famosa per le sue opere architettoniche in stile Art-Nouveau. Elizabetes iela è la via principale che ospita gli edifici più famosi in questo stile. Per arrivarci esco dalla città vecchia passando per il Monumento alla Libertà.

Fatevi un giro senza fretta e ammirate la bellezza di questo quartiere apprezzando ogni singolo dettaglio. Lo reputo come uno dei quartieri più belli e meglio conservati che abbia mai visto.

Nelle immediate vicinanze ci sono i parchi Vermanes e il più famoso Esplanade che ospita l’imponente Cattedrale della Natività di Cristo, madre della chiesa ortodossa lettone e il Museo delle Belle Arti di Lettonia.

Un’altra zona che merita particolare interesse è il quartiere sovietico di Riga, Maskavas Forstate che ricorda la recente storia della Lettonia sotto la guida dell’URRS. Questo “sobborgo di Mosca” è abitato in prevalenza da russi. Piccolo quartiere composto da casette in legno che conserva ancora la rete stradale medievale. Per prima cosa visito il mercato centrale di Riga all’interno di 5 enormi hangar che in passato ospitavano dirigibili zeppelin. Ogni hangar vende cose diverse dalla carne, formaggi, pesce e il più colorato e caratteristico le verdure.

Dopo il mercato arrivo al Palazzo dell’Accademia delle Scienze donato dal dittatore comunista Stalin al popolo di Riga. Questo edificio è molto simile al Palazzo della Cultura e della Scienza di Varsavia e con 5€ è possibile salire sulla terrazza per osservare il panorama della città a 360°. Un bellissimo panorama direi.

Panorama dal Palazzo dell’Accademia delle Scienze sulla torre della televisione (368.5m)
Vista degli hangar del Mercato Centrale

Infine mi addentro nel ghetto di Riga. Qui c’è un memoriale con museo dell’Olocausto aperto dal 2010 allo scopo di preservare la memoria della comunità ebraica di Lettonia e della tragedia dell’Olocausto durante la Seconda Guerra Mondiale. Il ghetto ed il museo si trovano entrambi nel quartiere Spikeri.

Vicinissimo a questo triste luogo è possibile visitare il mercatino delle pulci dove a mio avviso non comprereste nulla nemmeno sotto tortura. Prodotti elettronici di dubbia provenienza venduti da anziani signori russi che appena vedono che tiro fuori il cellulare per scattare qualche foto mi fan capire di non fotografare. Meglio tornare in riva al fiume Daugava e approfittare di questa bellissima giornata di sole per sdraiarsi un po’ e riposare dalle fatiche dei numerosi chilometri percorsi a piedi.

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Treviri: la città più antica della Germania

Fondata dai romani nell’anno 16 a.C. sotto il nome di Augusta Treverorum, divenne capitale della provincia romana della Gallia e residenza dell’Imperatore Costantino. In epoca recente, invece, ha dato i natali al filosofo tedesco Karl Marx.

Arrivando dalla stazione dei treni di Treviri (Trier in tedesco) giungo nel centro storico attraversando un gioiello di epoca romana: la Porta Nigra. Risalente al II secolo d.C. si tratta della porta romana più grande a nord delle Alpi.

Sempre nel centro storico c’è la Hauptmarkt, piazza principale della città in cui si trova una fontana del XVI secolo e diversi edifici o chiese in stile gotico.

Il Duomo o Dom assomiglia più a una fortezza che ad un luogo di culto religioso.

La Konstantin Basilika o Basilica Palatina di Costantino è una basilica romana ad unica aula coperta, unica nel suo genere ad essere integra ai giorni nostri e per questo protetta dall’Unesco.

Come in tutte le città romane, anche qui non possono mancare le terme. Qui si trovano infatti i resti delle Kaiserthermen situate all’interno di un grande giardino: il Palastgarten. A breve distanza c’è invece il Kurfurstliches Palais o Palazzo del Principe Elettore.

Da visitare anche l’anfiteatro romano situato ai piedi della collina di Petrisberg. Questo anfiteatro aveva capienza di 20000 posti a sedere e veniva utilizzato per spettacoli di combattimento tra gladiatori e animali.

Ma la perla di questa meravigliosa città è il Romerbrucke, ponte che attraversa il fiume Mosella che poggia sui pilastri posati dai romani nel II secolo d.C.

A proposito di Karl Marx c’è la Karl Marx Haus, casa-museo del filosofo ospitata in un edificio barocco del ‘700.

Come arrivare a Treviri? Io ho preso un treno da Città del Lussemburgo. Treviri dista circa 15km dal confine col Lussemburgo.

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Lussemburgo in una giornata

“Quando un Lussemburghese si lamenta degli ingorghi è per darsi delle arie. Tutto sommato, per attraversare la capitale nelle ore di punta ci vuole un quarto d’ora.” – Jean Claude Grenier

Faccio tappa nel Granducato di Lussemburgo. La capitale di questo piccolissimo Stato è Lussemburgo e i suoi 120000 abitanti la rendono una delle capitali più piccole d’Europa.

Cosa visitare a Lussemburgo?

  • Il centro storico: patrimonio mondiale dell’umanità, ospita il Palazzo Granducale di Lussemburgo, residenza dei sovrani e Parlamento Nazionale;
  • La Cattedrale di Notre-Dame in stile gotico;
  • La Place Guillaume, piazza principale della città;
  • Place d’Armes: in origine serviva come piazza d’armi per le truppe che difendevano la città;
  • Musei: tra i più importanti ci sono il museo di storia dell’arte, il museo di arte moderna e il museo di storia della città di Lussemburgo;
  • Casamates du Bock(Casematte del Bock): Ingegnoso sistema difensivo scavato nelle rocce. Diede rifugio ad oltre 35000 persone durante le due guerre mondiali. Sono state dichiarate patrimonio dell’Umanità.

Un altro luogo da non perdere è il Castello di Vianden. Per raggiungerlo occorre andare alla stazione centrale e prendere il treno con destinazione Ettalbruck. Arrivati ad Ettalbruck bisogna prendere l’autobus n°570 e scendere alla fermata Vianden.

Vianden è un piccolo paesino con tipiche case in legno adagiate sul fiume Our sorvegliato da un enorme castello situato in cima a una collina.

Il castello di Vianden è una delle più grandi residenze medievali europee costruita a scopo difensivo. Il costo dell’ingresso è di  7€ ma la sua grandezza ripagherà il costo del biglietto.

Infine, terminata la visita del castello, tornando giù nel paesino è possibile visitare la casa di Victor Hugo. Lo scrittore francese visse qui 3 mesi.

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