Le meraviglie della Slovenia

La Slovenia è facilmente raggiungibile in auto dall’Italia e, complice il bel tempo di fine estate, ne approfitto per passare un weekend alla scoperta delle meraviglie offerte da questo piccolo paese.

Superato il confine da una mezz’oretta circa, arrivo al Parco delle Grotte di Postumia (Postojnska Jama) per visitare le affascinanti grotte. 21km di caverne e gallerie formatesi nel corso di migliaia di anni grazie al continuo gocciolamento dal soffitto dell’acqua contenente carbonato di calcio che depositandosi forma le concrezioni. Grazie a questo processo nascono le stalattiti e stalagmiti che fondendosi formano una colonna. La guida mi dice che per formare 1 cm di stalattite o stalagmite occorrono 100 anni.

Si percorrono le grotte con un trenino sotterraneo per poi proseguire con una camminata di qualche km insieme alla guida. Qui la temperatura è costantemente intorno ai 10°C. La stalagmite più bella e conosciuta è il “Brillante

Inoltre è possibile vedere un curioso animale cavernicolo: il Proteo. Anfibio che vive fino a 100 anni, rifugiatosi nelle grotte 200 milioni di anni fa. E’ un animale cieco che si orienta grazie allo sviluppatissimo olfatto. Inoltre può digiunare anche per 10 anni nutrendosi solo di qualche crostaceo.

E’ possibile, come ho fatto io, acquistare il biglietto delle grotte in abbinamento al Castello di Predjama (chiamato anche Castel Lueghi) risparmiando qualche Euro.

Terminata la visita delle grotte, salgo sulla navetta che mi porta davanti all’ingresso del castello.

Si tratta del castello di grotta più grande al mondo, costruito durante il periodo medievale all’interno di una parete verticale di 123m. Dietro al castello c’è una fitta rete di gallerie segrete utilizzate dal cavaliere Erasmo Di Predjama per compiere saccheggi. Per la sua particolarità è stato inserito tra i 10 castelli più affascinanti del mondo.

Torno in macchina e dopo un’altra mezz’ora arrivo nella capitale slovena

LUBIANA

Piccola capitale, ricca di una straordinaria architettura e patrimonio culturale, da scoprire a piedi, in bicicletta o a bordo di un battello che attraversa i canali del fiume Ljubljanica. Inizio la visita della città dal Castello (Ljubljanski Grad), simbolo di Lubiana e punto panoramico per osservare la città dall’alto. E’ possibile raggiungerlo con una camminata in salita di una ventina di minuti oppure con la funicolare.

Finita la passeggiata torno giù nella città per aggregarmi al tour gratuito organizzato da alcuni studenti che si ritrovano nella piazza davanti alla Cattedrale di San Nicola, bellissima chiesa decorata con marmo rosa e stucchi bianchi e dorati.

A breve distanza percorriamo il Ponte Triplo arricchito con terrazze alberate e balaustre di pietra. Poco distante da qui c’è la Piazza Civica chiamata “Mestni Trg” circondata da bellissimi edifici in stile barocco come il Comune, la Galleria Civica e l’obelisco della Fontana dei Fiumi Carniolani.

Successivamente raggiungiamo il famoso Ponte dei Draghi nonché uno dei primi ponti costruiti in cemento armato in Europa nel 1900 per permettere il passaggio in città delle automobili. Questo nome deriva dalle statue di quattro draghi alati inferociti che sorvegliano il ponte. La leggenda narra che l’eroe greco Giasone fondò la città e uccise il drago che viveva in una palude nei pressi del fiume Ljubljanica.

Da non perdere il vicino Mercato Centrale, principale punto commerciale della città ricco di bancarelle a sostegno del commercio locale. Qui è possibile incontrare anche politici o persone famose a fare la spesa.

L’ultima tappa di questo tour a piedi è la Biblioteca nazionale e universitaria della Slovenia. Percorriamo il suo perimetro osservando la sua forma rettangolare, le balaustre, i pilastri, i mattoni a vista e le pietre incastonate. Le finestre rappresentano invece dei libri aperti. Questo edificio ospita una collezione di oltre 1 milione di libri e manoscritti.

BLED

A poco più di mezz’ora di distanza da Lubiana, arrivo a Bled famosa località grazie alla presenza dell’omonimo lago. E’ tra le località di villeggiatura alpine più belle d’Europa. Lago alpino con al centro l’unica isola slovena.

Da non perdere la vista del lago dal Castello sulla scogliera. L’isola è facilmente raggiungibile con la tradizionale imbarcazione: la Pletna.

Se vi avanza tempo percorrete il perimetro del lago a piedi oppure se c’è bel tempo, rilassatevi nelle spiagge a prendere sole e perché no a farvi un bel bagno immersi in questa natura incantata.

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Bruges: la città uscita dalle fiabe

Lascio la stazione dei treni incamminandomi verso il centro città distante una ventina di minuti. Mi trovo nelle Fiandre in una città che fortunatamente è restata immutata nel corso della storia, guerre comprese.

Cammino di fianco al Lago dell’amore (Minnewater) immerso nel verde e lontano dal traffico cittadino fino ad arrivare al Beghinaggio di Bruges (Begijnhof). Quest’ultimo è un complesso di edifici fondato nel 1245 e che ospita le monache benedettine.

Tappa successiva è l’Ospedale di San Giovanni con di fronte la chiesa di Nostra Signora in stile gotico. L’ospedale venne utilizzato anche come riparo per i viandanti mentre oggi è un museo.

Finalmente eccomi arrivato nel centro storico di Bruges patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Mi trovo nella Piazza del Mercato (Grote Markt) dominata dal Belfort, una torre civica campanaria con ben 47 campane. E’ possibile ammirare la città dall’alto percorrendo i 366 scalini della torre.

Proseguo fino ad arrivare alla Piazza del Burg dove in passato sorgeva il castello. Ora si possono ammirare il Palazzo della Giustizia, l’Antica Cancelleria del Franc, il Vecchio Municipio e la Basilica del Santissimo Sangue.

Da non perdere anche la zona Spiegelrei o Riva degli Specchi dove ogni cosa circostante viene riflessa dall’acqua del canale. Concedetevi una pausa e godetevi questa bellezza.

Infine dove aver girovagato per ore tra le vie della città, decido di percorrere i canali con un battello. Esperienza di un’ora circa ma che vale assolutamente la pena fare.

Bruges viene soprannominata come la “Venezia del Nord”. Qui però i canali sono molto più puliti e le case intorno creano un’atmosfera a dir poco fiabesca.

Imperdibile!

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Riga capitale di stile

Per un weekend all’insegna della tranquillità, visito la più grande delle capitali baltiche: Riga. Questa graziosa capitale delle Lettonia è soprannominata “la Parigi del Baltico” grazie ai suoi numerosi edifici in stile Art-Nouveau ed è conosciuta anche come “la città dei musei” visto che ne ospita oltre 50.

L’aeroporto è collegato al centro città grazie al bus n°22 che, al modico prezzo di 1€, in una ventina di minuti ferma di fronte alla stazione centrale.

Riga è visitabile comodamente a piedi partendo dalla stazione centrale ed entrando nella città vecchia (Vecriga), Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Arrivo subito alla Chiesa di San Pietro (Sveta Petera baznica)in stile gotico e alla Casa delle Teste Nere (Melngalvju Nams). Questo strano nome è dovuto alla Confraternita delle Teste Nere i cui membri indossavano copricapi neri.

Proseguendo nella città vecchia mi compare davanti il Duomo di Riga (Rigas Doms). Edificio costruito nel 1200, dedicato a Santa Maria ed è tuttora la cattedrale medievale più grande dei Paesi Baltici.

Un altro luogo molto visitato dai turisti a Riga è la Casa dei Tre Fratelli (Tris Brali), si tratta di tre edifici molto somiglianti situati al numero 17,19 e 21 di Maza Pils iela.

Sulla sponda del fiume Daugava si trova invece il Castello della città (Rigas Pils) fondato nel 1300 ed oggi residenza della Presidenza della Repubblica.

L’ultima attrazione della città vecchia è la Casa del Gatto (Kaku Nams) bellissimo edificio il stile Art-Nouveau chiamato così per la presenza di un piccolo gatto in bronzo sul tetto dell’edificio. Questo edificio venne fatto costruire da un ricco commerciante che, vedendosi respinta la richiesta di entrare a far parte della Camera del Commercio Maggiore, fece orientare il gatto col posteriore indirizzato alla Camera stessa come segno di protesta. Oggi il senso del gatto è invertito e guarda verso la strada.

Come detto in precedenza, Riga è famosa per le sue opere architettoniche in stile Art-Nouveau. Elizabetes iela è la via principale che ospita gli edifici più famosi in questo stile. Per arrivarci esco dalla città vecchia passando per il Monumento alla Libertà.

Fatevi un giro senza fretta e ammirate la bellezza di questo quartiere apprezzando ogni singolo dettaglio. Lo reputo come uno dei quartieri più belli e meglio conservati che abbia mai visto.

Nelle immediate vicinanze ci sono i parchi Vermanes e il più famoso Esplanade che ospita l’imponente Cattedrale della Natività di Cristo, madre della chiesa ortodossa lettone e il Museo delle Belle Arti di Lettonia.

Un’altra zona che merita particolare interesse è il quartiere sovietico di Riga, Maskavas Forstate che ricorda la recente storia della Lettonia sotto la guida dell’URRS. Questo “sobborgo di Mosca” è abitato in prevalenza da russi. Piccolo quartiere composto da casette in legno che conserva ancora la rete stradale medievale. Per prima cosa visito il mercato centrale di Riga all’interno di 5 enormi hangar che in passato ospitavano dirigibili zeppelin. Ogni hangar vende cose diverse dalla carne, formaggi, pesce e il più colorato e caratteristico le verdure.

Dopo il mercato arrivo al Palazzo dell’Accademia delle Scienze donato dal dittatore comunista Stalin al popolo di Riga. Questo edificio è molto simile al Palazzo della Cultura e della Scienza di Varsavia e con 5€ è possibile salire sulla terrazza per osservare il panorama della città a 360°. Un bellissimo panorama direi.

Panorama dal Palazzo dell’Accademia delle Scienze sulla torre della televisione (368.5m)
Vista degli hangar del Mercato Centrale

Infine mi addentro nel ghetto di Riga. Qui c’è un memoriale con museo dell’Olocausto aperto dal 2010 allo scopo di preservare la memoria della comunità ebraica di Lettonia e della tragedia dell’Olocausto durante la Seconda Guerra Mondiale. Il ghetto ed il museo si trovano entrambi nel quartiere Spikeri.

Vicinissimo a questo triste luogo è possibile visitare il mercatino delle pulci dove a mio avviso non comprereste nulla nemmeno sotto tortura. Prodotti elettronici di dubbia provenienza venduti da anziani signori russi che appena vedono che tiro fuori il cellulare per scattare qualche foto mi fan capire di non fotografare. Meglio tornare in riva al fiume Daugava e approfittare di questa bellissima giornata di sole per sdraiarsi un po’ e riposare dalle fatiche dei numerosi chilometri percorsi a piedi.

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Treviri: la città più antica della Germania

Fondata dai romani nell’anno 16 a.C. sotto il nome di Augusta Treverorum, divenne capitale della provincia romana della Gallia e residenza dell’Imperatore Costantino. In epoca recente, invece, ha dato i natali al filosofo tedesco Karl Marx.

Arrivando dalla stazione dei treni di Treviri (Trier in tedesco) giungo nel centro storico attraversando un gioiello di epoca romana: la Porta Nigra. Risalente al II secolo d.C. si tratta della porta romana più grande a nord delle Alpi.

Sempre nel centro storico c’è la Hauptmarkt, piazza principale della città in cui si trova una fontana del XVI secolo e diversi edifici o chiese in stile gotico.

Il Duomo o Dom assomiglia più a una fortezza che ad un luogo di culto religioso.

La Konstantin Basilika o Basilica Palatina di Costantino è una basilica romana ad unica aula coperta, unica nel suo genere ad essere integra ai giorni nostri e per questo protetta dall’Unesco.

Come in tutte le città romane, anche qui non possono mancare le terme. Qui si trovano infatti i resti delle Kaiserthermen situate all’interno di un grande giardino: il Palastgarten. A breve distanza c’è invece il Kurfurstliches Palais o Palazzo del Principe Elettore.

Da visitare anche l’anfiteatro romano situato ai piedi della collina di Petrisberg. Questo anfiteatro aveva capienza di 20000 posti a sedere e veniva utilizzato per spettacoli di combattimento tra gladiatori e animali.

Ma la perla di questa meravigliosa città è il Romerbrucke, ponte che attraversa il fiume Mosella che poggia sui pilastri posati dai romani nel II secolo d.C.

A proposito di Karl Marx c’è la Karl Marx Haus, casa-museo del filosofo ospitata in un edificio barocco del ‘700.

Come arrivare a Treviri? Io ho preso un treno da Città del Lussemburgo. Treviri dista circa 15km dal confine col Lussemburgo.

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Lussemburgo in una giornata

“Quando un Lussemburghese si lamenta degli ingorghi è per darsi delle arie. Tutto sommato, per attraversare la capitale nelle ore di punta ci vuole un quarto d’ora.” – Jean Claude Grenier

Faccio tappa nel Granducato di Lussemburgo. La capitale di questo piccolissimo Stato è Lussemburgo e i suoi 120000 abitanti la rendono una delle capitali più piccole d’Europa.

Cosa visitare a Lussemburgo?

  • Il centro storico: patrimonio mondiale dell’umanità, ospita il Palazzo Granducale di Lussemburgo, residenza dei sovrani e Parlamento Nazionale;
  • La Cattedrale di Notre-Dame in stile gotico;
  • La Place Guillaume, piazza principale della città;
  • Place d’Armes: in origine serviva come piazza d’armi per le truppe che difendevano la città;
  • Musei: tra i più importanti ci sono il museo di storia dell’arte, il museo di arte moderna e il museo di storia della città di Lussemburgo;
  • Casamates du Bock(Casematte del Bock): Ingegnoso sistema difensivo scavato nelle rocce. Diede rifugio ad oltre 35000 persone durante le due guerre mondiali. Sono state dichiarate patrimonio dell’Umanità.

Un altro luogo da non perdere è il Castello di Vianden. Per raggiungerlo occorre andare alla stazione centrale e prendere il treno con destinazione Ettalbruck. Arrivati ad Ettalbruck bisogna prendere l’autobus n°570 e scendere alla fermata Vianden.

Vianden è un piccolo paesino con tipiche case in legno adagiate sul fiume Our sorvegliato da un enorme castello situato in cima a una collina.

Il castello di Vianden è una delle più grandi residenze medievali europee costruita a scopo difensivo. Il costo dell’ingresso è di  7€ ma la sua grandezza ripagherà il costo del biglietto.

Infine, terminata la visita del castello, tornando giù nel paesino è possibile visitare la casa di Victor Hugo. Lo scrittore francese visse qui 3 mesi.

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VILNIUS: la stravagante capitale lituana e la bizzarra Repubblica di Uzupis

03/08 – 06/08/2018

Per la prima volta sono nei baltici. Atterro all’aeroporto di Vilnius e raggiungo il centro città con il bus 1. Città interamente costruita in stile barocco. La mia visita inizia dal centro storico, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco nel 1994, a cui accedo attraverso la Ausros Vartai (Porta dell’Aurora). Oltrepassata la porta, mi ritrovo circondato da palazzi colorati coi tipici tetti a punta. In ordine visito: il Municipio (Rotuse), la chiesa di San Casimiro, il Palazzo Presidenziale (Prezidentura).  A poca distanza raggiungo una piazza dove si trova la Cattedrale metropolitana dei Santi Stanislao e Ladislao (Vilniaus Sv. Stanislao ir Sv. Vladislavo Arkikatedra Bazilika).  Mi concedo una visita all’interno della Cattedrale ma non resto particolarmente colpito. Proseguo in direzione della Torre di Gedimino che purtroppo a causa di lavori di ristrutturazione è momentaneamente chiusa al pubblico. Si tratta di una torre posta su una collina che permette di vedere la città dall’alto.  Mi rifaccio andando sulla collina delle Tre Croci situata nel parco Kalnai dove c’è l’omonimo monumento delle Tre Croci. Da qui apprezzo si vede tutta Vilnius.  Torno giù dalla collina attraversando poi il fiume Vilna e arrivo nel parco Bernardine, grazioso parco dove si può visitare la chiesa di Sant’Anna. E’ ora di visitare la Repubblica di Uzupis.  Ebbene sì, nel cuore di Vilnius esiste una mini Repubblica (Uzupis= l’altro lato del fiume). Si tratta di un quartiere storicamente abitato da ebrei, quasi tutti sterminati durante l’olocausto. In seguito all’olocausto, vi si insediarono senzatetto, tossici e prostitute. Il 1°aprile 1997 Roman Lileikis (poeta,musicista e regista lituano), dichiarò la fondazione della Repubblica Indipendente di Uzupis, dotata di una bizzarra Costituzione, un Presidente, un piccolo esercito e di una bandiera a quattro colori (una per ciascuna stagione).  Idea nata per gioco per riprendere il controllo di questo quartiere abbandonato, degradato e pericoloso ma che ebbe successo immediato. Persino il Dalai Lama ne è diventato cittadino onorario. Non dimenticate di farvi mettere il Visto anche sulla mano se lo vorrete…  Ultima attrazione da visitare in città è il Bastione con le sue mura cittadine detto anche “Barbacane”. Costruzione in stile Rinascimentale che consiste in una torre installata nel muro di difesa della città, con sotterranei per le armi. Venne costruito nel XVII secolo ma danneggiato durante le guerre coi russi.  Dalla terrazza si ammira tutto il centro storico della città. E’ ora di lasciare la città prendendo il bus dalla Vilniaus Autobusu Stotis con destinazione Trakai. Piccola cittadina a meno di 30km di distanza. L’attrazione principale di questa rinomata meta turistica baltica è il Castello di Trakai, interamente ricostruito dopo l’occupazione russa.  Terminato il giro al castello sono numerose le attività che si possono fare in questo luogo tranquillo e affascinante. E’ possibile fare camminate in riva al lago, un giro in barca a vela o col battello oppure visitare le numerose bancarelle di souvenir presenti. Vi consiglio di andarvene dalla Lituania solo dopo aver assaggiato un loro piatto tipico. Io ho assaggiato i “Cepelinai”, giganti gnocchi di patate ripieni di carne e spezie. Il condimento è fatto con lardo, cipolla e panna acida. Non proprio leggeri ma assolutamente da provare! 

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In giro per Chisinau e la sconosciuta Transnistria

13-16/07/2018

CHISINAU – MOLDAVIA

La mia infinita voglia di esplorare mi porta a prenotare un biglietto aereo per Chisinau, capitale della Repubblica di Moldavia. Volo diretto con la Wizzair dall’aeroporto di Bergamo (209,98 €). E’ possibile raggiungere il centro città con il bus n°30 (2 Lei =0,10 €) oppure con il taxi (150 Lei = 7,50 €). Ovviamente scelgo l’opzione più economica e, dopo circa 50 minuti, scendo alla fermata sul Boulevard Stefan Cel Mare Si Sfint (strada principale della città). Da qui raggiungo a piedi l’Amazing Ionika Hostel (str. Kogalniceanu 16) il cui proprietario è Rubens un italiano trasferitosi in Moldavia (3 notti = 25,80 €). Arrivato all’ostello, deposito lo zaino, ritiro la mappa della città e ritorno sul “Boulevard” principale dove si trovano il Parlamento e la Casa del Presidente. A pochi isolati di distanza si pùò ammirare l’Arco di Trionfo con orologio che celebra la vittoria nel XIX secolo della Russia sull’Impero Ottomano. Dall’arco si accede al Parcul Stefan Cel Mare, piccolo e grazioso parco al cui interno è possibile visitare la Cattedrale di Chisinau. Proseguendo ancora per la via principale, passo di fianco alla Sala degli Organi e al Teatro Eminescu. Infine faccio un giro nell’affollato Big Bazar, pieno di bancarelle. Dietro a questo Bazar si trova la stazione centrale dei bus. Stazione che mi servirà domani per raggiungere la città di Tiraspol in Transnistria. Per quanto riguarda i musei consiglio di visitare:

  • Museo d’arte (Muzeul National De Arta Al Moldovei) 10 Lei
  • Museo di Storia (Muzeul National De Istorie A Moldovei) 10 Lei
  • Museo Etnografico (Muzeul National De Etnografie Si Istorie Naturala) 10 Lei 

Merita una visita anche il grande parco “Parcul Valea Morilor” a cui si accede da una maestosa scalinata abbellita con una grande fontana che porta ad un grande lago (Iacul Valea Morilor).  In questo bellissimo parco decido di tornarci la sera in compagnia della mia amica giapponese Kana, conosciuta in ostello.  Cielo limpido, pochissime luci e ci godiamo lo spettacolo delle stelle cadenti. Tra una stella e l’altra facciamo ritorno in ostello alle 5 del mattino…

Ultima attrazione da visitare a Chisinau è la Torre dell’Acqua (Turnul De Apa) 10 Lei. Chiamata così perché in passato era la parte principale del sistema idrico della città. Venne distrutta parzialmente da un terremoto e ricostruita. Attualmente è utilizzata come torre panoramica per ammirare la città dall’alto. Infatti dopo aver percorso un po’ di gradini arriverete alla terrazza. Godetevi la città di Chisinau anche dall’alto. 

Per la sera consiglio vivamente di fare un giro al Barbar, grazioso disco-pub affollato di giovani. Ingresso 150 Lei che include 2 free drinks.

TIRASPOL – TRANSNISTRIA

Dalla stazione centrale dei bus, ogni mezz’ora, parte un bus per la Transnistria. Il viaggio dura 1h30’ circa, tempo che può variare in base al traffico presente alla dogana. La Transnistria è uno Stato Indipendente de facto dal 1990 (non riconosciuto dalla Comunità Internazionale). La capitale è Tiraspol, lingua ufficiale il russo, moneta il Rublo della Transnistria. In seguito al non riconoscimento da parte della Comunità Internazionale, viene definito “Paese fantasma”. Alla dogana mi viene rilasciato un Visto di 9 ore.  Appena entrato in Transnistria passo davanti alla Fortezza di Bender, dopodiché arrivo alla capitale Tiraspol. Da visitare c’è ben poco. Inizio dal mercato coperto della frutta pieno di anziani vestiti come i nostri nonni ai tempi del dopoguerra. Percorro la via 25 Ottobre, via principale della città dove si trovano le principali e poche attrazioni. Cammino affianco al fiume Dnestr, passo il monumento a Lenin ed arrivo alla Piazza Suvorov dove si trova un enorme statua di un uomo a cavallo: si tratta di Alexander Suvorov, militare russo. Qui sventolano due grosse bandiere: quella russa e quella della Transnistria.  Poco distante si trovano il Tank Monument, carro armato sovietico di fronte alla fiamma perpetua che commemora il cimitero degli eroi.  Dietro al carro armato inizia il Parco de Wallant che conserva numerose statue di busti di personaggi storici tra cui Wallant stesso e Caterina II. Passeggiando per la città si possono vedere anche le ambasciate della Repubblica dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud, unici Paesi che riconoscono la Transnistria. E’ vero, la Farnesina sconsiglia la visita di questo “Paese fantasma” ma a mio avviso se volete vedere qualcosa che in minima parte ricorda l’ex URSS, una veloce visita ci sta. Ma occhi ben aperti! Nel tornare ammiro la bellissima natura transnistriana. Enormi distese di campi di girasole colorano la strada del rientro verso Chisinau e ahimè verso casa… 

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Weekend tra Amsterdam e i mulini a vento

01/12 – 04/12 2017

Amsterdam

Intorno al 1200, sulle rive del fiume Amstel  venne fondato un villaggio di pescatori, in corrispondenza di una diga (Dam), da cui il nome originario “Amsteldam”. La città di Amsterdam si sviluppa all’interno di una fitta rete di canali per cui viene soprannominata la “Venezia del Nord”. E’ la capitale dei Paesi Bassi (chiamati così in quanto circa la metà del territorio si trova a meno di 1m sul livello del mare e il 20% di esso si trova sotto il livello del mare). Ma in molti la reputano anche come capitale mondiale delle biciclette. Infatti si trovano più biciclette che persone!

Souvenir dei famosi zoccoli olandesi

01/12

Parto dall’aeroporto di Bergamo Orio al Serio ed arrivo all’aeroporto Schiphol dopo 1h e 40’ di volo con la compagnia aerea olandese KLM. Una delle migliori che abbia mai utilizzato. Aspetto Rosa, mia compagna non solo di avventure, che arriva da un volo proveniente da Napoli. Saliamo sul treno che dall’aeroporto, in meno di mezz’ora, porta in centro città. La nostra fermata però è un po’ in periferia. Scendiamo a “Amsterdam Bijlmer Arena” (di fronte all’Amsterdam Arena dell’Ajax FC).  Da qui raggiungo a piedi il Joy Hotel.

02/12

Raggiungiamo la zona dei musei e per prima cosa visitiamo il Van Gogh Museum che possiede la più grande collezione di opere del pittore olandese Vincent Van Gogh. Finalmente mi trovo davanti ad opere famosissime come: La Casa Gialla e ad una delle varie realizzazioni de I Girasoli.

Sempre nella zona dei musei è possibile visitare il Rijksmuseum (Museo Statale) e il Stedelijk Museum (Museo di Arte Moderna e Contemporanea).

Rijksmuseum

Terminata la visita al museo, ci addentriamo nel quartiere Jordaan. Punto di partenza per la visita di questo quartiere è la Westertoren, una torre alta 85m che si trova vicino alla chiesa Westerkerk. Qui si trovano case storte, alcune stortissime ed è reputato dagli stessi olandesi come uno dei quartieri più amati e conosciuti di Amsterdam.

E’ la volta della casa di Anne Frank, il cui indirizzo è Prisengracht 263, museo dal 1960. Una lunga fila di persone attende l’ingresso nella casa. Chiedo se c’è disponibilità di biglietti e mi viene risposto che è tutto prenotato per settimane… Meglio andare a riscaldarsi in un locale vicino e gustarsi un pancake caldo.

Anne Frank Huis

Anne Frank

Anne Frank era una ragazzina ebrea costretta a nascondersi durante la Seconda Guerra Mondiale per sfuggire ai nazisti. Visse in clandestinità insieme ad altri sette compagni ad Amsterdam nella casa che oggi è diventata un museo. Dopo oltre 2 anni vennero scoperti e deportati nei Campi di Concentramento in Germania. Otto Frank, padre di Anne, fu l’unico sopravvissuto. Anne divenne famosa grazie al diario che scrisse durante il suo periodo passato in clandestinità. Nata nel 1929 a Francoforte sul Meno in Germania, morì nel 1945 nel campo di Concentramento di Bergen – Belsen in Germania.

Tappa successiva è Piazza Dam, la più famosa di Amsterdam, nata come piazza del mercato. Si trova nella “zona nuova” e da qui è possibile vedere il Palazzo Reale (Koninklijk Paleis), la Chiesa Nuova (Nieuwe Kerk) e il famoso museo delle cere Madame Tussauds Scenerama. Il nome della piazza si riferisce alla diga (Dam) costruita intorno al 1200 sul fiume Amstel.

Palazzo Reale

A poca distanza dalla piazza principale c’è il Nieuwmarkt. E’ anch’essa una piazza dove risiede una forte minoranza cinese, infatti i cartelli sono scritti in doppia lingua: olandese e cinese. L’edificio simbolico è la Waag (pesa pubblica). E’ la più antica porta cittadina rimasta risalente al periodo medievale della città.

Infine, in questa intensa giornata, facciamo un giro nel quartiere De Wallen, famoso come quartiere a luci rosse. Di sera l’intensa luce rossa acceca e le strade si riempiono di clienti e di curiosi. Qui la prostituzione è legale e si possono trovare asili, chiese e scuole accanto a queste case.

03/12

Zaanse Schans

Non si possono visitare i Paesi Bassi senza vedere i mulini a vento. Il paese più vicino ad Amsterdam per visitarli è Zaanse Schans raggiungibile dalla stazione centrale di Amsterdam in soli 15’ di treno. Scendiamo alla stazione “Zaandijk Zaanse Schans” e da subito ci facciamo guidare dal profumo di cacao delle industrie presenti che lo lavorano. Con una passeggiata di una decina di minuti arriviamo al ponte sul fiume Zaan da dove si iniziano a vedere i mulini a vento.

Zaanse Schans era un villaggio che contava oltre 600 mulini a vento mentre oggi ne restano solo una decina. Qui la forza del vento era sfruttata per frantoi, segherie, per macinare i minerali e per alimenti come la mostarda e il cacao stesso.

Qualche mulino è visitabile anche all’interno, alcuni a pagamento ed altri gratuitamente.

Nel pomeriggio rientriamo ad Amsterdam e nonostante una debole pioggerellina ne approfittiamo per fare la crociera sui canali della città. Tappa imperdibile per chi visita questa bellissima città.

Infine un ultimo saluto a questa meravigliosa città. Non credevo mi piacesse. Troppo associata al sesso ed alla marijuana. Posso dire che ha anche tanto altro da mostrare…

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Tour della Polonia: Cracovia, Auschwitz, Varsavia, Poznan, Breslavia

15/07 – 23/07 2017

POLONIA

Cracovia

In passato capitale della Polonia, oggi ne rimane come principale centro culturale e meta turistica internazionale del paese. Famosissima per il suo piccolo e curatissimo centro storico tutelato dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Vista della Rynek Glowny dal Krakow Hostel

La mia visita inizia dal Barbacane (Barbakan Krakowski), una fortificazione a difesa della Porta Floriana. Questo bastione ha 7 torri gotiche e mura spesse 3m. Oltrepassando questa porta si accede alla città vecchia e si arriva nell’immensa piazza principale della città: Rynek Glowny. Originariamente costruita per ospitare il mercato cittadino è ad oggi la più grande piazza mediavale d’Europa.    Una piazza quadrangolare che misura circa 200m di lato, divisa a metà dal Palazzo del Tessuto che ospita il mercato dei tessuti (Sukiennice) e la sede della Galleria di pittura del XIX secolo. Il piano terra del palazzo, invece, è occupato da negozi di souvenir ed artigianato.

Porta Floriana

Barbakan Krakowski

In un angolo della piazza si trova la bellissima Basilica di Santa Maria (Bazylika Mariacka) in stile gotico.

Bazylika Mariacka

Dopo aver girato la Rynek Glowny in lungo e in largo, raggiungo la collina del Wawel dove si trovano il Castello Reale del Wawel (Zame Krowlewski na Wawelu) e la Cattedrale del Wawel (Katedra Wawelska) che contiene il museo dedicato a Papa Giovanni Paolo II.

Zamek Krolewski na Wawelu

Katedra Wawelska

Giardino della Collina del Wawel

Procedendo a sud della collina arrivo nel quartiere ebraico, il Kazimierz in nome del suo fondatore, il Re Casimiro il Grande. Questo quartiere è diviso in zona cristiana (ad ovest) e zona ebraica (ad est). Qui vi abitarono circa 65000 ebrei prima che venissero deportati nei campi di sterminio nazisti.

quartiere Kazimierz

Proseguo raggiungendo via Lipowa. Qui si trova la fabbrica Schindler (Fabryka Schindlera) fondata da Oskar Schindler.

Fabryka Schindlera

Oskar Schindler era un imprenditore tedesco che acquistò questa fabbrica di stoviglie in cui vi fece lavorare circa 1200 ebrei. Quando iniziò la deportazione degli ebrei da parte dei nazisti, li salvò dichiarando che erano fondamentali per la produzione di pentole destinate all’esercito tedesco. Questa fabbrica è oggi un museo .

Questa storia venne raccontata nel film del regista Steven Spielberg “Schindler’s List” le cui scene vennero girate nel quartiere Kazimierz.

Il biglietto del museo permette di visitare anche l’Apoteka Pod Orlem (Farmacia Sotto l’Aquila). Qui vi lavorava Tadeusz Pankiewicz che insieme alle sue assistenti Irene, Helena e Aurelia salvò numerosi ebrei dalla persecuzione, curandoli, dandogli rifugio e procurandogli tinte per capelli per mascherare le proprie identità durante le perquisizioni naziste.

Apoteka Pod Orlem

Tadeusz scrisse le sue memorie nel libro “Il Farmacista del Ghetto di Cracovia”.

Per chi fosse interessato all’arte, consiglio di visitare il Museo Nazionale al cui interno potrete visitare ma non fotografare la famosissima opera d’arte”Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci.

CAMPO DI CONCENTRAMENTO E STERMINIO TEDESCO NAZISTA DI AUSCHWITZ BIRKENAU

(1940 – 1945)

Non ci sono parole per descrivere le mie sensazioni e i miei pensieri durante la visita a questo campo di concentramento. Una cosa è certa: ne sono uscito cambiato. Ho deciso di documentare la mia visita solo attraverso le foto…

Varsavia

Arrivo in treno alla stazione centrale di Varsavia, capitale della Polonia. Una città che fu distrutta quasi completamente durante la Seconda Guerra Mondiale. Uscito dalla stazione mi trovo di fronte ad un enorme grattacielo. E’ il Palazzo della Cultura e della Scienza (Palac Kultury i Nauki ), edificio in stile sovietico che fu donato alla Polonia dall’Unione Sovietica. E’ ad oggi l’edificio  più alto del Paese.

Palac Kultury i Nauki

Proseguo in direzione della città vecchia (Stare Miasto) imboccando via Świętokrzyska e svoltando a sinistra nella Nowy Świat (via Nuovo Mondo). Passo di fianco al Monumento Nicolò Copernico (Pomnik Mikolaja Kopernika), a due graziosissime chiese cattoliche ed arrivo al Palazzo Presidenziale (Palac Prezydencki).

Pomnik Mikolaja Kopernika

Infine giungo finalmente nel centro storico della città. Tutto ricostruito dopo il conflitto mondiale. Qui sono raccolti i maggiori monumenti e luoghi di interesse. Partendo dal Castello Reale (Zamek Krolewski), residenza dei monarchi polacchi, passando per la piazza mercato (Rynek Starego Miasta), arrivando al Barbacane (Barbakan Warswawski).

Zamek Krolewski

Rynek Starego Miasta

Barbakan Warszawski

Oltrepassata la città vecchia, visito il Museo Marie-Curie (Muzeum Marii Sklodowskiej-Curie).

Torno indietro fino al Castello Reale per attraversare il ponte sul fiume Wisla (Vistola in italiano) che mi permette di raggiungere il quartiere Praga. Uno dei pochi sopravvissuti ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e quindi uno dei più antichi. Ex area a prevalenza ebraica, ex quartiere operaio, ex zona malfamata. Qui sembra che il tempo si sia fermato. Brutti palazzoni, disoccupazione elevata, sembra di essere completamente in un’altra città. Chi abita qui è costretto a fare il pendolare, diretto dall’altra parte della Vistola.

Quartiere Praga

Proseguo fino ad arrivare allo Stadio Nazionale “PGE Narodowy“.

Stadio Nazionale “PGE Narodowy”

E’ ora di tornare nella sponda principale della città e lo faccio attraversando l’avveniristico ponte Swietokrzyski alla cui fine vengo accolto dalla statua simbolo di Varsavia: una sirena che tiene in mano una spada e sull’altra uno scudo. Come a voler difendere quello che la guerra in precedenza aveva distrutto.

Ponte Swietokrzyski

La sirena di Varsavia

Vicinissimo è possibile visitare il Centrum Nauki Kopernik, un museo della scienza la cui attrazione principale è il planetario “Cielo di Copernico”.

Centrum Nauki Kopernik

Infine visito il museo dedicato al compositore e pianista Fryderik Franciszek Chopin.

“Street Art” davanti al Museo Chopin

Per concludere la mia visita della capitale polacca,mi dirigo al Parco Lazienki, uno dei maggiori parchi pubblici della città. Al suo interno sorge il bellissimo Palazzo sull’acqua.

Palazzo sull’acqua

Poznan

E’ la volta di Poznan, città di mezzo milione di abitanti. Qui ci si trova più vicini a Berlino che a Varsavia. Anche qui, come in ogni altra città della Polonia, le principali attrazioni turistiche sono concentrate intorno alla Stary Rynek (piazza vecchia) e al municipio (Ratusz).

Assolutamente da visitare anche la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo situata sull’isola Ostrow Tumski.

Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo

Consiglio anche di fare un giro al Parco Cytadela che si trova all’interno di una fortificazione del XIX secolo: il Forte Winiary. Questo parco contiene un museo militare, un cimitero militare e i resti della fortificazione.

Museo militare

Come si può vedere non c’è moltissimo da visitare in questa città ma ho potuto constatare che è piena di giovani e di vita a qualsiasi ora essendo una delle più importanti città universitarie. Ciò non toglie il fatto che sia stato piacevole visitarla!

Wrocklaw (Breslavia)

Ultima tappa del mio viaggio in Polonia è la città di Wrocklaw (Breslavia dal tedesco “Breslau”). In passato chiamata la “Venezia del nord” grazie alla sua posizione sul fiume Oder e per i suoi numerosi ponti presenti: ci sono 12 isole collegate da 112 ponti.

Il centro storico è pieno di chiese, tutte ricostruite dopo la guerra. Esiste, vicino alla piazza mercato, un quartiere chiamato “delle Quattro Fedi”. Qui convivono quattro religioni diverse. In meno di 300m ci sono una chiesa cattolica, una protestante, una ortodossa e una sinagoga.

Merita una visita, soprattutto se siete una coppia, il Ponte Verde (detto anche dei Sospiri) dove gli innamorati mettono un lucchetto coi propri nome e gettano la chiave nel fiume Oder.

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Weekend tra Skopje e Pristina

01/09 – 04/09 2017

PRISTINA – KOSOVO

Il motivo principale di questo viaggio è la curiosità di scoprire il “neonato” Kosovo. Il 17 febbraio 2008, la Repubblica del Kosovo si è auto dichiarata indipendente ed è stata riconosciuta dalla metà degli Stati aderenti all’ONU.   5000 soldati italiani parteciparono alla missione delle Nazioni Unite denominata KFOR (Kosovo Force) per garantire la sicurezza. Oggi ne sono rimasti circa 500 svolgendo anche funzioni di comando.

01/09

Atterro in serata all’aeroporto Alessandro Magno di Skopje (Macedonia) con un volo WizzAir. Cambio i soldi in Dinari Macedoni (1€ = 60 MKD circa),salgo sul bus della Vardar Express che con poco meno di 3€ porta alla stazione centrale della città. Da qui, in 15’ di camminata raggiungo la piazza principale dove poco distante mi aspetta l’Unity Hostel.

02/09

Sveglia alle 5:00, ritorno alla stazione centrale e prendo il bus delle 6:00 diretto a Pristina (Kosovo). Partito in perfetto orario, dopo mezz’ora di tragitto raggiungo il confine. Il poliziotto si perde a guardare i visti sul mio passaporto e prima di riconsegnarmelo esclama: “Welcome to our beautiful Country”… Sono le 8:00 di una bellissima mattinata e mi trovo già in giro per la città.

La cosa che mi colpisce subito di questa città è la sua multiculturalità, infatti si alternano di continuo chiese ortodosse a moschee e si vedono persone di diversa etnia e religione convivere pacificamente.

Cosa visitare a Pristina?

Comincio a visitare la città dal Bulevardi Nene Tereza (viale pedonale dedicato a Madre Teresa) dove si trovano le statue dedicate alla Santa e all’eroe albanese Skanderbeg. A sud del centro si arriva alla Biblioteka Kombetare e Kosoves “Pjeter Bogdani” (biblioteca nazionale) simbolo dell’epoca jugoslava. Resterete colpiti dalla “bruttezza” dell’edificio che non a caso è stato classificato dal Daily Telegraph come uno degli edifici più brutti del mondo.

Biblioteka Kombetare e Kosoves “Pjeter Bogdani”

Dal lato opposto  del viale pedonale si trova l’ex Hotel Union, un bellissimo edificio ristrutturato dal gruppo italiano Benetton che vi ha poi aperto al suo interno un grande negozio di abbigliamento. Proseguendo oltre si arriva nella zona più antica di Pristina dove si trovano la Moschea della Carshia (Xhamia e Mbretit ), la Sahat Kulla (torre dell’orologio) e il Museo del Kosovo. Poco distante è possibile visitare il Museo Etnografico “Emin Gjiku” e la zona del vecchio Bazaar.

Fuori dal centro restano altri due monumenti da visitare: la Cattedrale di Madre Teresa e il Monumento “NewBorn” dedicato al “neonato” Kosovo.

“NewBorn”

Katedralja e së Holy Nënë Tereza në Prishtinë

Infine, Pristina è l’unica città al mondo ad aver dedicato una statua ed una via al Presidente americano Bill Clinton per ringraziarlo del suo supporto durante la guerra del 1999.

Terminata la visita della città, con la stanchezza che mi assale, raggiungo il Backpackers Hostel per riposarmi un pò.

Non aspettatevi molto da questa città. Se conoscete la storia varrà la pena passare una giornata a Pristina e stare in mezzo a persone che hanno vissuto la guerra non molti anni fa…

“FREEDOM” in un parco di Pristina

SKOPJE – MACEDONIA

La Repubblica di Macedonia è una nazione che conta poco più di 2 milioni di abitanti, di cui oltre un quarto vivono nella capitale Skopje. Qui il 26 agosto 1910 nacque Anjezë Gonxhe Bojaxhiu conosciuta da tutti come Madre Teresa di Calcutta.

La Macedonia inoltre rivendica alla Grecia la paternità di uno dei più celebri conquistatori e strateghi della storia: Alessandro III di Macedonia, noto anche come Alessandro Magno.

03/09

Rientrato dal Kosovo di primo mattina, esco subito a visitare la città.

Cosa visitare a Skopje?

Il giro della città comincia da Piazza Macedonia (Plostad Makedonija), dove mi accoglie l’imponente statua denominata “warrior on a horse” ovvero “guerriero a cavallo”. Si tratta della statua di Alessandro Magno in sella al suo bucefalo, una statua di bronzo di 23m posta su un piedistallo di 10m.

Piazza Macedonia

statua “warrior on a horse”

Vicino alla piazza si raggiunge facilmente la Porta Macedonia e successivamente il Memoriale di Madre Teresa (ingresso gratuito).

Porta Macedonia

Memoriale Madre Teresa

Terminata la visita all’interessante memoriale, torno alla piazza principale per percorrere il Ponte di Pietra che attraversa il fiume Vardar. Superato il ponte si giunge al Museo Archeologico di Macedonia e se si prosegue dritto, come faccio io, si entra nella zona del vecchio Bazaar. Una zona bellissima ed antica che porta visibili i segni della dominazione turca.

Ponte di Pietra

vecchio Bazaar

Dal vecchio Bazaar, salendo “qualche” gradino, si arriva alla Fortezza Kale (Skopsko Kale). Questa fortezza, costruita dai bizantini durante il vi secolo, domina Skopje dall’alto ed è un ottimo punto panoramico per i numerosi turisti che la visitano.

Skopsko Kale

Diciamo che le attrazioni principali sono terminate, ma se siete amanti dell’arte e delle statue, potete perdervi girando a caso per la città ammirando le centinaia di statue presenti ovunque.

Infine, Skopje si è rivelata una piacevole scoperta. Carina, tranquilla e molto low cost. Ottima per passare un bel weekend.

Tramonto a Skopje

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