Cambogia, dal terribile passato dei Khmer rossi ai meravigliosi templi di Angkor

La Cambogia è un piccolo paese del sud est asiatico ricco di storia. Erede del potente impero “khmer” che governò parte degli odierni Thailandia, Laos e Cambogia durante il periodo angkoriano. Questo periodo ci ha lasciato i meravigliosi templi di Angkor che restano il complesso archeologico più bello di questa zona.

Phnom Penh è la capitale della Cambogia, città caotica ma relativamente piccola. La maggior parte delle attrazioni si trovano sul lungofiume del Mekong e sono facilmente raggiungibili a piedi.

L’attrazione principale della città è il Palazzo Reale con il caratteristico tetto khmer color oro. Essendo la residenza ufficiale del re, è possibile visitare la Sala del Trono con la sua torre alta 59m e qualche edificio vicino come la Pagoda d’Argento, chiamata così per la presenza di oltre 5000 piastrelle d’argento.

Il Museo Nazionale di Cambogia, invece, permette di visitare la più bella collezione di sculture khmer esistente al mondo.

Sulla cima di una collina alta 27m si trova il Wat Phnom, tempio che secondo la leggenda venne costruito per ospitare 4 statue del Buddha, portate dal fiume Mekong e trovate da una signora di nome Penh. Si accede al tempio tramite una grande scalinata decorata con leoni e naga (serpenti mitologici).

Questo meraviglioso paese ha attraversato un bruttissimo periodo storico che non deve assolutamente essere dimenticato. Nel 1975 il liceo Tuol Svay Prey venne occupato dai militari di Pol Pot (rivoluzionario e dittatore cambogiano) e trasformato in carcere di massima sicurezza sotto il nome di S-21. Qui vennero praticate le peggiori torture del paese. Oggi è possibile visitare questo luogo il cui nome è stato cambiato in Museo del Genocidio Tuol Sleng.

In pochi anni, dal 1975 al 1978, oltre 17000 persone torturate nel carcere S-21 furono deportate nei Campi di Sterminio di Choeung Ek. Quando questi campi vennero liberati dall’esercito vietnamita (1979) furono trovati in vita solo 7 prigionieri.

Questa visita vi assicuro che è molto sconvolgente in quanto certi crimini non sono stati compiuti solo in Europa durante il nazismo o il comunismo in Russia. Sono avvenuti o avvengono tuttora in molte parti del mondo soprattutto in posti poco conosciuti e lontano dall’attenzione di tutti.  Come disse lo scrittore spagnolo George Santayana: “Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla”.

Complessivamente i Khmer rossi (seguaci del Partito Comunista cambogiano guidati da Pol Pot) sterminarono 1,6 milioni di cambogiani pari a quasi un quarto della popolazione totale.

Dopo questa toccante visita, raggiungo la città di Siem Reap come base per visitare il complesso dei Templi di Angkor.

Questo sito è talmente grosso che consigliano una visita di 3 giorni. Se siete abbastanza coraggiosi come lo sono stato io, armatevi di una mountain bike, di tanta acqua ed esplorate tutto in bicicletta. Godrete di una vista meravigliosa durante il tramonto e respirerete la bellezza e la storia di questo luogo circondato da una meravigliosa natura.

Angkor Wat
Gli appassionati di Tomb Raider riconosceranno sicuramente questo luogo

Laos, una delle mete più affascinanti del continente asiatico

Sono le 6:30 di mattina quando il treno ferma a Nong Khai, ultima fermata a pochissimi km dal confine con la Repubblica Popolare Democratica del Laos. Dopo 10 lunghe ore di viaggio con un treno da Bangkok sono pronto ad attraversare per la prima volta un confine a piedi col mio fedele zaino sulle spalle.

È mattino presto ma il Friendship Bridge è già molto affollato. Questo confine è un ponte fatto costruire dal governo australiano che mise definitivamente fine alla tensione tra Laos e Thailandia. Dopo qualche ora il mio Visto di ingresso è pronto.

Eccomi ufficialmente nel Laos, antica colonia francese che faceva parte della Federazione  indocinese che comprendeva l’attuale Thailandia, Cambogia e Vietnam. Qui non è difficile incontrare cittadini francesi che scelgono di godersi la pensione in questo paese tranquillo ed economico.

Vientiane è la capitale del Laos, piccola città di 750 000 abitanti situata su una insenatura del fiume Mekong. È molto semplice girare la città noleggiando una bicicletta o prendendo i qui diffusi Tuk Tuk (Apecar convertiti in taxi).

Il monumento più importante della città è il Patuxai, dedicato ai caduti durante le guerre. Si tratta di una replica dell’Arco di Trionfo di Parigi decorato con icone Buddhiste e divinità mitologiche induiste. Intorno a questo monumento c’è un giardino con una bella fontana donata dal governo cinese.

Come itinerario ho scelto quello consigliato dalla guida Lonely Planet, un percorso di 6 km fattibile sia a piedi che in bicicletta. Ho scelto di percorrerlo in bici per accorciare i tempi morti e godermi quindi di più le visite alle principali attrazioni.

Parto dal Palazzo presidenziale, costruito per ospitare il governatore francese della colonia.

Poco distante mi fermo al Wat Si Saket, tempio che contiene migliaia di statue del Buddha.

A breve distanza si trova anche il Haw Pha Kaeo, museo nazionale di arte sacra.

Concedetevi una pausa camminando dentro al mercato più grande di Vientiane: Talat Sao.

Tappa successiva è il Patuxai ed infine come museo ho scelto di visitare il Museo Nazionale del Laos.

Se invece la vostra curiosità non è ancora soddisfatta ci sono numerosi altri templi da vedere: Wat In Paemg, Wat Ong Teu Mahawihan, Wat Hai Sok e Wat Mixai.

Non fatevi mancare una passeggiata sulla riva del fiume Mekong, settimo fiume più lungo del mondo ma difficile da navigare per le sue forti variazioni stagionali e cascate presenti.

LUANG PRABANG

Il mio carissimo amico Max mi ha consigliato questa cittadina situata nel nord del paese. “vai a Luang Prabang, non te ne pentirai” mi disse.

Le pessime strade del Laos rendono gli spostamenti via terra molto lenti. L’autobus che copre la tratta Vientiane – Luang Prabang impiega più o meno 10 ore. La maggior parte del territorio è costituito da foresta pluviale tropicale di latifoglie sempreverdi e questo rende il viaggio decisamente più piacevole.

Improvvisamente il pullman si ferma e l’autista ci avvisa che si è bucata una ruota. Trovandoci su una strada pericolosa, senza segnaletica ne asfalto, ci fa scendere tutti ad attendere al sicuro la sostituzione dello pneumatico. Scendo dal pullman e mi ritrovo nel bel mezzo della foresta. Resto letteralmente a bocca aperta e mi metto a scattare diverse foto. Che fortuna!

Finalmente metto piede a Luang Prabang. Luogo unico al mondo dove il tempo pare essersi fermato. Situata accanto al Mekong, questa cittadina fa parte dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO. In questa regione è possibile praticare molti sport quali trekking, mountain bike e kayak.

L’evento imperdibile della città è il tak bat, la processione dei monaci buddisti all’alba che ricevono le offerte quotidiane da parte degli abitanti del posto. Le offerte prevedono soprattutto cibo come riso e verdure.

Il tempio più antico e caratteristico della città è il Wat Xieng Thong col suo meraviglioso tetto a spiovente.

Il resto vi consiglio di scoprirlo a bordo di una bicicletta per godere della natura circostante e della tranquillità di questa meravigliosa cittadina.

Insomma, grazie Max. Non potevi darmi consiglio migliore.

Le “Meraviglie” della Giordania

Perché andare in Giordania?

È un paese ricco di storia e tradizioni, la destinazione più sicura in Medio Oriente. Terra di racconti biblici, panorami mozzafiato, gente ospitale e custodisce una delle sette meraviglie del mondo moderno. La Giordania ha tantissimo da mostrare e negli ultimi anni è diventata la meta preferita dai turisti occidentali.

Cosa vedere?

La mia avventura in questo meraviglioso paese è durata 8 giorni e questo è stato il mio itinerario:

Monte Nebo

Luogo da cui Mosè contemplò la Terra Promessa. Sulla cima del monte c’è il Memoriale di Mosè, una chiesa con bellissimi mosaici. Da quassù si possono vedere il Mar Morto, Israele e i Territori Palestinesi.

Madaba

Cittadina celebre per i suoi mosaici di epoca bizantina. Il più visitato è quello che raffigura una carta geografica presente sul pavimento della Chiesa di San Giorgio. Oltre alla chiesa bisogna assolutamente visitare il Parco Archeologico e la Chiesa della Decapitazione di Giovanni Battista. A Madaba inoltre è presente una delle più grandi comunità cristiane della Giordania.

Umm Ar Rasas

Lungo la strada dei Re si trova questo luogo apparentemente poco attraente ma con una storia interessantissima. Si tratta di un Sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Costruita nell’epoca romana con diverse fortificazioni a protezione dell’impero. L’attrazione principale del sito è la Chiesa di Santo Stefano al cui interno ci sono dei bellissimi mosaici ben conservati.

Wadi Mujib

“Il Grand Canyon della Giordania”. Basta questa definizione per far capire la maestosità di questa zona. Dalla strada si gode di un panorama che lascia letteralmente senza parole.

Al-Karak

Antica roccaforte crociata. Fu teatro di una leggendaria battaglia tra i crociati e le armate musulmane di Saladino. È una delle attrazioni principali della Giordania.

Castello di Shobak (Montreal)

Affascinante castello, anticamente chiamato Mons Realis o Montagna Reale, fatto costruire dal re crociato Baldovino I e successivamente occupato dai Mamelucchi.

Petra

Antica città nabatea nascosta tra i canyon, scoperta da Johann Ludwig Burckhardt nel XIX secolo dopo essersi travestito da beduino per accedere in quest’area altrimenti impossibile da raggiungere. Proclamata come una della “Sette Nuove Meraviglie del Mondo” è il sito più visitato della Giordania. L’attrazione più famosa è il Tesoro (Al Khazneh), la porta scavata nella roccia che si vede in ogni foto su Petra. Da non bisogna perdere altri luoghi come il Monastero (Al Deir), l’Altura del Sacrificio (Al Madbah), le Tombe Reali. Poco distante dal sito c’è anche la Piccola Petra molto bella e poco visitata. Inoltre è possibile visitare Petra di notte con tour organizzati in giorni e orari prestabiliti.

Wadi Rum

Questa regione è nota grazie a Thomas Edward Lawrence conosciuto meglio come Lawrence d’Arabia che abitò qui durante la Rivolta Araba nel 1917. Il “Wadi Rum” è un Deserto roccioso in cui trascorrere mezza giornata o una nottata alloggiando presso i villaggi beduini o campi tendati. È un’area protetta e per ogni escursione bisogna rivolgersi al centro visitatori. Ci sono anche tour abusivi in cui si risparmia ma in caso di incidenti o quant’altro non sarete tutelati né assicurati. A voi la scelta. Consiglio di non perdervi la Sorgente di Lawrence, il Tempio Nabateo e la Casa di Lawrence.

Aqaba

Tappa per gli amanti di snorkeling ed immersione, comoda per chi vuole visitare solamente il Wadi Rum e Petra. È una località di villeggiatura per i giordani essendo l’unica città con sbocco sul mare aperto.

Mar Morto

Il Mar Morto è il punto più basso della Terra e anche uno dei più caldi. L’alta concentrazione del sale presente nell’acqua permette di galleggiare molto facilmente e la maggior parte delle persone si diverte a scattare foto che li ritraggono seduti sull’acqua mentre leggono un giornale. Esistono delle spiagge libere ma sono sconsigliate essendo sprovviste di docce per rimuovere il sale dalla pelle. Pagando invece un ingresso nei vari resort è possibile accedere alle spiagge e godere di una bella doccia. Personalmente sono stato nella spiaggia dell’Amman Beach Resort.

Jerash

Gerasa in epoca romana, è uno dei siti romani più famosi e meglio conservati in Medio Oriente. Imperdibile per gli amanti della storia. Qui si trova una città vera e propria dal Foro, l’Agorà, ben due Teatri, l’Ippodromo ed è possibile vedere e percorrere sia il Cardo Massimo che il Decumano, le due strade principali costruite dai romani. La bellezza e conservazione di questo sito permette di rivivere con l’immaginazione la vita di quell’epoca. Alcuni chiamano Jerash come la “Pompei dell’Asia”.

Castello di Ajloun

Fortezza costruita da un generale di Saladino contro i crociati. Facile da raggiungere se si visita la città di Jerash.

Amman

Capitale della Giordania e città moderna. Di storico conserva il Teatro Romano situato in centro e la Cittadella che sorge sulla collina più alta. Interessante anche il Museo della Giordania e la Moschea di Re Abdullah e il Suq della frutta e verdura per vivere un’esperienza a contatto con la vita quotidiana della gente del posto.

Libano: La “Svizzera” del Medio Oriente

Con qualche timore per le recenti proteste scoppiate in tutto il Libano contro la corruzione del governo, parto per Beirut. Piccola nazione del Medio Oriente definita come “la Svizzera del Medio Oriente”. La capitale Beirut si è sviluppata ispirandosi all’occidente con lussuosi grattacieli, negozi e ristoranti. Nel 1975 il Paese venne colpito da una guerra civile tra musulmani e cristiani che terminò nel 1990.

Dall’aeroporto internazionale di Beirut – Rafic Hariri non ci sono collegamenti per il centro città. Scelgo l’opzione “White Taxi”. Le principali strade della città sono bloccate e chiuse dai manifestanti. Imponente il dispiego di forze dell’ordine e dell’esercito per le strade. Scenario da guerra ma gli animi sembrano ancora calmi. Con qualche difficoltà, infine, arrivo nel quartiere Geitawi dove alloggerò.

Cosa vedere a Beirut?

Downtown: la visita della città non può non partire da qui.

  • Beirut Souk che però non ha nulla a che vedere coi normali souk arabi;
  • Nejmeh Place o Place de l’Étoile in cui si trova uno dei simboli della città: la torre dell’orologio (Rolex), eredità francese;
  • I bagni romani;
  • La Moschea di Mohammad Al-Amin con la sua grande cupola di colore blu;
  • The blob, chiamato anche Beirut Dome o The Egg: edificio di fronte alla moschea.

Gemmayze: quartiere bohémien con vecchie case e bei locali

  • Via Gouraud;
  • St. Nicolas Stairs scalinata che porta al palazzo più bello della città: il Sursock Palace;
  • Sursock Palace: museo di arte moderna e contemporanea.

Terminata la visita al Sursock Palace consiglio di camminare in una zona residenziale molto calma. Perdetevi tra le vie del quartiere Achrafieh.

Tappa successiva e una delle principali attrazioni di Beirut è la “Casa Gialla” o “Barakat Building” o “Beit Beirut”. Bellissimo palazzo un tempo abitato da famiglie della classe media. Edificio rimasto miracolosamente integro che mette in evidenza i segni della guerra civile. Durante il conflitto che ha investito il Libano dal 1975 al 1990, la città di Beirut fu divisa in 2 dalla Green Line: a est la parte cristiana e a ovest quella musulmana. Era un confine con posti di blocco e cecchini sui tetti. La “Beit Beirut” si trovava proprio lungo quel confine e faceva da posto di controllo e base per i cecchini.

Beirut possiede inoltre un interessantissimo Museo Archeologico Nazionale. A mio avviso tappa imperdibile e luogo dove ricaricare le energie in vista della prossima dispendiosa tappa.

Eccomi all’ultima attrazione della città. Raggiungo a piedi il vivace quartiere Hamra dopo una lunghissima camminata. Sul lungomare di Beirut, chiamato Corniche, si trovano le “Pigeon Rocks”, meravigliosi faraglioni da cui ammirare il tramonto.

Se siete amanti della vita notturna vi suggerisco di andare in Armenia Street. Qui locali, party ed alcool non mancano.

Biblo

Dopo aver visitato la capitale libanese, chiedo informazioni su come raggiungere la città di Biblo situata a una quarantina di km a nord di Beirut. Per colpa delle proteste non ci sono pullman diretti e mi consigliano di fermare minibus per strada diretti verso il nord del paese. Dopo poco più di 2 ore controllo la posizione dal GPS e mi faccio lasciare a bordo strada per proseguire a piedi.

Eccomi finalmente a Biblo o Jbeil in arabo. Si tratta di un antichissima città sulla costa del Libano. Qui vi sono le più antiche testimonianze archeologiche dell’era fenicia. Per questo motivo questa città è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità.

Il Libano si è rivelata una bellissima scoperto. Purtroppo al momento non è consigliabile visitarlo ma spero che questa magnifica terra torni a splendere e a vivere nella calma che merita.

Il triangolo d’oro dell’India: Delhi, Agra e Jaipur

04/06 – 12 /06 2016

INDIA

Il triangolo d’oro: Delhi, Agra, Jaipur

Sin da piccolo, vedendo in televisione le immagini del Taj Mahal, sognavo un viaggio in india. Avendo solo 9 giorni a disposizione scelgo di visitare il famoso “Triangolo d’Oro”. Partendo da Delhi, città ricca di enormi contrasti, passando per Agra dove si trova il Taj Mahal, una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno, finendo a Jaipur, la “Città rosa”.

Prima di partire ritiro il Visto presso il K&S Visa Centre – Centro Visti India a Milano in via Marostica, 34. Per informazioni su come ottenere il Visto, visitare il sito www.indianvisamilan.com .

Parto da Malpensa, scalo ad Istanbul ed infine atterro all’aeroporto Indira Gandhi di New Delhi.

Delhi, New Delhi

Capitale dell’India, è una città caotica, sovrappopolata, ricca di storia e cultura. Qui si mescolano due città: la “Old” e la “New” Delhi, un area metropolitana che conta 25 milioni di abitanti rendendola la seconda città più popolosa del mondo dopo Tokyo.

Inizio a visitare la città dalla zona vecchia. Entro nel Forte Rosso passando attraverso l’ingresso principale: Lahore Gate. Questo Forte venne trasformato in caserma dagli inglesi.

Forte Rosso

Proseguo a piedi verso la Jama Masjid, la moschea più grande dell’India il cui cortile può accogliere fino a 25000 fedeli. I suoi minareti sono alti ben 40m.

Jama Masjid

Successivamente, dopo una passeggiata di mezz’ora sotto ad un sole cocente, arrivo al Raj Ghat. Si tratta di una piattaforma in marmo nero che segna il punto in cui venne cremato il Mahatma Gandhi dopo il suo assassinio avvenuto nel 1948. Inoltre il Ghat è circondato da un bellissimo parco.

Raj Ghat

Assolutamente da non perdere il National Gandhi Museum, piccolo ma toccante museo con foto ed oggetti appartenenti a Gandhi tra cui il “dhoti” (indumento tradizionale indiano) che indossava il giorno del suo assassinio.

National Gandhi Museum
Bastone di Gandhi

Mi sposto nella parte nuova della città e raggiungo Connaught Place. Intitolata allo zio di Re Giorgio V, qui vi si trovano numerosi negozi e ristoranti rendendola frequentatissima dai turisti stranieri.

Nelle vicinanze della piazza è possibile visitare il Jantar Mantar e l’Agrasen ki Baoli. Il primo è un osservatorio astronomico realizzato nel 1725 per seguire il movimento delle stelle e dei pianeti. La parola Jantar Mantar nella lingua Hindi equivale al nostro “abracadabra”. Il secondo, invece, è un pozzo a gradini del XIV secolo che in passato sorgeva in mezzo ai campi.

Jantar Mantar
Agrasen ki Baoli

Proseguendo verso sud arrivo ai piedi dell’India Gate, un arco di pietra alto 42m dedicato ai 90000 soldati indiani caduti durante la prima guerra mondiale.

India Gate

Dall’India Gate parte il Rajpath (via Reale) che arriva fino ai palazzi del governo indiano: Rastrapati Bhavan (Residenza Presidenziale) e il Parlamento indiano. Se vi avanza tempo, a metà vialone potete visitare il Museo Nazionale.

Parlamento indiano

Ancora più a sud visito il Gandhi Smriti, un monumento che sorge dove, il 30 gennaio 1948, venne assassinato Gandhi da un fanatico hindu. Qui ci sono delle orme in cemento che rappresentano gli ultimi passi compiuti dal Mahatma e conducono nel punto in cui morì.

Ultimi passi di Gandhi…

Inoltre a breve distanza è possibile visitare anche l’Indira Gandhi Memorial Museum, residenza di Gandhi trasformata in museo.

Se la vostra voglia di visitare la città non viene appagata da tutti questi monumenti, vi consiglio di visitare (avendolo fatto di persona) la Tomba di Humayun, il Tempio del Loto e il sito archeologico Qutub Minar. Sono tutti fuori città e vi servirà tanta pazienza per raggiungerli e visitarli.

La tomba di Humayun è un mausoleo dedicato all’imperatore moghul Humayun.

Tomba di Humayun

Il Tempio del Loto è un tempio bahai, dedicato alla religione bahai. Al mondo esistono soltanto 8 templi dedicati a questa religione.

Tempio del Loto

Infine il complesso archeologico Qutub Minar comprende il minareto in mattoni più alto del mondo con i suoi 72m di altezza.

Qutub Minar

All’interno di questo complesso è presente una colonna di ferro (o colonna di Ashoka) alta 7m e 21 cm, del peso di 6 tonnellate. Risalente almeno al 423 d.C. E’ stata inserita nei Patrimoni dell’UNESCO in quanto da oltre 1600 anni è esposta ai monsoni e non presenta una minima traccia di ruggine. Nessuno sa spiegare il perchè…

Colonna di Ashoka

AGRA

Dalla stazione centrale di Nuova Delhi, via treno, arrivo ad Agra. Mi colpisce un emozione indescrivibile in quanto mi trovo vicinissimo a realizzare uno dei miei più grandi sogni di viaggiatore: visitare il Taj Mahal.

Il poeta Tagore descrisse questo mausoleo come “una lacrima di marmo ferma sulla guancia del tempo”.

Venne fatto erigere da Shah Jahan in memoria della seconda moglie Muntaz Mahal, morta dando alla luce il loro 14° figlio. Dal 1983 fa parte dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO ed è anche una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno.

Acquisto il biglietto per l’ingresso al Taj Mahal. Supero i controlli molto lunghi vista la coda di turisti presente. Supero il cancello d’ingresso. Resto a bocca aperta senza riuscire a pronunciare alcuna parola…

Sono stato in tantissimi posti e di solito l’aspettativa era superiore alla realtà. Qui per la prima volta ho avuto la sensazione opposta. Questo mausoleo è di una bellezza indescrivibile.

Terminata la visita, mi appresto ad uscire dai cancelli che delimitano l’ingresso al Taj Mahal. Sempre con gli occhi rivolti alla Meraviglia.

Comunque Agra non è soltanto il Taj Mahal. Visito anche il Forte di Agra, uno dei forti moghul più belli dell’India, anch’esso costruito in arenaria rossa.

Forte di Agra

Jaipur

Arrivo a Jaipur sempre in treno, provando cosa voglia dire viaggiare in terza classe indiana.

Definita “Città Rosa” perché visitando il centro storico, ogni edificio è dipinto di rosa. Il colore rosa-terracotta è imposto dalla legge.

Per visitare Jaipur utilizzo un facile itinerario a piedi consigliato dalla mia guida della Lonely Planet. Appena entrato nella città vecchia dal New Gate, vengo circondato da bazaar dove è possibile acquistare qualsiasi cosa. Passo di fronte alla Jama Masjid (moschea) con i suoi alti minareti ed arrivo infine alla Hawa Mahal noto anche come “Palazzo dei venti” o “Palazzo della brezza”.

Hawa Mahal

E’ un edificio di 5 piani in arenaria rossa lavorata a nido d’ape. Venne costruito per consentire alle donne di corte di assistere alle processioni e di osservare la vita quotidiana della città. Entro all’interno e raggiungo la cima dell’edificio da cui si può ammirare la città dall’alto.

Scorgo il Jantar Mantar (osservatorio astronomico) e il City Palace accessibile solo alla famiglia del Maharaja.

Jaipur dall’alto

Ritorno davanti alla Hawa Mahal per salire sul bus che mi porta all’Amber fort distante 11 km dalla città.

Amber Fort

Termina qui la mia fantastica avventura in India. Con la promessa che ci tornerò per visitare il sud del Paese.

Com’è l’India? L’India è un luogo senza parole, difficile da descrivere, pieno di energia. L’India è presente negli occhi scuri dei bambini che ti rincorrono chiedendoti di fare una foto con loro perché hai la pelle bianca. L’India ti cambia gli occhi…