Marocco avventuroso

Il Marocco è il paese delle città imperiali, del buon cibo e delle bellezze naturali tra cui l’immenso deserto del Sahara, le meravigliose spiagge sabbiose e le affascinanti gole simili a canyon.

L’itinerario scelto da me cerca di mettere insieme tutte queste attrazioni. Partendo da Casablanca, passando per Fès e Chefchaouen, passando la notte nel deserto del Sahara, proseguendo per le gole di Todra, Tinghir, giungendo infine alle bellissime Essaouira e Marrakech.

CASABLANCA

E’ la città più grande del Marocco ma, a differenza delle altre, non ha molto patrimonio storico da mostrare trattandosi di una città moderna. L’attrazione principale è la Moschea Hassan II, edificata per volere del sovrano Hassan II. Moschea più grande del Marocco e terza al mondo dietro alla Masjid al Haram della Mecca ed alla Moschea del Profeta di Medina. La Moschea può essere visitata anche da turisti non musulmani attraverso tour guidati. Consiglio anche di farvi un giro nella medina antica, quartiere ricco di souk. Altro luogo di interesse è la Cattedrale del Sacro Cuore, ora sconsacrata, circondata dal Parco della Lega Araba. Il Palazzo Reale, invece, è chiuso al pubblico.

FES

Chiamata la “Perla d’Oriente”, Fès fa parte delle 4 città imperiali marocchine insieme a Rabat (Capitale), Marrakech e Meknes. La città è divisa in due parti:

  • La parte nuova chiamata Fès el Djedid dove si trova la residenza reale e i suoi splendidi giardini;
  • La parte vecchia chiamata Fès el Bali protetta dall’UNESCO che ospita circa 800000 abitanti.

La città vecchia assomiglia ad un labirinto pieno di strette vie che non permettono di orientarsi. Meglio quindi pagare una guida del posto per esplorare i vicoli, risparmiare tempo e poter visitare le famosissime concerie. Si tratta di enormi vasche di pietra piene di pigmento usato per colorare pelli di animali.

Oltre alle concerie, nella parte vecchia della città meritano una visita:

  • Porta Blu (Bab Boujeloud): maestoso ingresso al centro storico decorato con mosaici color cobalto all’esterno e verdi all’interno;
  • Palazzo del Visir (Dar Batha): museo di arte marocchina;
  • Scuole Coraniche: Madrasa Attarine e Madrasa Bou Inania;
  • Moschea Kairaouyine e Zaouiya Moulay Idris
  • Piazza Nejjarine che ospita la fontana più elegante della città;
  • Piazza Seffarine: piazza dei ramieri piena di artigiani e bancarelle.

CHEFCHAOUEN

Denominata “la città azzurra” dove tutti gli edifici sono dipinti nelle diverse tonalità di azzurro. Questa città fu per secoli considerata sacra e quindi proibita agli stranieri. Negli anni ’50 le cose cambiarono ed ora Chefchaouen s’è rivelata al mondo. Per fortuna è poco conosciuta e la presenza di pochi turisti la rende ancora più affascinante. Il colore azzurro non è estetico ma prettamente religioso. Si tratta senza ombra di dubbio di una delle destinazioni più suggestive del Marocco. Lasciatevi perdere all’interno di queste meravigliose vie, a mio avviso le più belle del Marocco. Se non siete ancora convinti di visitare questo splendido posto, Cond Nast Traveller l’ha inserita al sesto posto nella lista delle 50 città più belle del mondo.                                                                                       

MERZOUGA

Qui si trova l’oasi più famosa del Marocco. Piccolo villaggio nel sud-est del paese vicinissimo al confine con l’Algeria. Località affascinante per vivere un’esperienza nel cuore del deserto del Sahara. Io ne approfitto per passarci una notte, al freddo ad osservare le stelle. Essendo lontani dalla luce artificiale, il cielo appare come un quadro che ti lascia a bocca aperta. I beduini vi aiuteranno a riconoscere le costellazioni facili da individuare. C’è la sensazione che le stelle siano basse e lo spettacolo delle stelle cadenti ripaga delle fatiche fatte per raggiungere questo luogo lontano.

GOLE DEL DADES

Paesaggio mozzafiato che si trova nel massiccio dell’Atlante centrale a sud-est di Marrakech.

MARRAKECH

Si tratta della più importante tra le città imperiali. Come la maggior parte delle città in Marocco, possiede una parte vecchia, storica, fortificata ed una parte moderna con lussuosi quartieri.  Il cuore della città è la famosa piazza Jamaa el Fna che cambia continuamente aspetto durante la giornata: di giorno ospita un vasto mercato all’aperto dove si possono trovare pregiatissimi tappeti prodotti dai “berberi”, popolazione nomade del paese; mentre di sera spariscono le bancarelle per fare posto a banchetti e panchine per cibo da strada.

Altra attrazione importane è la Koutoubia. Si tratta di una moschea con tipica architettura marocchina.

Da non perdere anche i vari suq dislocati nelle vie della città dove assaggiare l’ottimo cibo marocchino.

Infine merita una visita anche  “Le Jardin Majorelle”, un giardino situato nella zona nuova che prende il nome da un’artista francese. La villa presente all’interno dei giardini è stata acquistata da Yves Saint Laurent e dopo la sua morte venne presa dalla sua stessa fondazione.

ESSAOUIRA

Località famosa per il surf oltre che per il turismo. La Medina è stata inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Possiede la qasba ovvero la cittadella fortificata per difendere il porto. Nel centro della Medina vale la pena perdersi attraverso i laboratori e i negozi di artigianato locale. I marocchini sono davvero ospitali.

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Kenya, safari e non solo

Uno dei tanti sogni che avevo nel cassetto era quello di fare un safari in Africa. Sogno che ho da quando vidi il Re Leone. Mi ha sempre gasato l’idea di vedere quei meravigliosi animali nel loro habitat naturale: la Savana.

Atterro all’aeroporto di Mombasa, seconda città più grande del Kenya dopo la capitale Nairobi e subito vengo assalito dai procacciatori di turisti che propongono qualsiasi cosa pur di spillare soldi alla gente. Il Kenya è attraversato dall’equatore e il caldo in questa metropoli è davvero insopportabile ed è reso ancora più pesante dall’inquinamento prodotto dai vecchi veicoli in circolazione e dalle numerose fabbriche presenti.

Salgo sul bus che mi porterà a Malindi, località balneare e ricca di villaggi turistici essendo molto vicina alla meta principale del turismo kenyota: Watamu. Ovunque sento parlare italiano e chiedendo in giro mi dicono che qui il turismo è prevalentemente costituito da cittadini italiani.

Arrivato a Malindi prenoto il tanto aspettato safari scegliendo il pacchetto 2 giorni\1 notte dormendo in un lodge presente all’interno della Savana. Avrei preferito pernottare in un campo tendato per vivere un’esperienza a contatto coi rumori della Savana ma purtroppo la pioggia dei giorni precedenti rende impossibile questa opzione.

Il Parco Nazionale dello Tsavo è un’area naturale protetta con una superficie di oltre 21000 km2. Per la sua grandezza è stato a sua volta suddiviso in due parti:

  • Parco Nazionale dello Tsavo Orientale (Tsavo East);
  • Parco Nazionale dello Tsavo Occidentale (Tsavo West)

Il mio pacchetto prevede l’ingresso allo Tsavo East. Giunto con le jeep all’ingresso del parco, pago il biglietto d’accesso al parco direttamente ai ranger presenti e la Savana si presenta subito davanti ai miei occhi nella sua vastità. Nel tragitto osservo immense pianure secche, spinosi cespugli, numerosi arbusti che nelle ore più calde assicurano agli animali un po’ di ombra e riposo ed alcuni stagni paludosi vicini ad un fiume.

In questo parco è possibile vedere i famosi animali soprannominati i “Big Five” che sono: Elefante, leone, leopardo, rinoceronte e bufalo.

Ovviamente sono presenti moltissimi altri animali quali: Ippopotami, ghepardi, giraffe, zebre, antilopi, coccodrilli, iene, gazzelle e svariate specie di uccelli.

L’esperienza del Safari ha soddisfatto le mie aspettative ma è stato molto dispensioso a livello di energie per il caldo soffocante presente nelle ore di punta. La maggior parte degli animali è visibile al mattino presto o in serata ma attenzione che qui il buio è molto pericoloso.

Dopo questa ennesima fatica accumulata in viaggio decido di rilassarmi nelle splendide spiagge di Watamu e Malindi.

In riva al mare è elevato il numero di ragazzi del posto che cantano, ballano, mangiano e vivono senza pensieri. Per ogni cosa rispondono “pole pole” che in lingua swahili significa “piano piano”. Sono persone molto povere ma che si godono meglio la vita rispetto a noi non avendo quello stress che spesso ci porta ad ammalarci. La vita è una e va vissuta appunto senza pensieri.

Hakuna matata!

Prima di lasciare questa meravigliosa terra, ho tempo per visitare una scuola infantile ed un villaggio Masai.

Il ragazzo che ogni mattina mi portava in spiaggia col suo tuk tuk mi aveva promesso di portarmi a visitare il suo piccolo e povero villaggio poco distante dai resort. In cambio mi ha detto semplicemente di comprare qualcosa da mangiare o bere per i bambini. Biscotti, crackers, succhi di frutta che saranno poi divisi equamente dal capovillaggio.

E’ stato un piacere poter assistere a questa scena che mi ha fatto molto riflettere sugli episodi di egoismo a cui sono abituato nella nostra società.

Jambo!

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