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VILNIUS: la stravagante capitale lituana e la bizzarra Repubblica di Uzupis

03/08 – 06/08/2018

Per la prima volta sono nei baltici. Atterro all’aeroporto di Vilnius e raggiungo il centro città con il bus 1. Città interamente costruita in stile barocco. La mia visita inizia dal centro storico, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco nel 1994, a cui accedo attraverso la Ausros Vartai (Porta dell’Aurora). Oltrepassata la porta, mi ritrovo circondato da palazzi colorati coi tipici tetti a punta. In ordine visito: il Municipio (Rotuse), la chiesa di San Casimiro, il Palazzo Presidenziale (Prezidentura).  A poca distanza raggiungo una piazza dove si trova la Cattedrale metropolitana dei Santi Stanislao e Ladislao (Vilniaus Sv. Stanislao ir Sv. Vladislavo Arkikatedra Bazilika).  Mi concedo una visita all’interno della Cattedrale ma non resto particolarmente colpito. Proseguo in direzione della Torre di Gedimino che purtroppo a causa di lavori di ristrutturazione è momentaneamente chiusa al pubblico. Si tratta di una torre posta su una collina che permette di vedere la città dall’alto.  Mi rifaccio andando sulla collina delle Tre Croci situata nel parco Kalnai dove c’è l’omonimo monumento delle Tre Croci. Da qui apprezzo si vede tutta Vilnius.  Torno giù dalla collina attraversando poi il fiume Vilna e arrivo nel parco Bernardine, grazioso parco dove si può visitare la chiesa di Sant’Anna. E’ ora di visitare la Repubblica di Uzupis.  Ebbene sì, nel cuore di Vilnius esiste una mini Repubblica (Uzupis= l’altro lato del fiume). Si tratta di un quartiere storicamente abitato da ebrei, quasi tutti sterminati durante l’olocausto. In seguito all’olocausto, vi si insediarono senzatetto, tossici e prostitute. Il 1°aprile 1997 Roman Lileikis (poeta,musicista e regista lituano), dichiarò la fondazione della Repubblica Indipendente di Uzupis, dotata di una bizzarra Costituzione, un Presidente, un piccolo esercito e di una bandiera a quattro colori (una per ciascuna stagione).  Idea nata per gioco per riprendere il controllo di questo quartiere abbandonato, degradato e pericoloso ma che ebbe successo immediato. Persino il Dalai Lama ne è diventato cittadino onorario. Non dimenticate di farvi mettere il Visto anche sulla mano se lo vorrete…  Ultima attrazione da visitare in città è il Bastione con le sue mura cittadine detto anche “Barbacane”. Costruzione in stile Rinascimentale che consiste in una torre installata nel muro di difesa della città, con sotterranei per le armi. Venne costruito nel XVII secolo ma danneggiato durante le guerre coi russi.  Dalla terrazza si ammira tutto il centro storico della città. E’ ora di lasciare la città prendendo il bus dalla Vilniaus Autobusu Stotis con destinazione Trakai. Piccola cittadina a meno di 30km di distanza. L’attrazione principale di questa rinomata meta turistica baltica è il Castello di Trakai, interamente ricostruito dopo l’occupazione russa.  Terminato il giro al castello sono numerose le attività che si possono fare in questo luogo tranquillo e affascinante. E’ possibile fare camminate in riva al lago, un giro in barca a vela o col battello oppure visitare le numerose bancarelle di souvenir presenti. Vi consiglio di andarvene dalla Lituania solo dopo aver assaggiato un loro piatto tipico. Io ho assaggiato i “Cepelinai”, giganti gnocchi di patate ripieni di carne e spezie. Il condimento è fatto con lardo, cipolla e panna acida. Non proprio leggeri ma assolutamente da provare! 

In giro per Chisinau e la sconosciuta Transnistria

13-16/07/2018

CHISINAU – MOLDAVIA

La mia infinita voglia di esplorare mi porta a prenotare un biglietto aereo per Chisinau, capitale della Repubblica di Moldavia. Volo diretto con la Wizzair dall’aeroporto di Bergamo (209,98 €). E’ possibile raggiungere il centro città con il bus n°30 (2 Lei =0,10 €) oppure con il taxi (150 Lei = 7,50 €). Ovviamente scelgo l’opzione più economica e, dopo circa 50 minuti, scendo alla fermata sul Boulevard Stefan Cel Mare Si Sfint (strada principale della città). Da qui raggiungo a piedi l’Amazing Ionika Hostel (str. Kogalniceanu 16) il cui proprietario è Rubens un italiano trasferitosi in Moldavia (3 notti = 25,80 €). Arrivato all’ostello, deposito lo zaino, ritiro la mappa della città e ritorno sul “Boulevard” principale dove si trovano il Parlamento e la Casa del Presidente. A pochi isolati di distanza si pùò ammirare l’Arco di Trionfo con orologio che celebra la vittoria nel XIX secolo della Russia sull’Impero Ottomano. Dall’arco si accede al Parcul Stefan Cel Mare, piccolo e grazioso parco al cui interno è possibile visitare la Cattedrale di Chisinau. Proseguendo ancora per la via principale, passo di fianco alla Sala degli Organi e al Teatro Eminescu. Infine faccio un giro nell’affollato Big Bazar, pieno di bancarelle. Dietro a questo Bazar si trova la stazione centrale dei bus. Stazione che mi servirà domani per raggiungere la città di Tiraspol in Transnistria. Per quanto riguarda i musei consiglio di visitare:

  • Museo d’arte (Muzeul National De Arta Al Moldovei) 10 Lei
  • Museo di Storia (Muzeul National De Istorie A Moldovei) 10 Lei
  • Museo Etnografico (Muzeul National De Etnografie Si Istorie Naturala) 10 Lei 

Merita una visita anche il grande parco “Parcul Valea Morilor” a cui si accede da una maestosa scalinata abbellita con una grande fontana che porta ad un grande lago (Iacul Valea Morilor).  In questo bellissimo parco decido di tornarci la sera in compagnia della mia amica giapponese Kana, conosciuta in ostello.  Cielo limpido, pochissime luci e ci godiamo lo spettacolo delle stelle cadenti. Tra una stella e l’altra facciamo ritorno in ostello alle 5 del mattino…

Ultima attrazione da visitare a Chisinau è la Torre dell’Acqua (Turnul De Apa) 10 Lei. Chiamata così perché in passato era la parte principale del sistema idrico della città. Venne distrutta parzialmente da un terremoto e ricostruita. Attualmente è utilizzata come torre panoramica per ammirare la città dall’alto. Infatti dopo aver percorso un po’ di gradini arriverete alla terrazza. Godetevi la città di Chisinau anche dall’alto. 

Per la sera consiglio vivamente di fare un giro al Barbar, grazioso disco-pub affollato di giovani. Ingresso 150 Lei che include 2 free drinks.

TIRASPOL – TRANSNISTRIA

Dalla stazione centrale dei bus, ogni mezz’ora, parte un bus per la Transnistria. Il viaggio dura 1h30’ circa, tempo che può variare in base al traffico presente alla dogana. La Transnistria è uno Stato Indipendente de facto dal 1990 (non riconosciuto dalla Comunità Internazionale). La capitale è Tiraspol, lingua ufficiale il russo, moneta il Rublo della Transnistria. In seguito al non riconoscimento da parte della Comunità Internazionale, viene definito “Paese fantasma”. Alla dogana mi viene rilasciato un Visto di 9 ore.  Appena entrato in Transnistria passo davanti alla Fortezza di Bender, dopodiché arrivo alla capitale Tiraspol. Da visitare c’è ben poco. Inizio dal mercato coperto della frutta pieno di anziani vestiti come i nostri nonni ai tempi del dopoguerra. Percorro la via 25 Ottobre, via principale della città dove si trovano le principali e poche attrazioni. Cammino affianco al fiume Dnestr, passo il monumento a Lenin ed arrivo alla Piazza Suvorov dove si trova un enorme statua di un uomo a cavallo: si tratta di Alexander Suvorov, militare russo. Qui sventolano due grosse bandiere: quella russa e quella della Transnistria.  Poco distante si trovano il Tank Monument, carro armato sovietico di fronte alla fiamma perpetua che commemora il cimitero degli eroi.  Dietro al carro armato inizia il Parco de Wallant che conserva numerose statue di busti di personaggi storici tra cui Wallant stesso e Caterina II. Passeggiando per la città si possono vedere anche le ambasciate della Repubblica dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud, unici Paesi che riconoscono la Transnistria. E’ vero, la Farnesina sconsiglia la visita di questo “Paese fantasma” ma a mio avviso se volete vedere qualcosa che in minima parte ricorda l’ex URSS, una veloce visita ci sta. Ma occhi ben aperti! Nel tornare ammiro la bellissima natura transnistriana. Enormi distese di campi di girasole colorano la strada del rientro verso Chisinau e ahimè verso casa… 

Meravigliosa Cuba

Prima di partire è necessario stipulare un’assicurazione sanitaria riconosciuta dalle autorità cubane che vi coprirà per tutto il viaggio e che vi verrà chiesta prima di imbarcarvi sull’aereo. Inoltre bisogna essere in possesso della Tarjeta Turistica del costo di 25 € acquistabile tramite l’ambasciata o consolato cubano in Italia oppure in qualsiasi agenzia di viaggi che svolge queste pratiche.

A Cuba esistono due differenti valute: una ufficiale chiamata Peso Cubano o Moneda Nacional (CUP) e la moneta turistica chiamata Peso Convertibile (CUC). 1 CUC = 24 CUP; 1€ = 1,20 CUC. A Cuba sono diffusissime le Casa Particular, strutture a conduzione familiare dove dormire spendendo veramente poco.

L’aeroporto internazionale José Martì de l’Avana è collegato al centro città grazie ai numerosi taxi presenti che chiedono sui 25-30 CUC ed impiegano circa 15-20 minuti.

L’AVANA

Casa Colonial II 20 CUC/notte (2 notti);                                                          Hostal Faraona 20 CUC/notte (1 notte).

L’Avana è la capitale della Repubblica di Cuba ed è suddivisa in 5 principali quartieri:

1) Habana Vieja: è la zona vecchia, centro storico dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1982 situata tra il porto e il centro. Qui si trovano le 4 principali piazze della città: Plaza de Armas, Plaza de la Catedral, Plaza de San Francisco e Plaza Vieja. Altre attrazioni sono: Catedral  de la Virgen Maria de la Concepcion Inmaculada, Calle Obispo, Calle Mercaderes, Museo del Rum, El Templete, Castillo Real de la Fuerza, Bodeguita del Medio (dove nacque il Mojito) e il Floridita (dove nacque il Daiquiri);

Catedral de la Habana
Plaza Vieja

2) Centro Habana: Tappa obbligatoria, quartiere che ospita importanti edifici quali il Capitolio Nacional de Cuba, il Museo Nacional de Bellas Artes, il Museo de la Revolucion, il Castillo de San Salvador de la Punta, il Paseo de Martì (ex Paseo del Prado) e il lungomare Malecon;

Capitolio Nacional de Cuba

3) Vedado: Zona con grande ambiente americano con grattacieli in stile Art-Decò come Miami o New York. L’attrazione principale è lo storico Hotel Nacional. Il distretto è diviso in due dal viale Avenida de los Presidentes con bellissimi parchi. Il quartiere si estende fino alla famosissima Plaza de la Revolucion. Merita una visita, lungo il Malecon, l’ambasciata americana riaperta dopo moltissimi anni a causa dell’embargo subìto da Cuba;

Plaza de la Revolucion

4) Miramar: Quartiere residenziale, vi si arriva dalla Quinta Avenida. Qui abitano molte celebrità;

5) Barrio Chino: Quartiere cinese a cui vi si accede dalla solita porta cinese all’inizio di via Dragones. Porta donata dalla Repubblica Popolare Cinese.

Spostarsi da una città all’altra è molto costoso per cui conviene prendere un taxi collettivo, più si è e meno si paga. Alcuni taxi portano fino a 9 persone.

Taxi collettivo Havana – Trinidad 30 CUC (5h)

TRINIDAD

Hostal los Arcos 20 CUC/notte (4 notti)

A mio avviso la città più bella di Cuba, chiamata non a caso città-museo, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1988.

Da vedere:

  • Plaza Mayor e Iglesia Mayor de la Santisima Trinidad (Parroquial Mayor);
  • Museo de Historia Municipal (salendo sulla torre si gode di un bellissimo panorama);
  • Casa de la Musica (bar all’aperto con musica dal vivo)

Escursioni imperdibili:

  • Playa Ancon (10km da Trinidad) raggiungibile sia in taxi che noleggiando una bicicletta;

  • Valle de los Ingenios a cavallo e cascata (12,5 CUC)

Taxi collettivo Trinidad – Cienfuegos 10 CUC (1h30)

CIENFUEGOS      

Casa Dona Amalia 15 CUC/notte (1 notte)

Cienfuegos è una città che ricorda la Francia del xix secolo fondata appunto da un immigrato francese (Don Luis D’Clouet). Nel 2005 il centro è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. Cosa vedere:

  • Parque Josè Martì con un piccolo Arco di Trionfo
  • Casa della Cultura Benjamin Duarte (Palazzo Ferrer)
  • Catedral de la Purisima Concepcion
  • Museo Storico Provinciale
  • Paseo del Prado
  • Castillo de Jagua (occorre prendere un traghetto per raggiungerlo)
  • Malecon (lungomare) percorribile fino a “la Punta”
Parque José Martì

“La Punta”

Taxi collettivo Cienfuegos – Santa Clara 7,5 CUC (1h 15)

SANTA CLARA

Località famosissima per essere la sede del Mausoleo di Che Guevara. Fu teatro dell’ultima battaglia tra i militari del dittatore Batista e i ribelli comandati da Che Guevara. Da non perdere anche il monumento al Treno Blindato. Il Che ed altri rivoluzionari cubani provocarono il deragliamento di questo treno con a bordo le truppe Batiste ponendo fine alla dittatura stessa, grazie all’utilizzo di una ruspa e di molotov. Il complesso del treno è visitabile spendendo solo 1 CUC. Merita una visita anche il “Boulevard” via pedonale piena di negozi e di pub, il Parque Vidal cuore della città dove ci sono anche il Teatro  la Caridad, il Museo de Artes Decorativas e il Palacio Provincial.

Mausoleo Che Guevara
Boulevard

Treno Blindato

Taxi collettivo Santa Clara – Caibarien 15 CUC

CAIBARIEN

Hostal Calle 12, 15 CUC/notte (3 notti)

Chiamata “La Villa Blanca” (Città Bianca) per le sue spiagge color bianco. Tappa economica e comodissima se si vuole visitare il Cayo Santa Maria, distante 50 km.

Il taxi per raggiungere Cayo Santa Maria costa 50 CUC al giorno. Parte per le 8:30, impiega un’ora per raggiungere la spiaggia e vi aspetta fino alle 16-16:30. Costo ovviamente da dividere in base alle persone trasportate. Vale la pena visitare le due spiagge più belle:

  • Playa Las Gaviotas (4 CUC per l’ingresso): si tratta di un’area protetta
  • Playa Las Terrazas (5 CUC per l’ingresso): include un free drink al bar della spiaggia
Sentiero Playa Las Gaviotas
Playa Las Gaviotas
Playa Las Terrazas

Il lungomare di Caibarien, invece, è molto sporco e puzza tantissimo in quanto vi scaricano direttamente in mare gli scarichi cittadini. Il Cayo è un vero paradiso! La bellezza di questa cittadina è anche data dal fatto che è poco turistica e vi permetterà di vivere un’esperienza incredibile a contatto con la gente del posto. Molti negozi non accettano nemmeno la valuta turistica…

Taxi collettivo Caibarien – Santa Clara 17,5 CUC(1h15)                        Taxi collettivo Santa Clara – L’Avana    27,5 CUC (3h45)                              Taxi Collettivo L’Avana – Vinales 20 CUC (3h)

VINALES

Casa Los Cheveres 15 CUC/notte (2 notti)

Vinales è una piccola cittadina situata nella provincia di Pinar del Rio. Si trova all’interno della Valle de Vinales, una delle più belle al mondo. Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1999. Ottima meta per escursioni a piedi, cavallo o in bicicletta.

Punti di interesse:

  • Casa de la Cultura (nella piazza principale)
  • Museo Municipal Adele Azcuy Labrador (in Calle Salvador Cisneros 15)
  • Parque Nacional Vinales (150 km2 di area protetta)
  • Piantagioni di caffè e tabacco (qui si produce il miglior tabacco del mondo)

A 4 km di distanza da Vinales, passeggiando per un’oretta, si arriva al Mural de la Prehistoria (ingresso 3 CUC), un enorme dipinto che occupa un’intera parete del mogote Dos Hermanas  (180×120 metri). Salendo fino al mirador si può ammirare un bellissimo panorama della valle.

Mural de la Prehistoria
Mirador

Altra escursione molto consigliata: giornata al mare al Cayo Jutias (60 km da Vinales 1h30 di taxi)

Cayo Jutias

Taxi collettivo Vinales – Aeroporto L’Avana 17,5 CUC

Non avrei mai immaginato che Cuba fosse lunga come la penisola italiana. 1500km da un capo all’altro. A Cuba si trova qualsiasi cosa dalla pianura, alle montagne, a migliaia di km di costa con centinaia di spiagge molte delle quali vergini, barriera corallina. Per non parlare della storia e del passato di quest’isola. Cuba è perfetta per ogni tipo di vacanza o avventura si voglia fare, ma visitatela in fretta perché seppur lentamente, anche questo posto magnifico si sta adattando al mondo di oggi.  Sarebbe un peccato perdersi la vera Cuba. Io ci ho lasciato il cuore…

Weekend tra Amsterdam e i mulini a vento

01/12 – 04/12 2017

Amsterdam

Intorno al 1200, sulle rive del fiume Amstel  venne fondato un villaggio di pescatori, in corrispondenza di una diga (Dam), da cui il nome originario “Amsteldam”. La città di Amsterdam si sviluppa all’interno di una fitta rete di canali per cui viene soprannominata la “Venezia del Nord”. E’ la capitale dei Paesi Bassi (chiamati così in quanto circa la metà del territorio si trova a meno di 1m sul livello del mare e il 20% di esso si trova sotto il livello del mare). Ma in molti la reputano anche come capitale mondiale delle biciclette. Infatti si trovano più biciclette che persone!

Souvenir dei famosi zoccoli olandesi

01/12

Parto dall’aeroporto di Bergamo Orio al Serio ed arrivo all’aeroporto Schiphol dopo 1h e 40’ di volo con la compagnia aerea olandese KLM. Una delle migliori che abbia mai utilizzato. Aspetto Rosa, mia compagna non solo di avventure, che arriva da un volo proveniente da Napoli. Saliamo sul treno che dall’aeroporto, in meno di mezz’ora, porta in centro città. La nostra fermata però è un po’ in periferia. Scendiamo a “Amsterdam Bijlmer Arena” (di fronte all’Amsterdam Arena dell’Ajax FC).  Da qui raggiungo a piedi il Joy Hotel.

02/12

Raggiungiamo la zona dei musei e per prima cosa visitiamo il Van Gogh Museum che possiede la più grande collezione di opere del pittore olandese Vincent Van Gogh. Finalmente mi trovo davanti ad opere famosissime come: La Casa Gialla e ad una delle varie realizzazioni de I Girasoli.

Sempre nella zona dei musei è possibile visitare il Rijksmuseum (Museo Statale) e il Stedelijk Museum (Museo di Arte Moderna e Contemporanea).

Rijksmuseum

Terminata la visita al museo, ci addentriamo nel quartiere Jordaan. Punto di partenza per la visita di questo quartiere è la Westertoren, una torre alta 85m che si trova vicino alla chiesa Westerkerk. Qui si trovano case storte, alcune stortissime ed è reputato dagli stessi olandesi come uno dei quartieri più amati e conosciuti di Amsterdam.

E’ la volta della casa di Anne Frank, il cui indirizzo è Prisengracht 263, museo dal 1960. Una lunga fila di persone attende l’ingresso nella casa. Chiedo se c’è disponibilità di biglietti e mi viene risposto che è tutto prenotato per settimane… Meglio andare a riscaldarsi in un locale vicino e gustarsi un pancake caldo.

Anne Frank Huis

Anne Frank

Anne Frank era una ragazzina ebrea costretta a nascondersi durante la Seconda Guerra Mondiale per sfuggire ai nazisti. Visse in clandestinità insieme ad altri sette compagni ad Amsterdam nella casa che oggi è diventata un museo. Dopo oltre 2 anni vennero scoperti e deportati nei Campi di Concentramento in Germania. Otto Frank, padre di Anne, fu l’unico sopravvissuto. Anne divenne famosa grazie al diario che scrisse durante il suo periodo passato in clandestinità. Nata nel 1929 a Francoforte sul Meno in Germania, morì nel 1945 nel campo di Concentramento di Bergen – Belsen in Germania.

Tappa successiva è Piazza Dam, la più famosa di Amsterdam, nata come piazza del mercato. Si trova nella “zona nuova” e da qui è possibile vedere il Palazzo Reale (Koninklijk Paleis), la Chiesa Nuova (Nieuwe Kerk) e il famoso museo delle cere Madame Tussauds Scenerama. Il nome della piazza si riferisce alla diga (Dam) costruita intorno al 1200 sul fiume Amstel.

Palazzo Reale

A poca distanza dalla piazza principale c’è il Nieuwmarkt. E’ anch’essa una piazza dove risiede una forte minoranza cinese, infatti i cartelli sono scritti in doppia lingua: olandese e cinese. L’edificio simbolico è la Waag (pesa pubblica). E’ la più antica porta cittadina rimasta risalente al periodo medievale della città.

Infine, in questa intensa giornata, facciamo un giro nel quartiere De Wallen, famoso come quartiere a luci rosse. Di sera l’intensa luce rossa acceca e le strade si riempiono di clienti e di curiosi. Qui la prostituzione è legale e si possono trovare asili, chiese e scuole accanto a queste case.

03/12

Zaanse Schans

Non si possono visitare i Paesi Bassi senza vedere i mulini a vento. Il paese più vicino ad Amsterdam per visitarli è Zaanse Schans raggiungibile dalla stazione centrale di Amsterdam in soli 15’ di treno. Scendiamo alla stazione “Zaandijk Zaanse Schans” e da subito ci facciamo guidare dal profumo di cacao delle industrie presenti che lo lavorano. Con una passeggiata di una decina di minuti arriviamo al ponte sul fiume Zaan da dove si iniziano a vedere i mulini a vento.

Zaanse Schans era un villaggio che contava oltre 600 mulini a vento mentre oggi ne restano solo una decina. Qui la forza del vento era sfruttata per frantoi, segherie, per macinare i minerali e per alimenti come la mostarda e il cacao stesso.

Qualche mulino è visitabile anche all’interno, alcuni a pagamento ed altri gratuitamente.

Nel pomeriggio rientriamo ad Amsterdam e nonostante una debole pioggerellina ne approfittiamo per fare la crociera sui canali della città. Tappa imperdibile per chi visita questa bellissima città.

Infine un ultimo saluto a questa meravigliosa città. Non credevo mi piacesse. Troppo associata al sesso ed alla marijuana. Posso dire che ha anche tanto altro da mostrare…

Tour della Polonia: Cracovia, Auschwitz, Varsavia, Poznan, Breslavia

15/07 – 23/07 2017

POLONIA

Cracovia

In passato capitale della Polonia, oggi ne rimane come principale centro culturale e meta turistica internazionale del paese. Famosissima per il suo piccolo e curatissimo centro storico tutelato dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Vista della Rynek Glowny dal Krakow Hostel

La mia visita inizia dal Barbacane (Barbakan Krakowski), una fortificazione a difesa della Porta Floriana. Questo bastione ha 7 torri gotiche e mura spesse 3m. Oltrepassando questa porta si accede alla città vecchia e si arriva nell’immensa piazza principale della città: Rynek Glowny. Originariamente costruita per ospitare il mercato cittadino è ad oggi la più grande piazza mediavale d’Europa.    Una piazza quadrangolare che misura circa 200m di lato, divisa a metà dal Palazzo del Tessuto che ospita il mercato dei tessuti (Sukiennice) e la sede della Galleria di pittura del XIX secolo. Il piano terra del palazzo, invece, è occupato da negozi di souvenir ed artigianato.

Porta Floriana
Barbakan Krakowski

In un angolo della piazza si trova la bellissima Basilica di Santa Maria (Bazylika Mariacka) in stile gotico.

Bazylika Mariacka

Dopo aver girato la Rynek Glowny in lungo e in largo, raggiungo la collina del Wawel dove si trovano il Castello Reale del Wawel (Zame Krowlewski na Wawelu) e la Cattedrale del Wawel (Katedra Wawelska) che contiene il museo dedicato a Papa Giovanni Paolo II.

Zamek Krolewski na Wawelu
Katedra Wawelska
Giardino della Collina del Wawel

Procedendo a sud della collina arrivo nel quartiere ebraico, il Kazimierz in nome del suo fondatore, il Re Casimiro il Grande. Questo quartiere è diviso in zona cristiana (ad ovest) e zona ebraica (ad est). Qui vi abitarono circa 65000 ebrei prima che venissero deportati nei campi di sterminio nazisti.

quartiere Kazimierz

Proseguo raggiungendo via Lipowa. Qui si trova la fabbrica Schindler (Fabryka Schindlera) fondata da Oskar Schindler.

Fabryka Schindlera

Oskar Schindler era un imprenditore tedesco che acquistò questa fabbrica di stoviglie in cui vi fece lavorare circa 1200 ebrei. Quando iniziò la deportazione degli ebrei da parte dei nazisti, li salvò dichiarando che erano fondamentali per la produzione di pentole destinate all’esercito tedesco. Questa fabbrica è oggi un museo .

Questa storia venne raccontata nel film del regista Steven Spielberg “Schindler’s List” le cui scene vennero girate nel quartiere Kazimierz.

Il biglietto del museo permette di visitare anche l’Apoteka Pod Orlem (Farmacia Sotto l’Aquila). Qui vi lavorava Tadeusz Pankiewicz che insieme alle sue assistenti Irene, Helena e Aurelia salvò numerosi ebrei dalla persecuzione, curandoli, dandogli rifugio e procurandogli tinte per capelli per mascherare le proprie identità durante le perquisizioni naziste.

Apoteka Pod Orlem

Tadeusz scrisse le sue memorie nel libro “Il Farmacista del Ghetto di Cracovia”.

Per chi fosse interessato all’arte, consiglio di visitare il Museo Nazionale al cui interno potrete visitare ma non fotografare la famosissima opera d’arte”Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci.

CAMPO DI CONCENTRAMENTO E STERMINIO TEDESCO NAZISTA DI AUSCHWITZ BIRKENAU

(1940 – 1945)

Non ci sono parole per descrivere le mie sensazioni e i miei pensieri durante la visita a questo campo di concentramento. Una cosa è certa: ne sono uscito cambiato. Ho deciso di documentare la mia visita solo attraverso le foto…

Varsavia

Arrivo in treno alla stazione centrale di Varsavia, capitale della Polonia. Una città che fu distrutta quasi completamente durante la Seconda Guerra Mondiale. Uscito dalla stazione mi trovo di fronte ad un enorme grattacielo. E’ il Palazzo della Cultura e della Scienza (Palac Kultury i Nauki ), edificio in stile sovietico che fu donato alla Polonia dall’Unione Sovietica. E’ ad oggi l’edificio  più alto del Paese.

Palac Kultury i Nauki

Proseguo in direzione della città vecchia (Stare Miasto) imboccando via Świętokrzyska e svoltando a sinistra nella Nowy Świat (via Nuovo Mondo). Passo di fianco al Monumento Nicolò Copernico (Pomnik Mikolaja Kopernika), a due graziosissime chiese cattoliche ed arrivo al Palazzo Presidenziale (Palac Prezydencki).

Pomnik Mikolaja Kopernika

Infine giungo finalmente nel centro storico della città. Tutto ricostruito dopo il conflitto mondiale. Qui sono raccolti i maggiori monumenti e luoghi di interesse. Partendo dal Castello Reale (Zamek Krolewski), residenza dei monarchi polacchi, passando per la piazza mercato (Rynek Starego Miasta), arrivando al Barbacane (Barbakan Warswawski).

Zamek Krolewski
Rynek Starego Miasta
Barbakan Warszawski

Oltrepassata la città vecchia, visito il Museo Marie-Curie (Muzeum Marii Sklodowskiej-Curie).

Torno indietro fino al Castello Reale per attraversare il ponte sul fiume Wisla (Vistola in italiano) che mi permette di raggiungere il quartiere Praga. Uno dei pochi sopravvissuti ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e quindi uno dei più antichi. Ex area a prevalenza ebraica, ex quartiere operaio, ex zona malfamata. Qui sembra che il tempo si sia fermato. Brutti palazzoni, disoccupazione elevata, sembra di essere completamente in un’altra città. Chi abita qui è costretto a fare il pendolare, diretto dall’altra parte della Vistola.

Quartiere Praga

Proseguo fino ad arrivare allo Stadio Nazionale “PGE Narodowy“.

Stadio Nazionale “PGE Narodowy”

E’ ora di tornare nella sponda principale della città e lo faccio attraversando l’avveniristico ponte Swietokrzyski alla cui fine vengo accolto dalla statua simbolo di Varsavia: una sirena che tiene in mano una spada e sull’altra uno scudo. Come a voler difendere quello che la guerra in precedenza aveva distrutto.

Ponte Swietokrzyski
La sirena di Varsavia

Vicinissimo è possibile visitare il Centrum Nauki Kopernik, un museo della scienza la cui attrazione principale è il planetario “Cielo di Copernico”.

Centrum Nauki Kopernik

Infine visito il museo dedicato al compositore e pianista Fryderik Franciszek Chopin.

“Street Art” davanti al Museo Chopin

Per concludere la mia visita della capitale polacca,mi dirigo al Parco Lazienki, uno dei maggiori parchi pubblici della città. Al suo interno sorge il bellissimo Palazzo sull’acqua.

Palazzo sull’acqua

Poznan

E’ la volta di Poznan, città di mezzo milione di abitanti. Qui ci si trova più vicini a Berlino che a Varsavia. Anche qui, come in ogni altra città della Polonia, le principali attrazioni turistiche sono concentrate intorno alla Stary Rynek (piazza vecchia) e al municipio (Ratusz).

Assolutamente da visitare anche la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo situata sull’isola Ostrow Tumski.

Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo

Consiglio anche di fare un giro al Parco Cytadela che si trova all’interno di una fortificazione del XIX secolo: il Forte Winiary. Questo parco contiene un museo militare, un cimitero militare e i resti della fortificazione.

Museo militare

Come si può vedere non c’è moltissimo da visitare in questa città ma ho potuto constatare che è piena di giovani e di vita a qualsiasi ora essendo una delle più importanti città universitarie. Ciò non toglie il fatto che sia stato piacevole visitarla!

Wrocklaw (Breslavia)

Ultima tappa del mio viaggio in Polonia è la città di Wrocklaw (Breslavia dal tedesco “Breslau”). In passato chiamata la “Venezia del nord” grazie alla sua posizione sul fiume Oder e per i suoi numerosi ponti presenti: ci sono 12 isole collegate da 112 ponti.

Il centro storico è pieno di chiese, tutte ricostruite dopo la guerra. Esiste, vicino alla piazza mercato, un quartiere chiamato “delle Quattro Fedi”. Qui convivono quattro religioni diverse. In meno di 300m ci sono una chiesa cattolica, una protestante, una ortodossa e una sinagoga.

Merita una visita, soprattutto se siete una coppia, il Ponte Verde (detto anche dei Sospiri) dove gli innamorati mettono un lucchetto coi propri nome e gettano la chiave nel fiume Oder.

Il triangolo d’oro dell’India: Delhi, Agra e Jaipur

04/06 – 12 /06 2016

INDIA

Il triangolo d’oro: Delhi, Agra, Jaipur

Sin da piccolo, vedendo in televisione le immagini del Taj Mahal, sognavo un viaggio in india. Avendo solo 9 giorni a disposizione scelgo di visitare il famoso “Triangolo d’Oro”. Partendo da Delhi, città ricca di enormi contrasti, passando per Agra dove si trova il Taj Mahal, una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno, finendo a Jaipur, la “Città rosa”.

Prima di partire ritiro il Visto presso il K&S Visa Centre – Centro Visti India a Milano in via Marostica, 34. Per informazioni su come ottenere il Visto, visitare il sito www.indianvisamilan.com .

Parto da Malpensa, scalo ad Istanbul ed infine atterro all’aeroporto Indira Gandhi di New Delhi.

Delhi, New Delhi

Capitale dell’India, è una città caotica, sovrappopolata, ricca di storia e cultura. Qui si mescolano due città: la “Old” e la “New” Delhi, un area metropolitana che conta 25 milioni di abitanti rendendola la seconda città più popolosa del mondo dopo Tokyo.

Inizio a visitare la città dalla zona vecchia. Entro nel Forte Rosso passando attraverso l’ingresso principale: Lahore Gate. Questo Forte venne trasformato in caserma dagli inglesi.

Forte Rosso

Proseguo a piedi verso la Jama Masjid, la moschea più grande dell’India il cui cortile può accogliere fino a 25000 fedeli. I suoi minareti sono alti ben 40m.

Jama Masjid

Successivamente, dopo una passeggiata di mezz’ora sotto ad un sole cocente, arrivo al Raj Ghat. Si tratta di una piattaforma in marmo nero che segna il punto in cui venne cremato il Mahatma Gandhi dopo il suo assassinio avvenuto nel 1948. Inoltre il Ghat è circondato da un bellissimo parco.

Raj Ghat

Assolutamente da non perdere il National Gandhi Museum, piccolo ma toccante museo con foto ed oggetti appartenenti a Gandhi tra cui il “dhoti” (indumento tradizionale indiano) che indossava il giorno del suo assassinio.

National Gandhi Museum
Bastone di Gandhi

Mi sposto nella parte nuova della città e raggiungo Connaught Place. Intitolata allo zio di Re Giorgio V, qui vi si trovano numerosi negozi e ristoranti rendendola frequentatissima dai turisti stranieri.

Nelle vicinanze della piazza è possibile visitare il Jantar Mantar e l’Agrasen ki Baoli. Il primo è un osservatorio astronomico realizzato nel 1725 per seguire il movimento delle stelle e dei pianeti. La parola Jantar Mantar nella lingua Hindi equivale al nostro “abracadabra”. Il secondo, invece, è un pozzo a gradini del XIV secolo che in passato sorgeva in mezzo ai campi.

Jantar Mantar
Agrasen ki Baoli

Proseguendo verso sud arrivo ai piedi dell’India Gate, un arco di pietra alto 42m dedicato ai 90000 soldati indiani caduti durante la prima guerra mondiale.

India Gate

Dall’India Gate parte il Rajpath (via Reale) che arriva fino ai palazzi del governo indiano: Rastrapati Bhavan (Residenza Presidenziale) e il Parlamento indiano. Se vi avanza tempo, a metà vialone potete visitare il Museo Nazionale.

Parlamento indiano

Ancora più a sud visito il Gandhi Smriti, un monumento che sorge dove, il 30 gennaio 1948, venne assassinato Gandhi da un fanatico hindu. Qui ci sono delle orme in cemento che rappresentano gli ultimi passi compiuti dal Mahatma e conducono nel punto in cui morì.

Ultimi passi di Gandhi…

Inoltre a breve distanza è possibile visitare anche l’Indira Gandhi Memorial Museum, residenza di Gandhi trasformata in museo.

Se la vostra voglia di visitare la città non viene appagata da tutti questi monumenti, vi consiglio di visitare (avendolo fatto di persona) la Tomba di Humayun, il Tempio del Loto e il sito archeologico Qutub Minar. Sono tutti fuori città e vi servirà tanta pazienza per raggiungerli e visitarli.

La tomba di Humayun è un mausoleo dedicato all’imperatore moghul Humayun.

Tomba di Humayun

Il Tempio del Loto è un tempio bahai, dedicato alla religione bahai. Al mondo esistono soltanto 8 templi dedicati a questa religione.

Tempio del Loto

Infine il complesso archeologico Qutub Minar comprende il minareto in mattoni più alto del mondo con i suoi 72m di altezza.

Qutub Minar

All’interno di questo complesso è presente una colonna di ferro (o colonna di Ashoka) alta 7m e 21 cm, del peso di 6 tonnellate. Risalente almeno al 423 d.C. E’ stata inserita nei Patrimoni dell’UNESCO in quanto da oltre 1600 anni è esposta ai monsoni e non presenta una minima traccia di ruggine. Nessuno sa spiegare il perchè…

Colonna di Ashoka

AGRA

Dalla stazione centrale di Nuova Delhi, via treno, arrivo ad Agra. Mi colpisce un emozione indescrivibile in quanto mi trovo vicinissimo a realizzare uno dei miei più grandi sogni di viaggiatore: visitare il Taj Mahal.

Il poeta Tagore descrisse questo mausoleo come “una lacrima di marmo ferma sulla guancia del tempo”.

Venne fatto erigere da Shah Jahan in memoria della seconda moglie Muntaz Mahal, morta dando alla luce il loro 14° figlio. Dal 1983 fa parte dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO ed è anche una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno.

Acquisto il biglietto per l’ingresso al Taj Mahal. Supero i controlli molto lunghi vista la coda di turisti presente. Supero il cancello d’ingresso. Resto a bocca aperta senza riuscire a pronunciare alcuna parola…

Sono stato in tantissimi posti e di solito l’aspettativa era superiore alla realtà. Qui per la prima volta ho avuto la sensazione opposta. Questo mausoleo è di una bellezza indescrivibile.

Terminata la visita, mi appresto ad uscire dai cancelli che delimitano l’ingresso al Taj Mahal. Sempre con gli occhi rivolti alla Meraviglia.

Comunque Agra non è soltanto il Taj Mahal. Visito anche il Forte di Agra, uno dei forti moghul più belli dell’India, anch’esso costruito in arenaria rossa.

Forte di Agra

Jaipur

Arrivo a Jaipur sempre in treno, provando cosa voglia dire viaggiare in terza classe indiana.

Definita “Città Rosa” perché visitando il centro storico, ogni edificio è dipinto di rosa. Il colore rosa-terracotta è imposto dalla legge.

Per visitare Jaipur utilizzo un facile itinerario a piedi consigliato dalla mia guida della Lonely Planet. Appena entrato nella città vecchia dal New Gate, vengo circondato da bazaar dove è possibile acquistare qualsiasi cosa. Passo di fronte alla Jama Masjid (moschea) con i suoi alti minareti ed arrivo infine alla Hawa Mahal noto anche come “Palazzo dei venti” o “Palazzo della brezza”.

Hawa Mahal

E’ un edificio di 5 piani in arenaria rossa lavorata a nido d’ape. Venne costruito per consentire alle donne di corte di assistere alle processioni e di osservare la vita quotidiana della città. Entro all’interno e raggiungo la cima dell’edificio da cui si può ammirare la città dall’alto.

Scorgo il Jantar Mantar (osservatorio astronomico) e il City Palace accessibile solo alla famiglia del Maharaja.

Jaipur dall’alto

Ritorno davanti alla Hawa Mahal per salire sul bus che mi porta all’Amber fort distante 11 km dalla città.

Amber Fort

Termina qui la mia fantastica avventura in India. Con la promessa che ci tornerò per visitare il sud del Paese.

Com’è l’India? L’India è un luogo senza parole, difficile da descrivere, pieno di energia. L’India è presente negli occhi scuri dei bambini che ti rincorrono chiedendoti di fare una foto con loro perché hai la pelle bianca. L’India ti cambia gli occhi…

Weekend tra Skopje e Pristina

01/09 – 04/09 2017

PRISTINA – KOSOVO

Il motivo principale di questo viaggio è la curiosità di scoprire il “neonato” Kosovo. Il 17 febbraio 2008, la Repubblica del Kosovo si è auto dichiarata indipendente ed è stata riconosciuta dalla metà degli Stati aderenti all’ONU.   5000 soldati italiani parteciparono alla missione delle Nazioni Unite denominata KFOR (Kosovo Force) per garantire la sicurezza. Oggi ne sono rimasti circa 500 svolgendo anche funzioni di comando.

01/09

Atterro in serata all’aeroporto Alessandro Magno di Skopje (Macedonia) con un volo WizzAir. Cambio i soldi in Dinari Macedoni (1€ = 60 MKD circa),salgo sul bus della Vardar Express che con poco meno di 3€ porta alla stazione centrale della città. Da qui, in 15’ di camminata raggiungo la piazza principale dove poco distante mi aspetta l’Unity Hostel.

02/09

Sveglia alle 5:00, ritorno alla stazione centrale e prendo il bus delle 6:00 diretto a Pristina (Kosovo). Partito in perfetto orario, dopo mezz’ora di tragitto raggiungo il confine. Il poliziotto si perde a guardare i visti sul mio passaporto e prima di riconsegnarmelo esclama: “Welcome to our beautiful Country”… Sono le 8:00 di una bellissima mattinata e mi trovo già in giro per la città.

La cosa che mi colpisce subito di questa città è la sua multiculturalità, infatti si alternano di continuo chiese ortodosse a moschee e si vedono persone di diversa etnia e religione convivere pacificamente.

Cosa visitare a Pristina?

Comincio a visitare la città dal Bulevardi Nene Tereza (viale pedonale dedicato a Madre Teresa) dove si trovano le statue dedicate alla Santa e all’eroe albanese Skanderbeg. A sud del centro si arriva alla Biblioteka Kombetare e Kosoves “Pjeter Bogdani” (biblioteca nazionale) simbolo dell’epoca jugoslava. Resterete colpiti dalla “bruttezza” dell’edificio che non a caso è stato classificato dal Daily Telegraph come uno degli edifici più brutti del mondo.

Biblioteka Kombetare e Kosoves “Pjeter Bogdani”

Dal lato opposto  del viale pedonale si trova l’ex Hotel Union, un bellissimo edificio ristrutturato dal gruppo italiano Benetton che vi ha poi aperto al suo interno un grande negozio di abbigliamento. Proseguendo oltre si arriva nella zona più antica di Pristina dove si trovano la Moschea della Carshia (Xhamia e Mbretit ), la Sahat Kulla (torre dell’orologio) e il Museo del Kosovo. Poco distante è possibile visitare il Museo Etnografico “Emin Gjiku” e la zona del vecchio Bazaar.

Fuori dal centro restano altri due monumenti da visitare: la Cattedrale di Madre Teresa e il Monumento “NewBorn” dedicato al “neonato” Kosovo.

“NewBorn”
Katedralja e së Holy Nënë Tereza në Prishtinë

Infine, Pristina è l’unica città al mondo ad aver dedicato una statua ed una via al Presidente americano Bill Clinton per ringraziarlo del suo supporto durante la guerra del 1999.

Terminata la visita della città, con la stanchezza che mi assale, raggiungo il Backpackers Hostel per riposarmi un pò.

Non aspettatevi molto da questa città. Se conoscete la storia varrà la pena passare una giornata a Pristina e stare in mezzo a persone che hanno vissuto la guerra non molti anni fa…

“FREEDOM” in un parco di Pristina

SKOPJE – MACEDONIA

La Repubblica di Macedonia è una nazione che conta poco più di 2 milioni di abitanti, di cui oltre un quarto vivono nella capitale Skopje. Qui il 26 agosto 1910 nacque Anjezë Gonxhe Bojaxhiu conosciuta da tutti come Madre Teresa di Calcutta.

La Macedonia inoltre rivendica alla Grecia la paternità di uno dei più celebri conquistatori e strateghi della storia: Alessandro III di Macedonia, noto anche come Alessandro Magno.

03/09

Rientrato dal Kosovo di primo mattina, esco subito a visitare la città.

Cosa visitare a Skopje?

Il giro della città comincia da Piazza Macedonia (Plostad Makedonija), dove mi accoglie l’imponente statua denominata “warrior on a horse” ovvero “guerriero a cavallo”. Si tratta della statua di Alessandro Magno in sella al suo bucefalo, una statua di bronzo di 23m posta su un piedistallo di 10m.

Piazza Macedonia
statua “warrior on a horse”

Vicino alla piazza si raggiunge facilmente la Porta Macedonia e successivamente il Memoriale di Madre Teresa (ingresso gratuito).

Porta Macedonia
Memoriale Madre Teresa

Terminata la visita all’interessante memoriale, torno alla piazza principale per percorrere il Ponte di Pietra che attraversa il fiume Vardar. Superato il ponte si giunge al Museo Archeologico di Macedonia e se si prosegue dritto, come faccio io, si entra nella zona del vecchio Bazaar. Una zona bellissima ed antica che porta visibili i segni della dominazione turca.

Ponte di Pietra
vecchio Bazaar

Dal vecchio Bazaar, salendo “qualche” gradino, si arriva alla Fortezza Kale (Skopsko Kale). Questa fortezza, costruita dai bizantini durante il vi secolo, domina Skopje dall’alto ed è un ottimo punto panoramico per i numerosi turisti che la visitano.

Skopsko Kale

Diciamo che le attrazioni principali sono terminate, ma se siete amanti dell’arte e delle statue, potete perdervi girando a caso per la città ammirando le centinaia di statue presenti ovunque.

Infine, Skopje si è rivelata una piacevole scoperta. Carina, tranquilla e molto low cost. Ottima per passare un bel weekend.

Tramonto a Skopje

Amburgo, Brema & Lubecca: le città anseatiche

12/01 – 15/01 2017

Tornato a casa dai Balcani, mi avanzano ancora pochi giorni prima di tornare a lavoro. Prenoto l’aereo per Amburgo per visitare tre città tedesche appartenenti in passato alla “lega anseatica”: Amburgo, Brema e Lubecca.

12\01

Atterro all’aeroporto di Amburgo in serata, raggiungo il centro ed arrivo all’ A&O Hamburg City hotel. Esco per cenare e passeggio nella Rathausmarkt (Piazza del Municipio) dove si trova il Rathaus (municipio) di Amburgo, edificio in stile neorinascimentale. Dopodichè faccio ritorno in hotel. La sveglia suonerà presto…

Rathaus

13/01

Sono le 8:30 di una fredda mattinata e la simpaticissima ragazza della reception mi consiglia un itinerario di 5 km da fare a piedi per visitare i punti più importanti della città.

Mi incammino e raggiungo la Hauptkirche St. Jacobi (chiesa di San Giacomo) e la Hauptkirche St. Petri (chiesa di San Pietro), vicinissime tra loro.

Hauptkirche St. Jacobi
Hauptkirche St. Petri

 

 

 

 

 

 

 

Inizia a nevicare e non poteva mancare la tappa al Rathaus visto la sera prima. Tappa successiva è la St. Nikolai Kirche (chiesa di San Nicola), chiesa dell’800 della quale rimane solo il campanile che ancora oggi è uno dei più alti al mondo con i suoi 147,3 m.

St. Nikolai Kirche

Successivamente mi avvio alla zona del porto, la Speicherstadt (città dei magazzini) per visitare il Miniatur Wunderland. Si tratta di un’attrazione composta da ricostruzioni realistiche in miniatura di varie zone del mondo, compresa la “bella Italia”.

Roma

Ultima tappa del giro a piedi è la Elbphilharmonie (Filarmonica dell’Elba), una della sale di concerto più grandi ed acusticamente avanzate del mondo.

E’ mezzogiorno, mi affretto a raggiungere la stazione centrale di Amburgo (Hauptbahnhof) per salire sul treno diretto a Lubecca. Tragitto di circa 45′ e scendo alla stazione Lubeck Hbf. Dopo una breve passeggiata mi trovo davanti all’Holstentor (porta appartentente alla fortificazione medievale di Lubecca)

Holstentor

Oltrepassata la porta si entra nella città. Il centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Da non perdere a Lubecca:

  • Marienkirche (chiesa di Santa Maria)
  • Lubecker Dom (Duomo di Lubecca)
  • Heiligen-Geist-Hospital (Ospedale di Santo Spirito)
  • Rathaus (municipio)

La pioggia incessante non mi da tregua, prima di sera sono costretto a tornare ad Amburgo.

14/01

L’ultima giornata di questo breve viaggio la dedico alla città di Brema.  Appena fuori dalla stazione de maialini mi danno il benvenuto.. 

Successivamente arrivo nella Marktplatz (piazza del mercato) dove si trovano le principali attrazioni di Brema:

  • Rathaus (Municipio)
  • Bremer Roland (Statua di Rolando)
  • Bremer Dom (Duomo di Brema)
Bremer Roland
Bremen Dom
Rathaus

Quanti di voi conoscono “I musicanti di Brema”? (Die Bremer Stadtmusikanten) Famosa favola pubblicata dai fratelli Grimm (per chi non lo sapesse sono gli stessi della fiaba Hansel e Gretel). A Brema troverete la statua dedicata a questa fiaba.

 

 

 

 

 

 

Consiglio di sedervi di fronte a questa statua e leggervi la fiaba. E’ sempre un modo per tornare bambini…

15/01

Anche questo viaggio volge al termine e guardando dal finestrino dell’aereo penso alla prossima meta…

Balcani: Da Tirana a Dubrovnik via terra

05/01 – 11/01 2017

Diversi colleghi ed amici albanesi, conoscendo la mia passione per i viaggi, mi ripetevano in continuazione: perché non vai nei Balcani? Vedrai ti piacerà…

05/01

Questa volta viaggio con la Blue Panorama Airlines da Bergamo a Tirana. Appena fuori dal terminal degli arrivi dell’aeroporto, salgo sul minibus della Rinas Express che con soli 250 leke ferma in centro città. Scendo di fronte al Kafé Flora e dopo una passeggiata di circa 15′ arrivo al Cosy Hostel. Arrivando in serata, mi concedo un breve giro nel centro.

Kulla e Sahatit (Torre dell’orologio) e Moschea Ethem Bey

06/01

Mi alzo presto. Il bus che oggi mi porterà a Podgorica parte alle h 8:30. Raggiungo la fermata che si trova davanti all’agenzia di viaggi “Osumi Travel” in Bulevardi Zogu I (vicino alla famosa piazza Skenderbej). La compagnia che percorre questa tratta è l’Old Town Travel (da Tirana fino a Kotor). Alle 12:30 il bus effettua una sosta poco prima del confine con il Montenegro. Siamo a Shkoder. Successivamente raggiunge il confine per il controllo dei passaporti.

Superati i controlli, il bus arriva puntualmente a Podgorica alle h 12:30. Deposito i bagagli presso il Podgorica Hostel in cui dormirò solamente questa notte. Dista solo 10′ a piedi dalla stazione centrale dei bus. Inizio a visitare la città dalla Stara Varos (città vecchia) dove si trova la torre dell’orologio risalente al XVIII secolo. Stara Varos è un quartiere che venne costruito durante l’era ottomana e distrutto in larga parte durante la II Guerra Mondiale.

Il clima non è dei migliori, fortissime raffiche di vento rendono quasi impossibile la visita della città. Ma non mi arrendo. E con molta difficoltà cammino in direzione della Cattedrale della Resurrezione. Bellissima Cattedrale Ortodossa consacrata nel 2013. Sperando che il vento diminuisca di intensità, ne approfitto per visitare bene l’interno della Cattedrale ricco di mosaici ed affreschi dorati.

Cattedrale della Resurrezione

07/01

Il 7 gennaio è il Natale delle chiese ortodosse slave ed essendo giorno di festa, le corse dei bus sono ridotte se non addirittura cancellate. Oggi sono diretto a Kotor (Cattaro in italiano) dove mi incontrerò nuovamente con la mia amica Somya conosciuta a Sofia il mese scorso. Un solo bus, quello della Adriatic Travel delle 13:07, è diretto oggi a Kotor. Un paio d’ore dopo arrivo alla stazione dei bus di Kotor, seguo le indicazioni per la città vecchia dove c’è l’Old Town Hostel Kotor in cui dormirò per 3 notti. Per oggi mi limito ad esplorare solamente il centro storico di Kotor, patrimonio dell’UNESCO.

Cattedrale di San Trifone

08/01

Colazione in ostello e mentre discuto con Somya su cosa visitare oggi, si aggiunge a noi Youhyun, un simpaticissimo ragazzo coreano che viaggia portandosi dietro ovunque il suo drone. Decidiamo di raggiungere la sommità delle fortificazioni di Kotor, dove si trovano le rovine del castello di St. John, da cui avremo un’ottima visuale su tutta la città.

Baia di Kotor
Castello di St. John

Arrivati in cima siamo pronti a far decollare il drone

09/01

E’ giunta l’ora di salutare i miei amici, destinati ad andare a Sarajevo in Bosnia, augurandomi di incontrarli nuovamente da qualche altra parte del mondo. Non ci resta che lasciarci con l’ultimo selfie all’ostello!

Oggi la mia destinazione sarà Dubrovnik in Croazia. Parto dalla stazione dei bus di Kotor con il bus della Jadran Ekspres Kotor. Dopo circa 2 ore e mezza di viaggio (si perde tempo al confine Montenegro-Croazia) giungo a destinazione. Dubrovnik, in Italiano Ragusa, è una bellissima città il cui centro storico figura nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Ingresso alla “Città vecchia”

Le attrazioni principali da visitare sono:

  • Fontana di Onofrio di epoca rinascimentale 
  • Cattedrale dell’Assunzione e il Palazzo dei Rettori
    La città venne fondata su un’isola rocciosa e collegata alla terraferma grazie all’interramento di un sottile braccio di mare. Le attuali fortificazioni risalgono al XVI secolo in quanto precedentemente la città venne quasi interamente distrutta da un devastante terremoto.Prima di tornare alla fermata del bus che mi riporterà a Kotor, raggiungo una scalinata che da sul mare per godere di questo panorama…

10/01

Ritorno a Tirana per visitare quello che durante il mio primo giorno ero riuscito a vedere solo di sera e di fretta:

  • Moschea Ethem Bey
  • Kulla e Sahatit (torre dell’orologio)
  • Piazza Skanderbeg (che purtroppo non ho potuto fotografare in quanto totalmente chiusa e coperta causa lavori di ristrutturazione).

Col ritorno a Tirana termine anche questa avventura. Devo dire piena di soddisfazioni con nuove amicizie, nuove culture conosciute e ahimè vedendo coi miei occhi anche molta povertà soprattutto nelle periferie albanesi e montenegrine. Sono partito molto prevenuto nei confronti di questi paesi ed invece questo viaggio ha cambiato di parecchio la mia visione di questi popoli. Poveri, altruisti e curiosi! Se anche voi siete prevenuti, fatevi un bel giretto da quelle parti e vedrete che anche voi cambierete!!!

Bulgaria (3 giorni tra Sofia e il Rilski Manastir)

15/12 – 18/12 2016

Penso che tutti gli appassionati di storia debbano visitare almeno una volta nella propria vita la città di Sofia, capitale della Bulgaria. Terza capitale più antica d’Europa dopo Atene e Roma. Una città che nella sua storia ha subìto numerose conquiste da parte di diverse tribù ed imperi. La tribù tracia dei Serdi fondò Serdica, l’attuale Sofia che venne poi conquistata dall’Impero Romano, distrutta dagli Unni, ricostruita dai Bizantini, passata poi in mano ai Bulgari, all’Impero Ottomano ed infine ai Russi.

15/12

Prenoto un volo con la Wizzair dall’aeroporto di Bergamo che in 1h e 40′ porta a Sofia. All’esterno del Terminal partono i bus per il centro città. Salgo sul bus n°84 che porta alla fermata “Sofia University” dopo un tragitto di una mezz’ora. Scendo di fronte a Starbucks Coffee sulla “General Yosif V. Gourko” (a sinistra Starbucks, a destra il Knyazheska Garden). La città è molto piccola e raggiungo quindi l’Hostel Mostel, situato in “Makedonia Blvd 2a”, a piedi dopo una passeggiata di circa 20′.

Questa prima giornata la concludo nell’area comune dell’ostello facendo conoscenze con ragazzi di diverse nazionalità, formando anche un bel gruppetto per l’escursione del giorno successivo al Monastero di Rila.

16/12

Tramite l’ostello contattiamo due autisti che porteranno me e altri 9 ragazzi al Monastero di Rila, situato a circa 1h 30′ da Sofia. In auto con me ci sono: Tòmas, Caroline, Rebecca, Lei e Somya.

 Il “Rilski Manastir” nel 1983 è stato riconosciuto come bene protetto dall’UNESCO. A primo impatto sembra di trovarsi davanti ad una fortezza in quanto è protetto da mura di cinta con feritoie. Oltrepassate le mura veniamo colpiti dalla bellezza di questo Monastero in stile bizantino e dai suoi bellissimi affreschi posti sulle pareti esterne.

Rilski Manastir

 

L’ingresso al Monastero è gratuito mentre è a pagamento il museo che sinceramente non mi ha colpito particolarmente. Terminata la visita del Monastero restano ancora un paio d’ore prima del ritorno a Sofia. Così d’accordo con gli altri ragazzi decidiamo di rifugiarci dentro all’unico ristorante della zona per scaldarci viste le basse temperature della zona. In serata torniamo a Sofia e soddisfatti della bellissima e ben organizzata escursione, la consigliamo anche agli altri ragazzi presenti in ostello.

17/12

Finalmente inizio a visitare Sofia. La prima tappa è il Ponte delle Aquile (Orlov Most) dedicato agli esiliati, ai condannati ed ai prigionieri della guerra russo-turca del 1878.

Orlov Most

Proseguo poi per “Bulevard Tsar Osvoboditel” (viale dello zar liberatore ovvero lo zar Alessandro II di Russia). Sul lato sinistro del viale scorgo un grande obelisco, monumento all’Armata Rossa.

Arrivato all’altezza dell’ufficio turistico, entro nel parco che affianca la strada trovandomi così di fronte alla cattedrale Aleksandr Nevskij, attrazione principale della città di Sofia. Una maestosa cattedrale ortodossa, seconda più grande dei balcani, che venne costruita in segno di riconoscenza verso la Russia ed in memoria dei caduti della guerra russo-turca.

Cattedrale Aleksandr Nevskij
Tsurkva Sveta Nicolai

Proseguo la camminata raggiungendo la Chiesa Russa di San Nicola (Tsurkva Sveta Nicolai), piccola ma con le caratteristiche cupole a cipolla. Entro all’interno della chiesa ma è in corso la messa ortodossa e decido di togliere subito il disturbo.

Tappa successiva è la zona “Serdica” dove si trova la statua di Santa Sofia, una colonna alta 24m con in cima la statua alta 2m. Da qui, inoltre, si possono ammirare i resti archeologici della vecchia Sofia (allora chiamata Serdika) ed è presente anche il museo archeologico.

 

Statua Santa Sofia
Resti antica Serdica

 

 

 

 

 

 

Altri due luoghi che attirano la mia attenzione sono la Rotonda di San Giorgio e la Cattedrale di Santa Domenica (Sveta Nedelya).

Si fa sera ed è ora di tornare all’ostello, preparare lo zaino, salutare tutti gli amici conosciuti in questo bel viaggio. Domani si torna a casa!

Sofia non ha deluso le mie aspettative. Certo essendo una piccola città non ha molto da visitare. Quel poco che ha è di importante valore storico. Facile da girare a piedi o in alternativa con la metropolitana. Gli altri mezzi di trasporto sono abbastanza regolari. Per quanto riguarda l’ostello… il migliore in cui sia mai stato. Ospitalità, pulizia, organizzazione delle escursioni introvabili in altri ostelli.

Per visitare la città ho utilizzato la guida di Sofia scritta da Simonetta Di Zanutto intitolata: “Sofia e dintorni” pubblicata dalla libreria editrice Odos di Udine. Scritta davvero bene! La consiglio!!!