Kenya, safari e non solo

Uno dei tanti sogni che avevo nel cassetto era quello di fare un safari in Africa. Sogno che ho da quando vidi il Re Leone. Mi ha sempre gasato l’idea di vedere quei meravigliosi animali nel loro habitat naturale: la Savana.

Atterro all’aeroporto di Mombasa, seconda città più grande del Kenya dopo la capitale Nairobi e subito vengo assalito dai procacciatori di turisti che propongono qualsiasi cosa pur di spillare soldi alla gente. Il Kenya è attraversato dall’equatore e il caldo in questa metropoli è davvero insopportabile ed è reso ancora più pesante dall’inquinamento prodotto dai vecchi veicoli in circolazione e dalle numerose fabbriche presenti.

Salgo sul bus che mi porterà a Malindi, località balneare e ricca di villaggi turistici essendo molto vicina alla meta principale del turismo kenyota: Watamu. Ovunque sento parlare italiano e chiedendo in giro mi dicono che qui il turismo è prevalentemente costituito da cittadini italiani.

Arrivato a Malindi prenoto il tanto aspettato safari scegliendo il pacchetto 2 giorni\1 notte dormendo in un lodge presente all’interno della Savana. Avrei preferito pernottare in un campo tendato per vivere un’esperienza a contatto coi rumori della Savana ma purtroppo la pioggia dei giorni precedenti rende impossibile questa opzione.

Il Parco Nazionale dello Tsavo è un’area naturale protetta con una superficie di oltre 21000 km2. Per la sua grandezza è stato a sua volta suddiviso in due parti:

  • Parco Nazionale dello Tsavo Orientale (Tsavo East);
  • Parco Nazionale dello Tsavo Occidentale (Tsavo West)

Il mio pacchetto prevede l’ingresso allo Tsavo East. Giunto con le jeep all’ingresso del parco, pago il biglietto d’accesso al parco direttamente ai ranger presenti e la Savana si presenta subito davanti ai miei occhi nella sua vastità. Nel tragitto osservo immense pianure secche, spinosi cespugli, numerosi arbusti che nelle ore più calde assicurano agli animali un po’ di ombra e riposo ed alcuni stagni paludosi vicini ad un fiume.

In questo parco è possibile vedere i famosi animali soprannominati i “Big Five” che sono: Elefante, leone, leopardo, rinoceronte e bufalo.

Ovviamente sono presenti moltissimi altri animali quali: Ippopotami, ghepardi, giraffe, zebre, antilopi, coccodrilli, iene, gazzelle e svariate specie di uccelli.

L’esperienza del Safari ha soddisfatto le mie aspettative ma è stato molto dispensioso a livello di energie per il caldo soffocante presente nelle ore di punta. La maggior parte degli animali è visibile al mattino presto o in serata ma attenzione che qui il buio è molto pericoloso.

Dopo questa ennesima fatica accumulata in viaggio decido di rilassarmi nelle splendide spiagge di Watamu e Malindi.

In riva al mare è elevato il numero di ragazzi del posto che cantano, ballano, mangiano e vivono senza pensieri. Per ogni cosa rispondono “pole pole” che in lingua swahili significa “piano piano”. Sono persone molto povere ma che si godono meglio la vita rispetto a noi non avendo quello stress che spesso ci porta ad ammalarci. La vita è una e va vissuta appunto senza pensieri.

Hakuna matata!

Prima di lasciare questa meravigliosa terra, ho tempo per visitare una scuola infantile ed un villaggio Masai.

Il ragazzo che ogni mattina mi portava in spiaggia col suo tuk tuk mi aveva promesso di portarmi a visitare il suo piccolo e povero villaggio poco distante dai resort. In cambio mi ha detto semplicemente di comprare qualcosa da mangiare o bere per i bambini. Biscotti, crackers, succhi di frutta che saranno poi divisi equamente dal capovillaggio.

E’ stato un piacere poter assistere a questa scena che mi ha fatto molto riflettere sugli episodi di egoismo a cui sono abituato nella nostra società.

Jambo!

0

Treviri: la città più antica della Germania

Fondata dai romani nell’anno 16 a.C. sotto il nome di Augusta Treverorum, divenne capitale della provincia romana della Gallia e residenza dell’Imperatore Costantino. In epoca recente, invece, ha dato i natali al filosofo tedesco Karl Marx.

Arrivando dalla stazione dei treni di Treviri (Trier in tedesco) giungo nel centro storico attraversando un gioiello di epoca romana: la Porta Nigra. Risalente al II secolo d.C. si tratta della porta romana più grande a nord delle Alpi.

Sempre nel centro storico c’è la Hauptmarkt, piazza principale della città in cui si trova una fontana del XVI secolo e diversi edifici o chiese in stile gotico.

Il Duomo o Dom assomiglia più a una fortezza che ad un luogo di culto religioso.

La Konstantin Basilika o Basilica Palatina di Costantino è una basilica romana ad unica aula coperta, unica nel suo genere ad essere integra ai giorni nostri e per questo protetta dall’Unesco.

Come in tutte le città romane, anche qui non possono mancare le terme. Qui si trovano infatti i resti delle Kaiserthermen situate all’interno di un grande giardino: il Palastgarten. A breve distanza c’è invece il Kurfurstliches Palais o Palazzo del Principe Elettore.

Da visitare anche l’anfiteatro romano situato ai piedi della collina di Petrisberg. Questo anfiteatro aveva capienza di 20000 posti a sedere e veniva utilizzato per spettacoli di combattimento tra gladiatori e animali.

Ma la perla di questa meravigliosa città è il Romerbrucke, ponte che attraversa il fiume Mosella che poggia sui pilastri posati dai romani nel II secolo d.C.

A proposito di Karl Marx c’è la Karl Marx Haus, casa-museo del filosofo ospitata in un edificio barocco del ‘700.

Come arrivare a Treviri? Io ho preso un treno da Città del Lussemburgo. Treviri dista circa 15km dal confine col Lussemburgo.

0

Lussemburgo in una giornata

“Quando un Lussemburghese si lamenta degli ingorghi è per darsi delle arie. Tutto sommato, per attraversare la capitale nelle ore di punta ci vuole un quarto d’ora.” – Jean Claude Grenier

Faccio tappa nel Granducato di Lussemburgo. La capitale di questo piccolissimo Stato è Lussemburgo e i suoi 120000 abitanti la rendono una delle capitali più piccole d’Europa.

Cosa visitare a Lussemburgo?

  • Il centro storico: patrimonio mondiale dell’umanità, ospita il Palazzo Granducale di Lussemburgo, residenza dei sovrani e Parlamento Nazionale;
  • La Cattedrale di Notre-Dame in stile gotico;
  • La Place Guillaume, piazza principale della città;
  • Place d’Armes: in origine serviva come piazza d’armi per le truppe che difendevano la città;
  • Musei: tra i più importanti ci sono il museo di storia dell’arte, il museo di arte moderna e il museo di storia della città di Lussemburgo;
  • Casamates du Bock(Casematte del Bock): Ingegnoso sistema difensivo scavato nelle rocce. Diede rifugio ad oltre 35000 persone durante le due guerre mondiali. Sono state dichiarate patrimonio dell’Umanità.

Un altro luogo da non perdere è il Castello di Vianden. Per raggiungerlo occorre andare alla stazione centrale e prendere il treno con destinazione Ettalbruck. Arrivati ad Ettalbruck bisogna prendere l’autobus n°570 e scendere alla fermata Vianden.

Vianden è un piccolo paesino con tipiche case in legno adagiate sul fiume Our sorvegliato da un enorme castello situato in cima a una collina.

Il castello di Vianden è una delle più grandi residenze medievali europee costruita a scopo difensivo. Il costo dell’ingresso è di  7€ ma la sua grandezza ripagherà il costo del biglietto.

Infine, terminata la visita del castello, tornando giù nel paesino è possibile visitare la casa di Victor Hugo. Lo scrittore francese visse qui 3 mesi.

0

Dall’Oceano Pacifico all’Oceano Atlantico

18/01 – 09/02 2019

Da anni sognavo un avventura simile, che mi mettesse alla prova fisicamente e mentalmente. Stavolta la scelta è ricaduta sul Sud America. Partirò da Lima (affacciata sull’Oceano Pacifico), attraverserò le imponenti Ande e finirò a Rio de Janeiro (Oceano Atlantico).

18/01 Perù – Lima

Dopo 15 ore di volo incluso lo scalo a Parigi, atterro finalmente a Lima. E’tardi e la capitale del Perù di notte è una dei luoghi più pericolosi al mondo. Uso Uber per raggiungere l’ostello che si trova nel distretto Miraflores. Voglio solo riposare ma quando entro nella camera prenotata trovo 3 ragazze canadesi che mi dicono: “ce ne andiamo perché la camera è infestata da bedbugs”. Conosciute come cimici da letto, creano fastidiosissimi pruriti alla pelle. Cambio camera, controllo che sia pulita e finalmente dormo. L’avventura inizia bene…

19/01

Esploro la città con il Lima Walking Tour grazie a Claudia, guida peruviana che organizza questi tour in cambio di una piccolissima mancia. Ritrovo in ostello. Insieme ad altri ragazzi raggiungiamo Plaza San Martin dedicata a José de San Martin liberatore del Perù. Tappa successiva è la via pedonale Jiron de la Union che per molti decenni fu la via più importante della città. Percorrendo questa via, dopo 3 blocchi, arriviamo alla piazza principale di Lima: Plaza Mayor o Plaza de Armas dove si trovano la Cattedrale e il Palazzo del Governo. Sono le 11:30 ed assistiamo al cambio della guardia. Terminata la cerimonia e dopo un rapido giro all’interno della Cattedrale, entriamo nel Choco Museo. Interessante museo del cioccolato dove si può conoscere di più sulla lavorazione e produzione del cioccolato ed assaggiare diversi tipi di creme di cioccolato. Dopo aver deliziato il palato ci dirigiamo verso l’ultima tappa; il Barrio Chino ovvero la Chinatown di Lima. Tutto il centro storico di Lima è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1988.

In serata, da solo, visito la parte nuova della città, il distretto di Miraflores passando per il Parque del Amor arrivando al centro commerciale Larcomar che offre un bellissimo panorama sull’Oceano Pacifico e sulle spiagge di questa città. La visione dell’Oceano sigla ufficialmente l’inizio della mia avventura.

Merita una visita anche il quartiere Barranco, il più artistico nonché il più rinomato per i suoi locali notturni. Qui si trova anche il famoso Puente de los Suspiros.

20/01 Isole Ballestas

A poco più di 3 ore di autobus da Lima si trova Paracas, meta ideale per chi come me volesse pianificare un giro alle Isole Ballestas, santuario per la fauna marina vista la presenza di numerosi animali quali: pinguini di Humboldt, leoni marini, otarie orsine e la tenerissima sula piedi azzurri. Un enorme geoglifo presente su un isola desta la curiosità di tutte le persone presenti al tour. Si tratta di un candelabro o tridente del diametro di 120m e si pensa abbia a che fare con le linee di Nazca. I tour durano un paio d’ore e partono dal porto di Paracas. Rientrato da questa meravigliosa escursione, raggiungo l’ostello e aspetto il bus che mi porterà a visitare la Riserva Nazionale di Paracas. Vasta area di deserto, flora, fauna e di una porzione di mare. Attrazione principale della Riserva era la cattedrale che purtroppo a causa di un terremoto nel 2007 crollò. Era una delle immagini più fotografate del Perù. Si trattava di un’enorme formazione rocciosa con forma che ricordava le cupole delle cattedrali. Ora si possono vedere solo i resti. Comunque la vista sull’oceano resta mozzafiato anche senza cattedrale. Alla sera esco e resto nella zona del porto per assaggiare il piatto più famoso del Perù: il ceviche. Un piatto a base di pesce crudo marinato con il succo del tumbo, un frutto acido che cresce nell’Amazzonia. Sinceramente questo piatto non mi è piaciuto in quanto il succo è troppo acido e non amo particolarmente il pesce crudo. Ma è molto apprezzato dai turisti. Sicuramente da provare.

21/01 Nazca

Stamattina mi toccano altre 4 ore di autobus per raggiungere Nazca. Località conosciuta al mondo per le Linee di Nazca, grandi geoglifi tracciati su terreno sabbioso dalla popolazione Nazca e che sono visibili solo dal cielo. Così non appena arrivo giro diverse agenzie per prenotare il volo su queste linee. Bisogna contrattare. La prima agenzia mi chiede 100$ ma è troppo così con un po’ di pazienza trovo per 60$. Il volo è per domani mattina così passo la giornata ad esplorare il centro cittadino ma capisco presto che non c’è nulla di speciale e che qui si vive di principalmente grazie alle linee.

22/01 Il mistero Nazca

Volo con un piccolo CESSNA da 6 posti della compagnia AeroParacas. E’ la prima volta che prendo un aereo simile ma la giornata è limpida e il tempo meraviglioso. Sorvoliamo la maggior parte delle linee. Mi stupisco della grandezza dei disegni e della loro longevità.  Si tratta di linee e disegni tracciati tra il 300 a.C. e il 500 d.C. I più grandi raggiungono anche dimensioni di 200m. In totale sono 13mila linee e 800 disegni di animali. Grazie a questo volo vedo i più famosi come: l’astronauta, la balena, la scimmia, il condor, il colibrì, il ragno e tanti altri. L’Unesco le ha dichiarate Patrimonio dell’umanità e l’accesso alla zona è proibito. Si possono ammirare solo grazie a una torretta che permette di vedere un paio di disegni oppure come ho fatto io con un aereo di piccole dimensioni. Ovviamente la mia scelta è la più costosa ma è l’unico modo per vedere bene questo spettacolo. Molte teorie complottiste dicono che i geoglifi sono opera degli alieni. Un dubbio viene dopo averle viste.

Oltre a queste linee, Nazca offre diverse attrazioni da visitare come il cimitero di Chauchilla situato a 30km dalla città che contiene mummie e frammenti di ceramica risalenti al periodo della civiltà Nazca e l’acquedotto di Cantayo che consiste in un sistema sotterraneo di condotte tuttora funzionante che serve per portare acqua dalle alture circostanti alla città.

Alle 20 parte l’autobus per Cuzco. Mi siedo davanti alla stazione dei bus e noto una signora che vende bibite. E’ molto stanca. La aiuto a raccogliere la merce, mi dice che finalmente va a casa e mi augura un buon viaggio. Adoro il contatto con la gente del posto e vedendo la sua stanchezza mi fa capire quanto sono fortunato a poter viaggiare.

23/01 Cuzco – l’ombelico del mondo

Dopo 14 ore di autobus, arrivo a Cuzco. Mi rendo subito conto di essere in un posto molto frequentato da turisti. Strade pulite, verde rigoglioso ai lati delle strade e ovunque sono presenti cartelli con scritto: Benvenuti a Cuzco, l’ombelico del mondo.

A Cuzco vive la cultura millenaria del Perù e a mio avviso è uno dei luoghi imperdibili di questo meraviglioso Paese. Il nome della città, in lingua quechua significa appunto “ombelico del mondo”. Antica capitale dell’impero Inca. Dal 1983 è diventata Patrimonio dell’Umanità Unesco. Dopo essere stato a Lima e quindi sul livello del mare, ora mi trovo a circa 3400m sopra il livello del mare.

Questa sera ho il meeting con l’agenzia con cui ho prenotato l’inka trail di 2 giorni per raggiungere Machu Picchu e sfrutto queste poche ore a disposizione per esplorare il centro di Cuzco. E’ evidente la forte influenza dell’architettura spagnola. Visito Plaza de Armas, principale piazza della città circondata da colline. Qui si trova la bellissima Cattedrale (Catedral Basilica de la Virgen de la Asuncion). Cattedrale voluta dagli spagnoli e costruita intrecciando lo stile barocco con quello rinascimentale tra il 1560 e il 1664.

24/01 Road to Machu Picchu

5:20 del mattino. Arriva l’autista davanti all’ostello. Un’ora e mezza di strada per raggiungere la stazione dei treni di Ollantaytambo dove partirà il mio treno. La maggior parte della gente scenderà alla stazione di Aguas Calientes mentre io dovrò scendere alla prima fermata, al Km 104 dove la mia guida Alvina mi aspetterà. Arrivo al punto di ritrovo alle 8:30 ma di Alvina nessuna traccia. Aspetto, solo, in mezzo alla natura. Mi siedo e inizio a viaggiare con la mente. Chissà come doveva essere bello vivere in questo paesaggio surreale. Il silenzio che mi circonda viene poi interrotto da una voce che pronuncia il mio nome. Ecco Alvina, donna peruviana, bassa e molto sorridente. Parla benissimo l’inglese ma le chiedo di parlare in spagnolo. Mi piacerebbe tanto impararlo e voglio sfruttare questi due giorni di trekking per imparare qualcosa.

Inizia il trekking. Attraversiamo un ponte pedonale sul fiume Urubamba. Alla fine del ponte ci sono delle guardie che controllano i documenti e permessi del trekking. Senza permessi e guida non è possibile passare. Per questo motivo anche io mi sono rivolto ad un agenzia del posto per farlo. Tutto ok. Si parte.  Dopo pochi minuti ci troviamo subito all’interno di un sito archeologico Inca: Chachabamba. In lingua quechua significa “Valle degli Alberi”. Potete immaginare il perché. Siamo a circa 2100m di altitudine. Si trattava di un centro religioso dove eseguire cerimonie dedicate a Madre Terra (Pacha Mama). All’interno della costruzione si trova un bell’altare scolpito sulla pietra.

Riprendiamo il cammino e ammiriamo la bellezza di diverse decine di orchidee diverse. Dopo qualche ora di fatica, arriviamo al secondo sito archeologico: Winay Wayna (sempre giovane) questo sito Inca è composto da case superiori e inferiori unite da scale. Trovandosi su una collina vi sono numerose piccole terrazze. Il colpo d’occhio è meraviglioso. Solo con il trekking è possibile visitare questi luoghi nascosti nella natura.

L’ultimo sito visitabile prima di arrivare a Machu Picchu si chiama Intipata (Terrazze Solari). Si tratta di un complesso principalmente ad uso agricolo con poche costruzioni. Si pensa che venisse utilizzato per integrare l’approvvigionamento di cibo per Machu Picchu.

Riprendiamo il cammino e arriviamo finalmente alla Porta del Sole (Intipunku). Questa porta segna la fine del Cammino Inca o Inka Trail. Alvina mi dice che mancano solo 45 minuti di discesa per arrivare alla meta tanto sognata, a Machu Picchu.

Così dopo oltre 6 ore di camminate, soste e visite a siti archeologici Inca, Machu Picchu si materializza davanti ai nostri occhi. L’emozione prende il sopravvento. All’improvviso non sento più la fatica e l’adrenalina mi fa correre come un bambino. Alvina mi guarda ridendo ma non sa che questo era il mio sogno, realizzato grazie a molti sacrifici. Sono a Machu Picchu. Io e pochissime altre persone. Infatti con il trekking si arriva a Machu Picchu nel pomeriggio. Sono le 16:30 e le visite sono quasi tutte concentrate alla mattina presto. Alvina si avvicina e mi dice: Luigi prenditi il tuo tempo e goditi questo momento.

Machu Picchu – Meraviglia del mondo

Nel 1922, l’esploratore e archeologo statunitense Hiram Bingham scoprì Machu Picchu (in lingua quechua: Montagna Vecchia), misteriosa città inca situata sulle Ande peruviane, nella valle dell’Urubamba a 2430m sul livello del mare. Costruita come un nido d’aquila, all’ombra dell’Huayna Picchu (Vetta Giovane). Gli spagnoli che conquistarono il Perù per quasi tre secoli non scoprirono mai questa città. Non è ancora chiaro il significato di questo luogo. Venne costruita intorno al 1450 e solo un secolo dopo abbandonata. Il complesso è diviso in due parti: una agricola, piena di terrazze costruite sui lati della montagna e collegati da un sofisticato sistema di irrigazione; l’altra urbana dove si trovano le abitazioni, gli edifici religiosi e i palazzi. I monumenti più importanti e che destano maggiore attenzione da parte dei turisti sono il Tempio del Sole, la Residenza Reale e la Piazza Sacra dove si trovano anche il Tempio Principale e il Tempio delle Tre Finestre. Machu Picchu fa parte delle 7 meraviglie del mondo moderno.

25/01

Alvina mi aspetta alle 8 nella piazza di Aguas Calientes, cittadina costruita apposta per turismo. Si trova ai piedi di Machu Picchu. Ci voleva un letto comodo per riprendermi dai dolori del post trekking. Stamattina si torna dentro a Machu Picchu, ingresso gratuito per chi fa l’Inka Trek di due giorni. In serata ritorno a Cuzco per organizzare i prossimi spostamenti.

26/01 Montana de Siete Colores

Euforico per aver realizzato il mio sogno , decido di andare a visitare un’altra perla del Perù: la Montagna Arcobaleno. Leggermente affaticato mi aspetta un’altra dura giornata. 2h di Minivan ed arrivo al punto di partenza di questo nuovo trekking. Si parte dai 4500m. Sono circondato da altissime montagne. Vedo per la prima volta in Sud America le vette coi ghiacciai. Qui ci sono molte vette che superano anche i 6000m. Il mio gruppo procede molto lento e decido di camminare per conto mio. Impiego 1h30’ per arrivare in cima al Mirador. La mia bussola segna  5068m di altitudine. In questa ora e mezza il tempo è cambiato diverse volte alternando pioggia, grandine e sole. Fortunatamente arrivando in cima esce il sole e la Montagna Arcobaleno è lì che mostra tutto il suo splendore. Il vero nome della montagna è Vinicunca ma viene chiamata arcobaleno perché è caratterizzata da striature verticali di 7 colori diversi. E’ una montagna che fa parte della catena montuosa delle Ande e raggiunge i 5200m di altezza. Il fenomeno dei 7 colori è dovuto alla presenza dei numerosi minerali presenti nella zona che nel corso di milioni di anni si sono depositati e accumulati nel terreno.  I colori sono causati da:

  • Ossido di ferro : rosso
  • Manganese: rosa
  • Zolfo: giallo
  • Carbonato di Calcio (Marna): bianco
  • Ossidazione del Rame: blu-verde
  • Composto di roccia e magnesio: marrone
  • Granito: nero

Si arriva in cima dopo molta fatica perché a questa altitudine si sente la mancanza di ossigeno ma con molta forza di volontà la fatica verrà ripagata da questo spettacolo della natura.

27/01 – 28/01 Lago Titicaca

8 ore di autobus per arrivare al terminal terrestre di Puno. Raggiungo a piedi l’ostello e senza perdere tempo torno subito in strada. Ho troppa voglia di andare a vedere il Lago Titicaca. Sin da piccolo sono stato fan delle spedizioni di Overland con quei grossi camion hanno raggiunto ogni parte della Terra. Mi colpì in particolare la spedizione in Perù e sul Lago Titicaca. Ora mi trovo qui!

Il Lago Titicaca è il lago navigabile più alto al mondo. Si trova ad un altitudine di 3800m ed attraversa un’area di oltre 8000 chilometri quadrati con una profondità massima di 281m. Situato al confine tra Perù e Bolivia, contiene numerosi isolotti galleggianti simili a zattere galleggianti sul lago. Isole artificiali costruite dagli antichi Uros, prendono il nome da questi ultimi e sono costruite con canne di tortora e ancorate al fondo del lago.

Oltre alle isole artificiali vi sono anche 41 isole vere e proprie come la Isla del Sol che conserva reperti archeologici Inca e l’Isola di Taquile. Qui non ci sono automobili e la popolazione vive ancora come in passato. Numerose escursioni portano qui dove si può passare l’intera giornata e dormire nelle case delle famiglie del posto.

29/01 Prima frontiera – Bolivia

E’ mattina, salgo sull’autobus diretto a La Paz in Bolivia. Lungo il percorso costeggiamo un pezzo di Lago Titicaca e resto incollato al finestrino a godermi lo spettacolo. Facciamo una sosta prima del confine per andare in bagno e cambiare i soldi in Bolivianos. Arrivati al confine rimango stupito per l’ottima organizzazione. Infatti c’è solo un ufficio dove timbrare l’uscita dal Perù e immediatamente l’ingresso per la Bolivia. Mi aspettavo lunghe code e invece passiamo in fretta.

Arrivo a La Paz. Il nome ufficiale è Nuestra Senora deLa Paz ma a tutti è conosciuta semplicemente come La Paz. La città è circondata da montagne e la città crescendo si è sviluppata anche sulle colline. Si passa dai 3200 ai 4100m. E’ considerata la metropoli più alta del mondo e nel 2015 è stata riconosciuta come una delle nuove Sette Città Meraviglia.

Visto il traffico caotico nelle strade dovute ai sali scendi della città, il modo più comodo e veloce per raggiungere il distretto El Alto è utilizzando la Teleferica, moderna ed economica cabinovia. In molti indicano La Paz come capitale della Bolivia ma in realtà qui c’è la sede del Governo e del potere legislativo e esecutivo mentre la sede del potere giudiziario e capitale vera e propria è Sucre.

30/01

Partecipo anche qui al free walking tour. Appuntamento con Karina a Plaza Mayor de San Francisco. Prima tappa è il mercato delle streghe (Witch Market) dove si trovano diverse case esoteriche in cui si possono acquistare prodotti che noi definiremmo assurdi. Bibite per sottomettere il proprio partner, prodotti per curare malattie oppure semplicemente per avere più fortuna. Proseguiamo la camminata e passiamo di fianco alla prigione San Pedro. Famosa in quanto all’interno non vi sono guardie. Si tratta di un carcere autogestito dai detenuti che fanno pagare una tariffa per la camera ai nuovi arrivati. Al suo interno si effettuano elezioni per decidere chi comanda. Le autorità restano solo all’esterno, situazione che la rende unica al mondo e viene appoggiata anche dal Governo Boliviano. Arriviamo infine in Plaza Murillo, piazza principale della città dove si trovano il Palazzo Presidenziale, il Congresso Nazionale e la Cattedrale di Nostra Signora della Pace. Ci troviamo nella parte vecchia della città, detta Casco Viejo.

31/01 Salar de Uyuni

Partito ieri sera per raggiungere Uyuni, arrivo a destinazione alle 6 di mattina dopo 10 ore di bus notturno. Per fortuna ho dormito quasi tutto il viaggio. Uyuni si presenta come una piccola cittadina un po’ spenta, bruttina, conosciuta grazie all’immenso deserto salato, la più grande distesa di sale al mondo. Passeggiando trovo un uomo che mi propone l’escursione a un prezzo stracciato rispetto ad altre agenzie. Chiedo ad altre persone e mi dicono di stare tranquillo e che mi posso fidare. Aggiudicato.

Partenza alle 10:30 con Jeep. La prima tappa del tour consiste nella visita del “Cementerio de Trenes”, cimitero dei treni che furono utilizzati per l’estrazione dei minerali presenti nella zona.

Nella seconda tappa ci viene mostrata la tecnica di estrazione e confezionamento del sale. Siamo a Colchani, paesino con sole bancarelle prima dell’ingresso al deserto. Inizia a diluviare in maniera impressionante e temiamo di dover sospendere la nostra escursione. Dopo una mezz’ora la pioggia si ferma e proviamo lo stesso ad entrare nel deserto. E’ allagato ma l’autista della Jeep dice che siamo fortunati. Con la pioggia il deserto riflette il cielo e sembra di essere in paradiso, in un altro mondo. E’ la verità, lo spettacolo che compare ai nostri occhi è indescrivibile. Non si vede confine tra suolo e cielo. Scendo dall’auto e sembra di camminare tra le nuvole. Terminate le foto di rito raggiungiamo l’ultima tappa: l’Hotel de Sal o Hotel di sale. In passato venne usato appunto come hotel ma visto l’inquinamento che provocava ospitando gente, fu convertito a museo. Inoltre qui, nel 2015, passò una tappa della famosissima Dakar.

Purtroppo per colpa del maltempo non possiamo godere del tramonto sul deserto. Evento molto richiesto dalla gente. Ma mi ritengo soddisfatto della giornata e faccio rientro a Uyuni poco prima di cena.

01/02

Rientro a La Paz dopo aver cambiato pullman ad Oruro. Finalmente sono finite le infinite ore dei pullman. Con tutta la stanchezza accumulata, passo la giornata in ostello a riposare e programmare le prossime tappe.

02/02 Bem-vindo ao Brasil

Atterro a Rio de Janeiro. Vengo subito avvolto dal caldo dell’estate brasiliana. 33 gradi, si suda stando fermi. Soggiorno in città solo una notte e decido di farlo nel quartiere Santa Teresa. Zona non molto tranquilla ma vicina all’aeroporto.

03/02

Poco meno di 2 ore di volo da Rio, arrivo a Foz do Iguazu , punto strategico per visitare le cascate. Le Cascate Iguazu si trovano al confine tra Brasile e Argentina. Ma c’è un’altra frontiera vicinissima: quella col Paraguay.

Lascio le mie cose all’ostello e raggiungo a piedi il confine col Paraguay. Dopo 15 km a piedi, raggiungo il ponte che attraversa il fiume Rio Paranà, confine naturale tra i due paesi. Mi trovo a Ciudad del Este, città dello shopping molto economico rispetto ai prezzi del Brasile. Ma molti dicono che la qualità è molto scarsa. C’è un traffico pazzesco di auto e per questo ho optato la soluzione a piedi.

04/02 Cascate Iguazu, una delle sette Meraviglie del Mondo Naturali

Il modo più economico per visitare le cascate è andarci per proprio conto. Oggi sono diretto alle cascate lato argentino. Prendo il bus diretto che ferma però alla dogana per permettere alla gente di mettere il timbro di uscita dal Brasile e ingresso in Argentina. Terminata questa formalità, risalgo sul bus e arrivo a destinazione: Puerto Iguazù. Qui devo cambiare bus e prendere quello diretto alle “cataratas”.

Ingresso al parco nazionale 700 pesos argentini (circa 16€). Percorro a piedi tutti i percorsi esistenti:

  • Paseo Inferior: Questo percorso permette di camminare a contatto con la natura e la fauna del parco a pochissimi passi dai salti delle cascate;
  • Paseo Superior: Consiste in una passeggiata su passerelle pianeggianti sul fiume Rio Iguazù superiore. Qui è possibile vedere i più famosi salti: Bosetti, Adàn ed Eva, Bernabè Mendez, Mbiguà, Dos Hermanas e il maestoso San Martin;
  • Garganta del Diablo: Questo percorso permette di avvicinarsi il più possibile all’imponente salto chiamato Garganta del Diablo con i suoi oltre 80m di caduta.

05/02

Torno alla stessa fermata del bus di ieri ma stavolta salgo su quello per le cascate dal lato brasiliano. Bisogna prendere il bus diretto all’aeroporto. Anche qui l’ingresso al parco nazionale è di circa 16€ (70BRL). A differenza del parco del lato argentino, l’unica possibilità per visitare il parco è con un bus incluso nel prezzo del biglietto. Ci sono varie fermate ma per visitare bisogna pagare un sovrapprezzo. La cosa mi stupisce molto. Scendo all’ultima fermata, dove tutti i turisti scendono. Subito davanti a me appaiono le cascate, in lontananza ma in tutto il loro splendore. 275 cascate, una natura rigogliosa e meravigliosa, un coato che sbuca tra gli alberi e un arcobaleno per completare l’opera. Cos’altro chiedere?

In questo parco c’è solo un percorso da effettuare a piedi. Percorso che permette di arrivare proprio sotto alle cascate. Il rumore è assordante e la vicinanza ai salti d’acqua mi rende bagnato fradicio ma ne vale la pena. Starei qui ore ed ore ad osservare la potenza della natura.

06/02 – 09/02

Dopo i meravigliosi giorni a contatto con la natura, ritorno nella città, nel traffico e nell’inquinamento. Stavolta alloggio a Copacabana. Zona più tranquilla a livello turistico e molto più frequentata dai giovani.

Ci sono molte cose da visitare a Rio de Janeiro ma quella che voglio fare prima di tutto è visitare una favela. Per motivi di sicurezza non è possibile entrare da soli nelle favelas ma ci si deve rivolgere ad alcune agenzie ammesse all’interno. Decido di rivolgermi a “Be a Local Tours”.

La guida mi porta a visitare la favela Rocinha. Si tratta della più grande baraccopoli della città con oltre 100000 abitanti. Qui è allarmante la presenza dei trafficanti di droga che dettano legge al suo interno tenendo in scacco la popolazione. Inoltre le condizioni igienico-sanitarie sono pessime. Sovraffollamento e umidità favoriscono malattie come tubercolosi, colera, meningiti. Diffusissimo l’uso dell’amianto e il sistema fognario è praticamente assente. Sono presenti molti volontari che aiutano i bambini a scuola e cercano di insegnare alle persone del posto qualche mestiere. Grazie a questo molte persone vanno in città a raccogliere lattine da rivendere alle ditte che riciclano per guadagnare quel poco che serve per mangiare.

Al ritorno dalla favela, cambio strada per raggiungere il Museo do Amanha o museo del domani. Interessante museo che parla dei cambi climatici e delle conseguenze climatiche nel nostro Pianeta. Per gli appassionati di calcio come me, immancabile la visita a uno dei templi del calcio: lo Stadio Maracanà ora rinominato Estadio Jornalista Màrio Filho.

Inizia ora la mia visita alle attrazioni turistiche principali di Rio de Janeiro. Eccomi a visitare la mia quarta Meraviglia del Mondo Moderno: Il Cristo Redentore. Situata in cima alla montagna Corcovado, è una statua alta 38m raffigurante Gesù Cristo. Statua raggiungibile con la linea ferroviaria o coi mezzi pubblici, poi a piedi attraverso scale o ascensori e scale mobili.

Tappa successiva è il quartiere Santa Teresa dove ho pernottato la prima notte a Rio de Janeiro. Denominato come uno dei posti più belli al mondo, offre panorami mozzafiato su tutta la città.

Da visitare la caratteristica scalinata “Escadaria Selaron” che collega i quartieri Santa Teresa e Lapa costruita dall’artista cileno Jorge Selaron. Lunga 125m, composta da 250 gradini e decorata con oltre 2000 piastrelle da diversi paesi del mondo. Resa celebre nel mondo anche grazie al video della canzone “Beautiful” di Snoop Dogg con Pharrell Williams girato in parte su questa scalinata.

Merita una visita anche la Cattedrale di San Sebastiano. Dall’esterno appare come una ciminiera, una centrale nucleare ma all’interno è davvero molto bella.

Chiudo in bellezza questa avventura durata 23 giorni e che mi ha visto partire dal mare, attraversare le Ande ed arrivare in Brasile attraversando in tutto 5 paesi.

Cosa di meglio che godersi il tramonto in cima al Pao de Acucar? (Pan di Zucchero).

0

VILNIUS: la stravagante capitale lituana e la bizzarra Repubblica di Uzupis

03/08 – 06/08/2018

Per la prima volta sono nei baltici. Atterro all’aeroporto di Vilnius e raggiungo il centro città con il bus 1. Città interamente costruita in stile barocco. La mia visita inizia dal centro storico, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco nel 1994, a cui accedo attraverso la Ausros Vartai (Porta dell’Aurora). Oltrepassata la porta, mi ritrovo circondato da palazzi colorati coi tipici tetti a punta. In ordine visito: il Municipio (Rotuse), la chiesa di San Casimiro, il Palazzo Presidenziale (Prezidentura).  A poca distanza raggiungo una piazza dove si trova la Cattedrale metropolitana dei Santi Stanislao e Ladislao (Vilniaus Sv. Stanislao ir Sv. Vladislavo Arkikatedra Bazilika).  Mi concedo una visita all’interno della Cattedrale ma non resto particolarmente colpito. Proseguo in direzione della Torre di Gedimino che purtroppo a causa di lavori di ristrutturazione è momentaneamente chiusa al pubblico. Si tratta di una torre posta su una collina che permette di vedere la città dall’alto.  Mi rifaccio andando sulla collina delle Tre Croci situata nel parco Kalnai dove c’è l’omonimo monumento delle Tre Croci. Da qui apprezzo si vede tutta Vilnius.  Torno giù dalla collina attraversando poi il fiume Vilna e arrivo nel parco Bernardine, grazioso parco dove si può visitare la chiesa di Sant’Anna. E’ ora di visitare la Repubblica di Uzupis.  Ebbene sì, nel cuore di Vilnius esiste una mini Repubblica (Uzupis= l’altro lato del fiume). Si tratta di un quartiere storicamente abitato da ebrei, quasi tutti sterminati durante l’olocausto. In seguito all’olocausto, vi si insediarono senzatetto, tossici e prostitute. Il 1°aprile 1997 Roman Lileikis (poeta,musicista e regista lituano), dichiarò la fondazione della Repubblica Indipendente di Uzupis, dotata di una bizzarra Costituzione, un Presidente, un piccolo esercito e di una bandiera a quattro colori (una per ciascuna stagione).  Idea nata per gioco per riprendere il controllo di questo quartiere abbandonato, degradato e pericoloso ma che ebbe successo immediato. Persino il Dalai Lama ne è diventato cittadino onorario. Non dimenticate di farvi mettere il Visto anche sulla mano se lo vorrete…  Ultima attrazione da visitare in città è il Bastione con le sue mura cittadine detto anche “Barbacane”. Costruzione in stile Rinascimentale che consiste in una torre installata nel muro di difesa della città, con sotterranei per le armi. Venne costruito nel XVII secolo ma danneggiato durante le guerre coi russi.  Dalla terrazza si ammira tutto il centro storico della città. E’ ora di lasciare la città prendendo il bus dalla Vilniaus Autobusu Stotis con destinazione Trakai. Piccola cittadina a meno di 30km di distanza. L’attrazione principale di questa rinomata meta turistica baltica è il Castello di Trakai, interamente ricostruito dopo l’occupazione russa.  Terminato il giro al castello sono numerose le attività che si possono fare in questo luogo tranquillo e affascinante. E’ possibile fare camminate in riva al lago, un giro in barca a vela o col battello oppure visitare le numerose bancarelle di souvenir presenti. Vi consiglio di andarvene dalla Lituania solo dopo aver assaggiato un loro piatto tipico. Io ho assaggiato i “Cepelinai”, giganti gnocchi di patate ripieni di carne e spezie. Il condimento è fatto con lardo, cipolla e panna acida. Non proprio leggeri ma assolutamente da provare! 

0

In giro per Chisinau e la sconosciuta Transnistria

13-16/07/2018

CHISINAU – MOLDAVIA

La mia infinita voglia di esplorare mi porta a prenotare un biglietto aereo per Chisinau, capitale della Repubblica di Moldavia. Volo diretto con la Wizzair dall’aeroporto di Bergamo (209,98 €). E’ possibile raggiungere il centro città con il bus n°30 (2 Lei =0,10 €) oppure con il taxi (150 Lei = 7,50 €). Ovviamente scelgo l’opzione più economica e, dopo circa 50 minuti, scendo alla fermata sul Boulevard Stefan Cel Mare Si Sfint (strada principale della città). Da qui raggiungo a piedi l’Amazing Ionika Hostel (str. Kogalniceanu 16) il cui proprietario è Rubens un italiano trasferitosi in Moldavia (3 notti = 25,80 €). Arrivato all’ostello, deposito lo zaino, ritiro la mappa della città e ritorno sul “Boulevard” principale dove si trovano il Parlamento e la Casa del Presidente. A pochi isolati di distanza si pùò ammirare l’Arco di Trionfo con orologio che celebra la vittoria nel XIX secolo della Russia sull’Impero Ottomano. Dall’arco si accede al Parcul Stefan Cel Mare, piccolo e grazioso parco al cui interno è possibile visitare la Cattedrale di Chisinau. Proseguendo ancora per la via principale, passo di fianco alla Sala degli Organi e al Teatro Eminescu. Infine faccio un giro nell’affollato Big Bazar, pieno di bancarelle. Dietro a questo Bazar si trova la stazione centrale dei bus. Stazione che mi servirà domani per raggiungere la città di Tiraspol in Transnistria. Per quanto riguarda i musei consiglio di visitare:

  • Museo d’arte (Muzeul National De Arta Al Moldovei) 10 Lei
  • Museo di Storia (Muzeul National De Istorie A Moldovei) 10 Lei
  • Museo Etnografico (Muzeul National De Etnografie Si Istorie Naturala) 10 Lei 

Merita una visita anche il grande parco “Parcul Valea Morilor” a cui si accede da una maestosa scalinata abbellita con una grande fontana che porta ad un grande lago (Iacul Valea Morilor).  In questo bellissimo parco decido di tornarci la sera in compagnia della mia amica giapponese Kana, conosciuta in ostello.  Cielo limpido, pochissime luci e ci godiamo lo spettacolo delle stelle cadenti. Tra una stella e l’altra facciamo ritorno in ostello alle 5 del mattino…

Ultima attrazione da visitare a Chisinau è la Torre dell’Acqua (Turnul De Apa) 10 Lei. Chiamata così perché in passato era la parte principale del sistema idrico della città. Venne distrutta parzialmente da un terremoto e ricostruita. Attualmente è utilizzata come torre panoramica per ammirare la città dall’alto. Infatti dopo aver percorso un po’ di gradini arriverete alla terrazza. Godetevi la città di Chisinau anche dall’alto. 

Per la sera consiglio vivamente di fare un giro al Barbar, grazioso disco-pub affollato di giovani. Ingresso 150 Lei che include 2 free drinks.

TIRASPOL – TRANSNISTRIA

Dalla stazione centrale dei bus, ogni mezz’ora, parte un bus per la Transnistria. Il viaggio dura 1h30’ circa, tempo che può variare in base al traffico presente alla dogana. La Transnistria è uno Stato Indipendente de facto dal 1990 (non riconosciuto dalla Comunità Internazionale). La capitale è Tiraspol, lingua ufficiale il russo, moneta il Rublo della Transnistria. In seguito al non riconoscimento da parte della Comunità Internazionale, viene definito “Paese fantasma”. Alla dogana mi viene rilasciato un Visto di 9 ore.  Appena entrato in Transnistria passo davanti alla Fortezza di Bender, dopodiché arrivo alla capitale Tiraspol. Da visitare c’è ben poco. Inizio dal mercato coperto della frutta pieno di anziani vestiti come i nostri nonni ai tempi del dopoguerra. Percorro la via 25 Ottobre, via principale della città dove si trovano le principali e poche attrazioni. Cammino affianco al fiume Dnestr, passo il monumento a Lenin ed arrivo alla Piazza Suvorov dove si trova un enorme statua di un uomo a cavallo: si tratta di Alexander Suvorov, militare russo. Qui sventolano due grosse bandiere: quella russa e quella della Transnistria.  Poco distante si trovano il Tank Monument, carro armato sovietico di fronte alla fiamma perpetua che commemora il cimitero degli eroi.  Dietro al carro armato inizia il Parco de Wallant che conserva numerose statue di busti di personaggi storici tra cui Wallant stesso e Caterina II. Passeggiando per la città si possono vedere anche le ambasciate della Repubblica dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud, unici Paesi che riconoscono la Transnistria. E’ vero, la Farnesina sconsiglia la visita di questo “Paese fantasma” ma a mio avviso se volete vedere qualcosa che in minima parte ricorda l’ex URSS, una veloce visita ci sta. Ma occhi ben aperti! Nel tornare ammiro la bellissima natura transnistriana. Enormi distese di campi di girasole colorano la strada del rientro verso Chisinau e ahimè verso casa… 

0

Meravigliosa Cuba

Prima di partire è necessario stipulare un’assicurazione sanitaria riconosciuta dalle autorità cubane che vi coprirà per tutto il viaggio e che vi verrà chiesta prima di imbarcarvi sull’aereo. Inoltre bisogna essere in possesso della Tarjeta Turistica del costo di 25 € acquistabile tramite l’ambasciata o consolato cubano in Italia oppure in qualsiasi agenzia di viaggi che svolge queste pratiche.

A Cuba esistono due differenti valute: una ufficiale chiamata Peso Cubano o Moneda Nacional (CUP) e la moneta turistica chiamata Peso Convertibile (CUC). 1 CUC = 24 CUP; 1€ = 1,20 CUC. A Cuba sono diffusissime le Casa Particular, strutture a conduzione familiare dove dormire spendendo veramente poco.

L’aeroporto internazionale José Martì de l’Avana è collegato al centro città grazie ai numerosi taxi presenti che chiedono sui 25-30 CUC ed impiegano circa 15-20 minuti.

L’AVANA

Casa Colonial II 20 CUC/notte (2 notti);                                                          Hostal Faraona 20 CUC/notte (1 notte).

L’Avana è la capitale della Repubblica di Cuba ed è suddivisa in 5 principali quartieri:

1) Habana Vieja: è la zona vecchia, centro storico dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1982 situata tra il porto e il centro. Qui si trovano le 4 principali piazze della città: Plaza de Armas, Plaza de la Catedral, Plaza de San Francisco e Plaza Vieja. Altre attrazioni sono: Catedral  de la Virgen Maria de la Concepcion Inmaculada, Calle Obispo, Calle Mercaderes, Museo del Rum, El Templete, Castillo Real de la Fuerza, Bodeguita del Medio (dove nacque il Mojito) e il Floridita (dove nacque il Daiquiri);

Catedral de la Habana

Plaza Vieja

2) Centro Habana: Tappa obbligatoria, quartiere che ospita importanti edifici quali il Capitolio Nacional de Cuba, il Museo Nacional de Bellas Artes, il Museo de la Revolucion, il Castillo de San Salvador de la Punta, il Paseo de Martì (ex Paseo del Prado) e il lungomare Malecon;

Capitolio Nacional de Cuba

3) Vedado: Zona con grande ambiente americano con grattacieli in stile Art-Decò come Miami o New York. L’attrazione principale è lo storico Hotel Nacional. Il distretto è diviso in due dal viale Avenida de los Presidentes con bellissimi parchi. Il quartiere si estende fino alla famosissima Plaza de la Revolucion. Merita una visita, lungo il Malecon, l’ambasciata americana riaperta dopo moltissimi anni a causa dell’embargo subìto da Cuba;

Plaza de la Revolucion

4) Miramar: Quartiere residenziale, vi si arriva dalla Quinta Avenida. Qui abitano molte celebrità;

5) Barrio Chino: Quartiere cinese a cui vi si accede dalla solita porta cinese all’inizio di via Dragones. Porta donata dalla Repubblica Popolare Cinese.

Spostarsi da una città all’altra è molto costoso per cui conviene prendere un taxi collettivo, più si è e meno si paga. Alcuni taxi portano fino a 9 persone.

Taxi collettivo Havana – Trinidad 30 CUC (5h)

TRINIDAD

Hostal los Arcos 20 CUC/notte (4 notti)

A mio avviso la città più bella di Cuba, chiamata non a caso città-museo, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1988.

Da vedere:

  • Plaza Mayor e Iglesia Mayor de la Santisima Trinidad (Parroquial Mayor);
  • Museo de Historia Municipal (salendo sulla torre si gode di un bellissimo panorama);
  • Casa de la Musica (bar all’aperto con musica dal vivo)

Escursioni imperdibili:

  • Playa Ancon (10km da Trinidad) raggiungibile sia in taxi che noleggiando una bicicletta;

  • Valle de los Ingenios a cavallo e cascata (12,5 CUC)

Taxi collettivo Trinidad – Cienfuegos 10 CUC (1h30)

CIENFUEGOS      

Casa Dona Amalia 15 CUC/notte (1 notte)

Cienfuegos è una città che ricorda la Francia del xix secolo fondata appunto da un immigrato francese (Don Luis D’Clouet). Nel 2005 il centro è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. Cosa vedere:

  • Parque Josè Martì con un piccolo Arco di Trionfo
  • Casa della Cultura Benjamin Duarte (Palazzo Ferrer)
  • Catedral de la Purisima Concepcion
  • Museo Storico Provinciale
  • Paseo del Prado
  • Castillo de Jagua (occorre prendere un traghetto per raggiungerlo)
  • Malecon (lungomare) percorribile fino a “la Punta”

Parque José Martì

“La Punta”

Taxi collettivo Cienfuegos – Santa Clara 7,5 CUC (1h 15)

SANTA CLARA

Località famosissima per essere la sede del Mausoleo di Che Guevara. Fu teatro dell’ultima battaglia tra i militari del dittatore Batista e i ribelli comandati da Che Guevara. Da non perdere anche il monumento al Treno Blindato. Il Che ed altri rivoluzionari cubani provocarono il deragliamento di questo treno con a bordo le truppe Batiste ponendo fine alla dittatura stessa, grazie all’utilizzo di una ruspa e di molotov. Il complesso del treno è visitabile spendendo solo 1 CUC. Merita una visita anche il “Boulevard” via pedonale piena di negozi e di pub, il Parque Vidal cuore della città dove ci sono anche il Teatro  la Caridad, il Museo de Artes Decorativas e il Palacio Provincial.

Mausoleo Che Guevara

Boulevard

Treno Blindato

Taxi collettivo Santa Clara – Caibarien 15 CUC

CAIBARIEN

Hostal Calle 12, 15 CUC/notte (3 notti)

Chiamata “La Villa Blanca” (Città Bianca) per le sue spiagge color bianco. Tappa economica e comodissima se si vuole visitare il Cayo Santa Maria, distante 50 km.

Il taxi per raggiungere Cayo Santa Maria costa 50 CUC al giorno. Parte per le 8:30, impiega un’ora per raggiungere la spiaggia e vi aspetta fino alle 16-16:30. Costo ovviamente da dividere in base alle persone trasportate. Vale la pena visitare le due spiagge più belle:

  • Playa Las Gaviotas (4 CUC per l’ingresso): si tratta di un’area protetta
  • Playa Las Terrazas (5 CUC per l’ingresso): include un free drink al bar della spiaggia

Sentiero Playa Las Gaviotas

Playa Las Gaviotas

Playa Las Terrazas

Il lungomare di Caibarien, invece, è molto sporco e puzza tantissimo in quanto vi scaricano direttamente in mare gli scarichi cittadini. Il Cayo è un vero paradiso! La bellezza di questa cittadina è anche data dal fatto che è poco turistica e vi permetterà di vivere un’esperienza incredibile a contatto con la gente del posto. Molti negozi non accettano nemmeno la valuta turistica…

Taxi collettivo Caibarien – Santa Clara 17,5 CUC(1h15)                        Taxi collettivo Santa Clara – L’Avana    27,5 CUC (3h45)                              Taxi Collettivo L’Avana – Vinales 20 CUC (3h)

VINALES

Casa Los Cheveres 15 CUC/notte (2 notti)

Vinales è una piccola cittadina situata nella provincia di Pinar del Rio. Si trova all’interno della Valle de Vinales, una delle più belle al mondo. Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1999. Ottima meta per escursioni a piedi, cavallo o in bicicletta.

Punti di interesse:

  • Casa de la Cultura (nella piazza principale)
  • Museo Municipal Adele Azcuy Labrador (in Calle Salvador Cisneros 15)
  • Parque Nacional Vinales (150 km2 di area protetta)
  • Piantagioni di caffè e tabacco (qui si produce il miglior tabacco del mondo)

A 4 km di distanza da Vinales, passeggiando per un’oretta, si arriva al Mural de la Prehistoria (ingresso 3 CUC), un enorme dipinto che occupa un’intera parete del mogote Dos Hermanas  (180×120 metri). Salendo fino al mirador si può ammirare un bellissimo panorama della valle.

Mural de la Prehistoria

Mirador

Altra escursione molto consigliata: giornata al mare al Cayo Jutias (60 km da Vinales 1h30 di taxi)

Cayo Jutias

Taxi collettivo Vinales – Aeroporto L’Avana 17,5 CUC

Non avrei mai immaginato che Cuba fosse lunga come la penisola italiana. 1500km da un capo all’altro. A Cuba si trova qualsiasi cosa dalla pianura, alle montagne, a migliaia di km di costa con centinaia di spiagge molte delle quali vergini, barriera corallina. Per non parlare della storia e del passato di quest’isola. Cuba è perfetta per ogni tipo di vacanza o avventura si voglia fare, ma visitatela in fretta perché seppur lentamente, anche questo posto magnifico si sta adattando al mondo di oggi.  Sarebbe un peccato perdersi la vera Cuba. Io ci ho lasciato il cuore…

0

Weekend tra Amsterdam e i mulini a vento

01/12 – 04/12 2017

Amsterdam

Intorno al 1200, sulle rive del fiume Amstel  venne fondato un villaggio di pescatori, in corrispondenza di una diga (Dam), da cui il nome originario “Amsteldam”. La città di Amsterdam si sviluppa all’interno di una fitta rete di canali per cui viene soprannominata la “Venezia del Nord”. E’ la capitale dei Paesi Bassi (chiamati così in quanto circa la metà del territorio si trova a meno di 1m sul livello del mare e il 20% di esso si trova sotto il livello del mare). Ma in molti la reputano anche come capitale mondiale delle biciclette. Infatti si trovano più biciclette che persone!

Souvenir dei famosi zoccoli olandesi

01/12

Parto dall’aeroporto di Bergamo Orio al Serio ed arrivo all’aeroporto Schiphol dopo 1h e 40’ di volo con la compagnia aerea olandese KLM. Una delle migliori che abbia mai utilizzato. Aspetto Rosa, mia compagna non solo di avventure, che arriva da un volo proveniente da Napoli. Saliamo sul treno che dall’aeroporto, in meno di mezz’ora, porta in centro città. La nostra fermata però è un po’ in periferia. Scendiamo a “Amsterdam Bijlmer Arena” (di fronte all’Amsterdam Arena dell’Ajax FC).  Da qui raggiungo a piedi il Joy Hotel.

02/12

Raggiungiamo la zona dei musei e per prima cosa visitiamo il Van Gogh Museum che possiede la più grande collezione di opere del pittore olandese Vincent Van Gogh. Finalmente mi trovo davanti ad opere famosissime come: La Casa Gialla e ad una delle varie realizzazioni de I Girasoli.

Sempre nella zona dei musei è possibile visitare il Rijksmuseum (Museo Statale) e il Stedelijk Museum (Museo di Arte Moderna e Contemporanea).

Rijksmuseum

Terminata la visita al museo, ci addentriamo nel quartiere Jordaan. Punto di partenza per la visita di questo quartiere è la Westertoren, una torre alta 85m che si trova vicino alla chiesa Westerkerk. Qui si trovano case storte, alcune stortissime ed è reputato dagli stessi olandesi come uno dei quartieri più amati e conosciuti di Amsterdam.

E’ la volta della casa di Anne Frank, il cui indirizzo è Prisengracht 263, museo dal 1960. Una lunga fila di persone attende l’ingresso nella casa. Chiedo se c’è disponibilità di biglietti e mi viene risposto che è tutto prenotato per settimane… Meglio andare a riscaldarsi in un locale vicino e gustarsi un pancake caldo.

Anne Frank Huis

Anne Frank

Anne Frank era una ragazzina ebrea costretta a nascondersi durante la Seconda Guerra Mondiale per sfuggire ai nazisti. Visse in clandestinità insieme ad altri sette compagni ad Amsterdam nella casa che oggi è diventata un museo. Dopo oltre 2 anni vennero scoperti e deportati nei Campi di Concentramento in Germania. Otto Frank, padre di Anne, fu l’unico sopravvissuto. Anne divenne famosa grazie al diario che scrisse durante il suo periodo passato in clandestinità. Nata nel 1929 a Francoforte sul Meno in Germania, morì nel 1945 nel campo di Concentramento di Bergen – Belsen in Germania.

Tappa successiva è Piazza Dam, la più famosa di Amsterdam, nata come piazza del mercato. Si trova nella “zona nuova” e da qui è possibile vedere il Palazzo Reale (Koninklijk Paleis), la Chiesa Nuova (Nieuwe Kerk) e il famoso museo delle cere Madame Tussauds Scenerama. Il nome della piazza si riferisce alla diga (Dam) costruita intorno al 1200 sul fiume Amstel.

Palazzo Reale

A poca distanza dalla piazza principale c’è il Nieuwmarkt. E’ anch’essa una piazza dove risiede una forte minoranza cinese, infatti i cartelli sono scritti in doppia lingua: olandese e cinese. L’edificio simbolico è la Waag (pesa pubblica). E’ la più antica porta cittadina rimasta risalente al periodo medievale della città.

Infine, in questa intensa giornata, facciamo un giro nel quartiere De Wallen, famoso come quartiere a luci rosse. Di sera l’intensa luce rossa acceca e le strade si riempiono di clienti e di curiosi. Qui la prostituzione è legale e si possono trovare asili, chiese e scuole accanto a queste case.

03/12

Zaanse Schans

Non si possono visitare i Paesi Bassi senza vedere i mulini a vento. Il paese più vicino ad Amsterdam per visitarli è Zaanse Schans raggiungibile dalla stazione centrale di Amsterdam in soli 15’ di treno. Scendiamo alla stazione “Zaandijk Zaanse Schans” e da subito ci facciamo guidare dal profumo di cacao delle industrie presenti che lo lavorano. Con una passeggiata di una decina di minuti arriviamo al ponte sul fiume Zaan da dove si iniziano a vedere i mulini a vento.

Zaanse Schans era un villaggio che contava oltre 600 mulini a vento mentre oggi ne restano solo una decina. Qui la forza del vento era sfruttata per frantoi, segherie, per macinare i minerali e per alimenti come la mostarda e il cacao stesso.

Qualche mulino è visitabile anche all’interno, alcuni a pagamento ed altri gratuitamente.

Nel pomeriggio rientriamo ad Amsterdam e nonostante una debole pioggerellina ne approfittiamo per fare la crociera sui canali della città. Tappa imperdibile per chi visita questa bellissima città.

Infine un ultimo saluto a questa meravigliosa città. Non credevo mi piacesse. Troppo associata al sesso ed alla marijuana. Posso dire che ha anche tanto altro da mostrare…

0

Tour della Polonia: Cracovia, Auschwitz, Varsavia, Poznan, Breslavia

15/07 – 23/07 2017

POLONIA

Cracovia

In passato capitale della Polonia, oggi ne rimane come principale centro culturale e meta turistica internazionale del paese. Famosissima per il suo piccolo e curatissimo centro storico tutelato dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Vista della Rynek Glowny dal Krakow Hostel

La mia visita inizia dal Barbacane (Barbakan Krakowski), una fortificazione a difesa della Porta Floriana. Questo bastione ha 7 torri gotiche e mura spesse 3m. Oltrepassando questa porta si accede alla città vecchia e si arriva nell’immensa piazza principale della città: Rynek Glowny. Originariamente costruita per ospitare il mercato cittadino è ad oggi la più grande piazza mediavale d’Europa.    Una piazza quadrangolare che misura circa 200m di lato, divisa a metà dal Palazzo del Tessuto che ospita il mercato dei tessuti (Sukiennice) e la sede della Galleria di pittura del XIX secolo. Il piano terra del palazzo, invece, è occupato da negozi di souvenir ed artigianato.

Porta Floriana

Barbakan Krakowski

In un angolo della piazza si trova la bellissima Basilica di Santa Maria (Bazylika Mariacka) in stile gotico.

Bazylika Mariacka

Dopo aver girato la Rynek Glowny in lungo e in largo, raggiungo la collina del Wawel dove si trovano il Castello Reale del Wawel (Zame Krowlewski na Wawelu) e la Cattedrale del Wawel (Katedra Wawelska) che contiene il museo dedicato a Papa Giovanni Paolo II.

Zamek Krolewski na Wawelu

Katedra Wawelska

Giardino della Collina del Wawel

Procedendo a sud della collina arrivo nel quartiere ebraico, il Kazimierz in nome del suo fondatore, il Re Casimiro il Grande. Questo quartiere è diviso in zona cristiana (ad ovest) e zona ebraica (ad est). Qui vi abitarono circa 65000 ebrei prima che venissero deportati nei campi di sterminio nazisti.

quartiere Kazimierz

Proseguo raggiungendo via Lipowa. Qui si trova la fabbrica Schindler (Fabryka Schindlera) fondata da Oskar Schindler.

Fabryka Schindlera

Oskar Schindler era un imprenditore tedesco che acquistò questa fabbrica di stoviglie in cui vi fece lavorare circa 1200 ebrei. Quando iniziò la deportazione degli ebrei da parte dei nazisti, li salvò dichiarando che erano fondamentali per la produzione di pentole destinate all’esercito tedesco. Questa fabbrica è oggi un museo .

Questa storia venne raccontata nel film del regista Steven Spielberg “Schindler’s List” le cui scene vennero girate nel quartiere Kazimierz.

Il biglietto del museo permette di visitare anche l’Apoteka Pod Orlem (Farmacia Sotto l’Aquila). Qui vi lavorava Tadeusz Pankiewicz che insieme alle sue assistenti Irene, Helena e Aurelia salvò numerosi ebrei dalla persecuzione, curandoli, dandogli rifugio e procurandogli tinte per capelli per mascherare le proprie identità durante le perquisizioni naziste.

Apoteka Pod Orlem

Tadeusz scrisse le sue memorie nel libro “Il Farmacista del Ghetto di Cracovia”.

Per chi fosse interessato all’arte, consiglio di visitare il Museo Nazionale al cui interno potrete visitare ma non fotografare la famosissima opera d’arte”Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci.

CAMPO DI CONCENTRAMENTO E STERMINIO TEDESCO NAZISTA DI AUSCHWITZ BIRKENAU

(1940 – 1945)

Non ci sono parole per descrivere le mie sensazioni e i miei pensieri durante la visita a questo campo di concentramento. Una cosa è certa: ne sono uscito cambiato. Ho deciso di documentare la mia visita solo attraverso le foto…

Varsavia

Arrivo in treno alla stazione centrale di Varsavia, capitale della Polonia. Una città che fu distrutta quasi completamente durante la Seconda Guerra Mondiale. Uscito dalla stazione mi trovo di fronte ad un enorme grattacielo. E’ il Palazzo della Cultura e della Scienza (Palac Kultury i Nauki ), edificio in stile sovietico che fu donato alla Polonia dall’Unione Sovietica. E’ ad oggi l’edificio  più alto del Paese.

Palac Kultury i Nauki

Proseguo in direzione della città vecchia (Stare Miasto) imboccando via Świętokrzyska e svoltando a sinistra nella Nowy Świat (via Nuovo Mondo). Passo di fianco al Monumento Nicolò Copernico (Pomnik Mikolaja Kopernika), a due graziosissime chiese cattoliche ed arrivo al Palazzo Presidenziale (Palac Prezydencki).

Pomnik Mikolaja Kopernika

Infine giungo finalmente nel centro storico della città. Tutto ricostruito dopo il conflitto mondiale. Qui sono raccolti i maggiori monumenti e luoghi di interesse. Partendo dal Castello Reale (Zamek Krolewski), residenza dei monarchi polacchi, passando per la piazza mercato (Rynek Starego Miasta), arrivando al Barbacane (Barbakan Warswawski).

Zamek Krolewski

Rynek Starego Miasta

Barbakan Warszawski

Oltrepassata la città vecchia, visito il Museo Marie-Curie (Muzeum Marii Sklodowskiej-Curie).

Torno indietro fino al Castello Reale per attraversare il ponte sul fiume Wisla (Vistola in italiano) che mi permette di raggiungere il quartiere Praga. Uno dei pochi sopravvissuti ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e quindi uno dei più antichi. Ex area a prevalenza ebraica, ex quartiere operaio, ex zona malfamata. Qui sembra che il tempo si sia fermato. Brutti palazzoni, disoccupazione elevata, sembra di essere completamente in un’altra città. Chi abita qui è costretto a fare il pendolare, diretto dall’altra parte della Vistola.

Quartiere Praga

Proseguo fino ad arrivare allo Stadio Nazionale “PGE Narodowy“.

Stadio Nazionale “PGE Narodowy”

E’ ora di tornare nella sponda principale della città e lo faccio attraversando l’avveniristico ponte Swietokrzyski alla cui fine vengo accolto dalla statua simbolo di Varsavia: una sirena che tiene in mano una spada e sull’altra uno scudo. Come a voler difendere quello che la guerra in precedenza aveva distrutto.

Ponte Swietokrzyski

La sirena di Varsavia

Vicinissimo è possibile visitare il Centrum Nauki Kopernik, un museo della scienza la cui attrazione principale è il planetario “Cielo di Copernico”.

Centrum Nauki Kopernik

Infine visito il museo dedicato al compositore e pianista Fryderik Franciszek Chopin.

“Street Art” davanti al Museo Chopin

Per concludere la mia visita della capitale polacca,mi dirigo al Parco Lazienki, uno dei maggiori parchi pubblici della città. Al suo interno sorge il bellissimo Palazzo sull’acqua.

Palazzo sull’acqua

Poznan

E’ la volta di Poznan, città di mezzo milione di abitanti. Qui ci si trova più vicini a Berlino che a Varsavia. Anche qui, come in ogni altra città della Polonia, le principali attrazioni turistiche sono concentrate intorno alla Stary Rynek (piazza vecchia) e al municipio (Ratusz).

Assolutamente da visitare anche la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo situata sull’isola Ostrow Tumski.

Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo

Consiglio anche di fare un giro al Parco Cytadela che si trova all’interno di una fortificazione del XIX secolo: il Forte Winiary. Questo parco contiene un museo militare, un cimitero militare e i resti della fortificazione.

Museo militare

Come si può vedere non c’è moltissimo da visitare in questa città ma ho potuto constatare che è piena di giovani e di vita a qualsiasi ora essendo una delle più importanti città universitarie. Ciò non toglie il fatto che sia stato piacevole visitarla!

Wrocklaw (Breslavia)

Ultima tappa del mio viaggio in Polonia è la città di Wrocklaw (Breslavia dal tedesco “Breslau”). In passato chiamata la “Venezia del nord” grazie alla sua posizione sul fiume Oder e per i suoi numerosi ponti presenti: ci sono 12 isole collegate da 112 ponti.

Il centro storico è pieno di chiese, tutte ricostruite dopo la guerra. Esiste, vicino alla piazza mercato, un quartiere chiamato “delle Quattro Fedi”. Qui convivono quattro religioni diverse. In meno di 300m ci sono una chiesa cattolica, una protestante, una ortodossa e una sinagoga.

Merita una visita, soprattutto se siete una coppia, il Ponte Verde (detto anche dei Sospiri) dove gli innamorati mettono un lucchetto coi propri nome e gettano la chiave nel fiume Oder.

0

Il triangolo d’oro dell’India: Delhi, Agra e Jaipur

04/06 – 12 /06 2016

INDIA

Il triangolo d’oro: Delhi, Agra, Jaipur

Sin da piccolo, vedendo in televisione le immagini del Taj Mahal, sognavo un viaggio in india. Avendo solo 9 giorni a disposizione scelgo di visitare il famoso “Triangolo d’Oro”. Partendo da Delhi, città ricca di enormi contrasti, passando per Agra dove si trova il Taj Mahal, una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno, finendo a Jaipur, la “Città rosa”.

Prima di partire ritiro il Visto presso il K&S Visa Centre – Centro Visti India a Milano in via Marostica, 34. Per informazioni su come ottenere il Visto, visitare il sito www.indianvisamilan.com .

Parto da Malpensa, scalo ad Istanbul ed infine atterro all’aeroporto Indira Gandhi di New Delhi.

Delhi, New Delhi

Capitale dell’India, è una città caotica, sovrappopolata, ricca di storia e cultura. Qui si mescolano due città: la “Old” e la “New” Delhi, un area metropolitana che conta 25 milioni di abitanti rendendola la seconda città più popolosa del mondo dopo Tokyo.

Inizio a visitare la città dalla zona vecchia. Entro nel Forte Rosso passando attraverso l’ingresso principale: Lahore Gate. Questo Forte venne trasformato in caserma dagli inglesi.

Forte Rosso

Proseguo a piedi verso la Jama Masjid, la moschea più grande dell’India il cui cortile può accogliere fino a 25000 fedeli. I suoi minareti sono alti ben 40m.

Jama Masjid

Successivamente, dopo una passeggiata di mezz’ora sotto ad un sole cocente, arrivo al Raj Ghat. Si tratta di una piattaforma in marmo nero che segna il punto in cui venne cremato il Mahatma Gandhi dopo il suo assassinio avvenuto nel 1948. Inoltre il Ghat è circondato da un bellissimo parco.

Raj Ghat

Assolutamente da non perdere il National Gandhi Museum, piccolo ma toccante museo con foto ed oggetti appartenenti a Gandhi tra cui il “dhoti” (indumento tradizionale indiano) che indossava il giorno del suo assassinio.

National Gandhi Museum

Bastone di Gandhi

Mi sposto nella parte nuova della città e raggiungo Connaught Place. Intitolata allo zio di Re Giorgio V, qui vi si trovano numerosi negozi e ristoranti rendendola frequentatissima dai turisti stranieri.

Nelle vicinanze della piazza è possibile visitare il Jantar Mantar e l’Agrasen ki Baoli. Il primo è un osservatorio astronomico realizzato nel 1725 per seguire il movimento delle stelle e dei pianeti. La parola Jantar Mantar nella lingua Hindi equivale al nostro “abracadabra”. Il secondo, invece, è un pozzo a gradini del XIV secolo che in passato sorgeva in mezzo ai campi.

Jantar Mantar

Agrasen ki Baoli

Proseguendo verso sud arrivo ai piedi dell’India Gate, un arco di pietra alto 42m dedicato ai 90000 soldati indiani caduti durante la prima guerra mondiale.

India Gate

Dall’India Gate parte il Rajpath (via Reale) che arriva fino ai palazzi del governo indiano: Rastrapati Bhavan (Residenza Presidenziale) e il Parlamento indiano. Se vi avanza tempo, a metà vialone potete visitare il Museo Nazionale.

Parlamento indiano

Ancora più a sud visito il Gandhi Smriti, un monumento che sorge dove, il 30 gennaio 1948, venne assassinato Gandhi da un fanatico hindu. Qui ci sono delle orme in cemento che rappresentano gli ultimi passi compiuti dal Mahatma e conducono nel punto in cui morì.

Ultimi passi di Gandhi…

Inoltre a breve distanza è possibile visitare anche l’Indira Gandhi Memorial Museum, residenza di Gandhi trasformata in museo.

Se la vostra voglia di visitare la città non viene appagata da tutti questi monumenti, vi consiglio di visitare (avendolo fatto di persona) la Tomba di Humayun, il Tempio del Loto e il sito archeologico Qutub Minar. Sono tutti fuori città e vi servirà tanta pazienza per raggiungerli e visitarli.

La tomba di Humayun è un mausoleo dedicato all’imperatore moghul Humayun.

Tomba di Humayun

Il Tempio del Loto è un tempio bahai, dedicato alla religione bahai. Al mondo esistono soltanto 8 templi dedicati a questa religione.

Tempio del Loto

Infine il complesso archeologico Qutub Minar comprende il minareto in mattoni più alto del mondo con i suoi 72m di altezza.

Qutub Minar

All’interno di questo complesso è presente una colonna di ferro (o colonna di Ashoka) alta 7m e 21 cm, del peso di 6 tonnellate. Risalente almeno al 423 d.C. E’ stata inserita nei Patrimoni dell’UNESCO in quanto da oltre 1600 anni è esposta ai monsoni e non presenta una minima traccia di ruggine. Nessuno sa spiegare il perchè…

Colonna di Ashoka

AGRA

Dalla stazione centrale di Nuova Delhi, via treno, arrivo ad Agra. Mi colpisce un emozione indescrivibile in quanto mi trovo vicinissimo a realizzare uno dei miei più grandi sogni di viaggiatore: visitare il Taj Mahal.

Il poeta Tagore descrisse questo mausoleo come “una lacrima di marmo ferma sulla guancia del tempo”.

Venne fatto erigere da Shah Jahan in memoria della seconda moglie Muntaz Mahal, morta dando alla luce il loro 14° figlio. Dal 1983 fa parte dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO ed è anche una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno.

Acquisto il biglietto per l’ingresso al Taj Mahal. Supero i controlli molto lunghi vista la coda di turisti presente. Supero il cancello d’ingresso. Resto a bocca aperta senza riuscire a pronunciare alcuna parola…

Sono stato in tantissimi posti e di solito l’aspettativa era superiore alla realtà. Qui per la prima volta ho avuto la sensazione opposta. Questo mausoleo è di una bellezza indescrivibile.

Terminata la visita, mi appresto ad uscire dai cancelli che delimitano l’ingresso al Taj Mahal. Sempre con gli occhi rivolti alla Meraviglia.

Comunque Agra non è soltanto il Taj Mahal. Visito anche il Forte di Agra, uno dei forti moghul più belli dell’India, anch’esso costruito in arenaria rossa.

Forte di Agra

Jaipur

Arrivo a Jaipur sempre in treno, provando cosa voglia dire viaggiare in terza classe indiana.

Definita “Città Rosa” perché visitando il centro storico, ogni edificio è dipinto di rosa. Il colore rosa-terracotta è imposto dalla legge.

Per visitare Jaipur utilizzo un facile itinerario a piedi consigliato dalla mia guida della Lonely Planet. Appena entrato nella città vecchia dal New Gate, vengo circondato da bazaar dove è possibile acquistare qualsiasi cosa. Passo di fronte alla Jama Masjid (moschea) con i suoi alti minareti ed arrivo infine alla Hawa Mahal noto anche come “Palazzo dei venti” o “Palazzo della brezza”.

Hawa Mahal

E’ un edificio di 5 piani in arenaria rossa lavorata a nido d’ape. Venne costruito per consentire alle donne di corte di assistere alle processioni e di osservare la vita quotidiana della città. Entro all’interno e raggiungo la cima dell’edificio da cui si può ammirare la città dall’alto.

Scorgo il Jantar Mantar (osservatorio astronomico) e il City Palace accessibile solo alla famiglia del Maharaja.

Jaipur dall’alto

Ritorno davanti alla Hawa Mahal per salire sul bus che mi porta all’Amber fort distante 11 km dalla città.

Amber Fort

Termina qui la mia fantastica avventura in India. Con la promessa che ci tornerò per visitare il sud del Paese.

Com’è l’India? L’India è un luogo senza parole, difficile da descrivere, pieno di energia. L’India è presente negli occhi scuri dei bambini che ti rincorrono chiedendoti di fare una foto con loro perché hai la pelle bianca. L’India ti cambia gli occhi…

0