Laos, una delle mete più affascinanti del continente asiatico

Sono le 6:30 di mattina quando il treno ferma a Nong Khai, ultima fermata a pochissimi km dal confine con la Repubblica Popolare Democratica del Laos. Dopo 10 lunghe ore di viaggio con un treno da Bangkok sono pronto ad attraversare per la prima volta un confine a piedi col mio fedele zaino sulle spalle.

È mattino presto ma il Friendship Bridge è già molto affollato. Questo confine è un ponte fatto costruire dal governo australiano che mise definitivamente fine alla tensione tra Laos e Thailandia. Dopo qualche ora il mio Visto di ingresso è pronto.

Eccomi ufficialmente nel Laos, antica colonia francese che faceva parte della Federazione  indocinese che comprendeva l’attuale Thailandia, Cambogia e Vietnam. Qui non è difficile incontrare cittadini francesi che scelgono di godersi la pensione in questo paese tranquillo ed economico.

Vientiane è la capitale del Laos, piccola città di 750 000 abitanti situata su una insenatura del fiume Mekong. È molto semplice girare la città noleggiando una bicicletta o prendendo i qui diffusi Tuk Tuk (Apecar convertiti in taxi).

Il monumento più importante della città è il Patuxai, dedicato ai caduti durante le guerre. Si tratta di una replica dell’Arco di Trionfo di Parigi decorato con icone Buddhiste e divinità mitologiche induiste. Intorno a questo monumento c’è un giardino con una bella fontana donata dal governo cinese.

Come itinerario ho scelto quello consigliato dalla guida Lonely Planet, un percorso di 6 km fattibile sia a piedi che in bicicletta. Ho scelto di percorrerlo in bici per accorciare i tempi morti e godermi quindi di più le visite alle principali attrazioni.

Parto dal Palazzo presidenziale, costruito per ospitare il governatore francese della colonia.

Poco distante mi fermo al Wat Si Saket, tempio che contiene migliaia di statue del Buddha.

A breve distanza si trova anche il Haw Pha Kaeo, museo nazionale di arte sacra.

Concedetevi una pausa camminando dentro al mercato più grande di Vientiane: Talat Sao.

Tappa successiva è il Patuxai ed infine come museo ho scelto di visitare il Museo Nazionale del Laos.

Se invece la vostra curiosità non è ancora soddisfatta ci sono numerosi altri templi da vedere: Wat In Paemg, Wat Ong Teu Mahawihan, Wat Hai Sok e Wat Mixai.

Non fatevi mancare una passeggiata sulla riva del fiume Mekong, settimo fiume più lungo del mondo ma difficile da navigare per le sue forti variazioni stagionali e cascate presenti.

LUANG PRABANG

Il mio carissimo amico Max mi ha consigliato questa cittadina situata nel nord del paese. “vai a Luang Prabang, non te ne pentirai” mi disse.

Le pessime strade del Laos rendono gli spostamenti via terra molto lenti. L’autobus che copre la tratta Vientiane – Luang Prabang impiega più o meno 10 ore. La maggior parte del territorio è costituito da foresta pluviale tropicale di latifoglie sempreverdi e questo rende il viaggio decisamente più piacevole.

Improvvisamente il pullman si ferma e l’autista ci avvisa che si è bucata una ruota. Trovandoci su una strada pericolosa, senza segnaletica ne asfalto, ci fa scendere tutti ad attendere al sicuro la sostituzione dello pneumatico. Scendo dal pullman e mi ritrovo nel bel mezzo della foresta. Resto letteralmente a bocca aperta e mi metto a scattare diverse foto. Che fortuna!

Finalmente metto piede a Luang Prabang. Luogo unico al mondo dove il tempo pare essersi fermato. Situata accanto al Mekong, questa cittadina fa parte dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO. In questa regione è possibile praticare molti sport quali trekking, mountain bike e kayak.

L’evento imperdibile della città è il tak bat, la processione dei monaci buddisti all’alba che ricevono le offerte quotidiane da parte degli abitanti del posto. Le offerte prevedono soprattutto cibo come riso e verdure.

Il tempio più antico e caratteristico della città è il Wat Xieng Thong col suo meraviglioso tetto a spiovente.

Il resto vi consiglio di scoprirlo a bordo di una bicicletta per godere della natura circostante e della tranquillità di questa meravigliosa cittadina.

Insomma, grazie Max. Non potevi darmi consiglio migliore.

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